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IN IRAN NASCE
il “Ministero dell’Amore”
 Le autorità persiane preoccupate per troppi divorzi hanno creato un servizio
tramite il quale uomini e donne, usciti da rapporti falliti,
possono conoscere nuovi partner

 

In Iran sempre più coppie divorziano, così il governo ha creato sul web
un sito destinato a svolgere il compito di “ministero dell’Amore”.
Con il 22 per cento dei matrimoni che ogni anno naufragano in divorzi,
il governo teme una disgregazione sociale.
Da qui l’iniziativa del ministero della Gioventù di creare
un sito Internet ad hoc per combinare matrimoni.

 

 

 




 

 



Il sito www.hamsan.tebyan.net consente a chi si iscrive di avere dei profili protetti che si possono scoprire se c’è l’accordo del possibile partner. L’intento è di tutelare la privacy di uomini e donni reduci da matrimoni falliti per facilitare l’incontro con nuovi partner. L’obiettivo dichiarato del governo è di favorire in questa maniera almeno 100 mila matrimoni ogni 12 mesi.
La causa principale del numero elevato di divorzi riguarda la concezione stessa del matrimonio spesso combinato dalla famiglie. In Iran, l’età minima per potersi sposare è per le ragazze di 9 anni lunari (8 anni e 9 mesi sul calendario solare) e fino a pochi anni fa ci si sposava giovanissimi. Ed erano le stesse madri a scegliere le moglie per i propri figli maschi.

 

 

Oggigiorno queste usanze si ritrovano ancora solo nelle zone rurali e nelle famiglie più tradizionali. I ragazzi infatti hanno uno stile di vita più libero, l’età del matrimonio sta vertiginosamente salendo e le coppie più moderne scelgono di persona il proprio compagno, ma il consenso dei genitori rimane tuttora molto importante.
Quando un ragazzo è in età di matrimonio, tocca alla famiglia recarsi a casa della ragazza prescelta portando dolci e fiori. In questo incontro, detto "khastegari", sono i padri dei futuri sposi che discutono sul matrimonio. Questa prima visita serve esclusivamente per le parti per familiarizzare e non vi è alcun impegno. E’ nel secondo “Khastegari” che viene fatta la proposta formale e permette ai futuri sposi di vedersi per la prima volta, un veloce sguardo quando la ragazza entra nella sala a servire tè e pasticcini.
Diciamo usanze vecchie oggi giorno sono gli stessi sposi che organizzano la cerimonia il “Boroun Bale” durante la quale si annuncia il fidanzamento e i genitori dello sposo portano in regalo alla sposa l’anello. Durante questa fase viene concordato il Mehrieh vale a dire la somma di denaro o proprietà che tutelerà la sposa in caso di divorzio.

 

 


Il “Aghd” è il vero e proprio matrimonio. Si celebra davanti al mullah a casa dei genitori della sposa in una sala appositamente decorata. La sposa, come nella tradizione occidentale, è vestita di bianco. Parenti di sesso femminile tengono, sopra la tesata degli sposi, un velo di seta e altri parenti ed amici, a turno, versano sul telo coni di zucchero per simboleggiare il desiderio di una vita dolce per la coppia. Durante questa fase il mullah recita per tre volte una preghiera, poi domanda una volta allo sposo se vuole prendere in moglie la ragazza, dopo il suo consenso chiede per tre volte alla donna, ricomprendendo nella domanda tutte le condizioni stabilite. E’ usanza che la donna dica tre volte “no” prima di acconsentire. Dopo l’assenso della sposa l’unione dei due ragazzi è ufficiale e consacrata. Il ricevimento di nozze "Jashn-e Aroosi", può svolgersi subito dopo il matrimonio oppure diversi mesi dopo la cerimonia e tradizionalmente si protrae da 3 a 7 giorni.
 





 

 


FONTI:
http://www.lastampa.it/2015/06/02/esteri/in-iran-nasce-il-sito-per-il-ministero-dellamore-cS908CBOi6GQSBkX37zrBO/pagina.html?zanpid=2041141034633008128
http://granellidisabbia-najim.blogspot.it/2013/02/il-matrimonio-in-iran.html




FOTO GOOGLE IMAGE
 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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