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REPORTAGE DAL GIAPPONE
Love hotel
I luoghi della solitudine
 
Due milioni e mezzo di persone al giorno visitano gli alberghi dell’amore.
Gli inquilini sono variegati, oltre ai soliti impiegati nelle pause pranzo che si accompagnato a prostitute,
 è molto frequentato da coppie di vecchi amanti che vogliono riaccendere la passione.

 

 

 

 

 




 

 

E’ possibile trovare anche il padre di famiglia che per ragioni di privacy e pudore si rinchiude in queste stanze per giocare in santa pace al Karaoke o al Nintendo. Oppure il pensionato che guarda porno a raffica e dorme completamente vestito.
Ma cosa sono “I love hotel”? Sono alberghi che consentono di restare in stanza sia per una notte intera e sia per qualche ora, alle volte anche 30 minuti.

 



Sono molto diffusi in Giappone. La privacy nei love hotel è pressoché totale. Non vengono richiesti documenti e non si vede mai in faccia chi sta alla reception dato che sia si parla attraverso un vetro schermato.
All'entrata ci si trova davanti ad un pannello luminoso in cui si vedono le fotografie delle camere e il relativo prezzo. È sufficiente premere il tasto corrispondente alla camera che si desidera, ritirare la chiave, pagare il dovuto e salire in stanza.
Tutto questo fa dei love hotel il posto perfetto per le coppie di amanti che desiderano un luogo sicuro e tranquillo.

 



Di solito si trovano nei pressi delle stazioni. I prezzi delle camere variano anche all’interno di un singolo hotel, in quanto ci possono essere sia camere economiche, sia camere lussuose.
Tutte le stanze sono acusticamente isolate. E’ sempre presente una vasca idromassaggio Jacuzzi a più posti) ed è possibile controllare le luci e la temperatura dell’aria condizionata tramite una console posta vicino al letto. Sempre presente anche una TV molto grande con canali tradizionali e pornografici.
In alcuni hotel le stanze sono a tema ed andiamo dal murales in velluto di Dita Von Teese alla copia esatta di un vagone di un treno in stile retrò oppure alla stanza che riproduce fedelmente una corsia di ospedale.

 

 



E’ possibile ordinare drink, qualche snack, oppure un pranzo o una cena. E’ possibile noleggiare dei costumi, che per i giapponesi sono spesso molto eccitanti e vanno dalla scolaretta giapponese alla cameriera, alla ragazza araba ecc.
E’ disponibile nella stanza un bollitore per il tè, un distributore di bevande, e un distributore di oggetti erotici e profilattici.
 

 

 


Ecco in poche parole i Love Hotel, luoghi che fanno parte in maniera intrinseca della cultura giapponese. Rimangono a tutti gli effetti luoghi di fuga da una società conformista e si respira un odore patetico di devianza e solitudine. Un labirinto di stanze in cui i personaggi non socializzano, non si incontrano mai, non interagiscono con gli sconosciuti, ma solo tra di loro. Un luogo così fa riflettere sull'anonimia della vita in una società superaffollata e repressa.
 

 

 


FONTI:
http://www.marcotogni.it/love-hotel/
http://it.wikipedia.org/wiki/Love_hotel
Testo Sophia Satchell Baeza
http://i-d.vice.com/it/article/i-sogni-erotici-dei-giapponesi-visti-dalle-camere-dei-love-hotel



FOTO GOOGLE IMAGE
 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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