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“Dio predica
la non violenza, ma non ho mai sopportato le bestemmie, sarà
colpa del comandante, ne tirava fuori una ogni mezz’ora ad
Orleans. Mi segua e mi dia del tu, piacere, Johanne”
Poco più di
150 cm di altezza, dimostra si e no 14 anni nonostante i suoi 19
compiuti, vestiti semplici e sporchi di terra, un sorriso
splendente e un bastone con cui mi ha appena stesa 2 volte, è
lei, Giovanna D’Arco. Immagino Carlo VII metterla a capo di una
armata e mi convinco definitivamente che deve aver visto anche
lui S.Michele Arcangelo in persona per farlo. E’ una bambina
dalla corporatura esile, la pelle chiara risalta nell’oscurità
del crepuscolo e occhi grandi e attenti scrutano la strada fino
all’arrivo nella sua casa, piccola e modestamente arredata,
riscaldata da un debole fuoco. Qui è cresciuta Giovanna D’Arco e
ora siede di fronte a me, rosicchiando un tozzo di pane
raffermo. Prima domanda.
Johanne,
scusa la mia sincerità, ma è incredibile pensare che una giovane
donna come te abbia messo in ginocchio il re d’Inghilterra nel
suo momento più aureo dell’invasione in Francia. “Se lo
dicono i libri di storia sarà vero…no?”
Mi inchioda
con gli occhi. “Se ha domande più serie da farmi possiamo
procedere e spero, scusi la mia di sincerità, di non avere un
prototipo di essere moderno che misuri la forza in base
all’altezza, i muscoli e l’avvenenza.”
Aggressiva.
Raccolgo le forze a vado avanti.
Come è
iniziato il tuo viaggio nella storia?Quando capisti di essere tu
la “Vergine di Lorena”? “All’epoca dei miei 13 anni sentii
una voce mandatami da Dio per guidare le mie azioni. La prima
volta ho avuto molto paura. La voce si fece sentire a
mezzogiorno, d’estate, nel giardino di mio padre. Veniva da
destra…quasi sempre c’era anche un bagliore molto forte. Dopo
averla ascoltata 3 volte capii che era la voce di un angelo. Mi
diceva di comportarmi bene, di andare in Chiesa. Due o tre volte
ogni settimana mi diceva che dovevo partire, di venire in
Francia e liberare Orleans assediata.
La tua fede
era già salda prima di questi eventi? Ero una bambina molto
religiosa, andavo tutti i giorni in Chiesa a confessarmi e
portavo a pascolare le pecore sulle coste della Mosa…ero timida,
non giocavo molto, mia sorella era la mia unica amica.
Trattiene
le lacrime, sua sorella maggiore morì a 18 anni durante un
attacco inglese al suo villaggio, Giovanna vide il fatto,
impotente e nascosta, troppo piccola per fare qualcosa.
I non
credenti giustificano il tuo fervore nella vendetta contro gli
inglesi con la morte di tua sorella, arrivando a conclusioni
quali la psicosi. Si alza e stringe il rosario che tiene
in grembo. “Che Dio perdoni queste persone, perché incapaci
di vedere col cuore; il dolore non rende vendicativi i puri di
cuore, li apre anzi verso qualcosa di più grande e aprì me verso
Dio. Solo i deboli, incapaci di affrontare la sofferenza, si
rifugiano nel male e nella vendetta”
Tu eri una
semplice contadina, priva di titoli e mezzi, non conoscevi
nessuno che potesse condurti dal re,il re stesso ti era
sconosciuto…a queste condizioni era pressoché impossibile
ottenere una udienza. La voce mi diceva di trovare Robert De
Baudricourt a Vacouleurs, il capitano della piazza, perché mi
desse degli uomini per accompagnarmi dal re a Chinon. Risposi
che ero una ragazza, che non sapevo andare a cavallo, né a fare
guerra. Poi dissi a mio zio che dovevo andare a Vacouleurs e mi
ci accompagnò. Riconobbi Robert De Baudricourt pur non avendolo
mai visto in vita mia.Baudricourt,dopo avermi mandata via due
volte, alla terza mi diede uno scudiero e 4 uomini d’arme. Ci
dirigemmo verso la corte del Delfino, a Chinon.
Ma chi era
“la voce”? S.Michele Arcangelo, me lo disse lui stesso.
Il re ti
diede l’esercito fomentato dalla leggenda della Vergine di
Lorena che avrebbe salvato la Francia dai suoi nemici… Il re
non era uno stupido, la prima volta che mi vide mi diede la
possibilità di parlare perché sventai un inganno da lui pensato
per verificare le mie effettive capacità. Mise sul trono il suo
migliore arciere, Jean D’Aulon, presentandolo come futuro re, ma
la voce mi disse che non era lui il re e mi indicò il vero re,
che io non avevo mai visto,in mezzo a quelle persone. Appena lo
vidi mi salirono i brividi e lo abbracciai forte, gli dissi che
avrei fatto guerra agli inglesi.
A quel
punto i brividi li avevo pure io.
Come lo
convincesti?Cosa gli dicesti? “Porto notizie dal nostro Dio.
Il Signore vi renderà il vostro Regno, sarete incoronato a Reims
e scaccerete i nostri nemici. In questo sono la messaggera di
Dio; concedetemi la possibilità e organizzerò l’assedio a
Orleans”…ma ovviamente non mi credette…seguirono strenuanti
interrogatori e delle matrone verificarono la mia verginità a
Poitiers, nel marzo del 1429.
E…
“Nessuno mi avrebbe creduto, neanche se avessi sollevato
l’altare di Reims con un dito, anzi, in quel caso mi avrebbero
accusata di stregoneria e bruciata il giorno dopo.”
Ero senza
parole, ricordavo con precisione dalla storia che lei convinse
tutti con le sue argomentazioni, ma vedendola di persona, ora,
ero perfettamente cosciente che non sarebbe stato sufficiente.
“La storia
scritta non ne parla, lo so, ma fu un angelo di Dio che portò il
segno al re: S.Michele. I miei esaminatori smisero di
tormentarmi quando lo videro, più di 300 persone videro il
segno. L’angelo disse al Delfino di lasciarmi compiere la mia
missione e diede la corona all’arcivescovo di Reims, il quale la
consegnò al re. La corona era d’oro fino, non saprei dirne il
valore, talmente bella e preziosa da non potere essere creata da
mano umana. Tutto questo accadde dopo Pasqua.”
Non temevi
gli inglesi? No, ero felice, volevo solo spaccar loro la
faccia quanto prima possibile(Dio mi perdoni).
Imparasti
velocemente l’arte della guerra e convincesti l’esercito a
seguirti… “E vincemmo a Orleans. Gli inglesi all’inizio
delle battaglie mi credevano una strega mandata dall’inferno.
Una freccia mi colpì vicino al cuore e i nemici mi credettero
morta, ma si zittirono quando mi alzai all’alba per soffocare le
loro bestemmie, col mio stendardo bianco,completamente guarita.
Nelle battaglie successive avemmo la meglio; quindi mandai una
lettera al re d’Inghilterra invitandolo a ritirarsi o avrebbe
visto la sua morte in quel campo. L’esercito inglese si ritirò e
Orleans fu libera.
L’esercito
inglese scacciato da una lettera dettata da una contadina
analfabeta. Eppure fu così, se ne andò.
Un
miracolo. Il miracolo fu vedere incoronato Re Carlo VII
nella cattedrale di Reims, il 7 luglio 1429; ricordo i profumi,
gli applausi. La gioia, il re raggiante, la Francia, splendida.
Susseguirono tue battaglie accompagnata da un esercito fedele e
tenace, parliamo di questi episodi. “No, non mi piacque
tutto il sangue che vidi. Tanto, troppo. L’uomo sa essere una
bestia. Preferisco non ricordarle.
Perché
continuasti a lottare nonostante la tua missione fosse
terminata, dopo l’incoronazione di re Carlo? “Sbagliai. Ero
un essere umano giovane, ero diventata inarrestabile, accecata
dalla vittoria d’Orleans feci il passo più lungo della gamba,
battaglie su battaglie senza che il re mi rifornisse.
Mai un
attimo di paura? Temevo solo il tradimento e non si fece
aspettare. A Compiegne fui catturata durante una battaglia dai
Borgognoni che successivamente mi vendettero per 10.000 scudi
d’oro al migliore offerente tra Francia e Inghilterra. Re Carlo
non mosse un dito in mia difesa, ero diventata una minaccia per
lui con la mia fama crescente e l’Inghilterra mi comprò, facendo
di me carne da macello.
Hai
perdonato re Carlo? Ho impiegato un po’, ma se così non
fosse, non sarei ciò che sono ora.
E la
Chiesa? Errare è umano e ai tempi il potere temporale e
quello spirituale erano purtroppo molto legati. La mia morte fu
una mossa politica, la Chiesa ha già chiesto perdono per molti
dei suoi errori e hanno proceduto alla mia beatificazione.
Come
affrontò una ragazzina di 18 anni il tribunale
dell’Inquisizione, 19 controinterrogatori in 6 mesi e le
torture che li accompagnarono? Come affrontai un esercito
di migliaia di inglesi inferociti, così mi posi davanti a quei
musi lunghi dalla lunghe vesti scure e le loro domande
tendenziose.
Un ricordo
particolare del processo. Lo svenimento di Cauchon (vescovo
di Beauvais) quando sorridendo gli ricordai di stare attento a
giudicarmi, in quanto anche lui un giorno sarebbe stato
giudicato. Un momento di soddisfazione in mezzo a tanto caos.
Non ne azzeccavano una. Non mi convinsero a rinnegare la
missione affidatami da Dio; ma in cuor mio confidavo ancora nel
re di Francia,nel caso in cui mi avessero accusata e condannata
per stregoneria.”
Quando ti
rendesti conto che Carlo VII ti aveva abbandonata? Quando
accesero i ceppi ai miei piedi il 30 maggio 1431, per bruciarmi
nella piazza del mercato di Rouen.
La guardavo
e mi chiedevo come potesse esserci tanta forza in quel piccolo e
giovanissimo corpo. La mia mente era svuotata. Nulla.
“Io non so
leggere, né scrivere, non conosco l’arte del parlare e non
brillo di intelletto. Sono magra e non ho molta forza fisica;
tuttavia ho affrontato 14 mesi un tribunale che avrebbe
sentenziato anche in un solo giorno, sopportato torture che lei
non può neanche immaginare e sconfitto uno degli eserciti più
potenti del mondo. Sono un’eroina? Una grande? Sono forte? Sono
un gigante?Sono una Santa? Una guerriera? Lo vede anche lei che
non è così. Ho solo un grande cuore e Dio attraverso di esso ha
compiuto un’opera immensa, risollevando le sorti della Francia e
cambiando la storia…ma oggi ve ne state dimenticando. Da voi,
una contadina analfabeta, bassa e maldestra, neanche troppo
intelligente o furba, sarebbe solo derisa e non considerata , ma
Dio 500 anni fa la trovò talmente bella da renderla immortale
nei secoli. Cos’avevo? Cuore, coraggio… ma soprattutto Fede.
Abbiateli anche voi oggi e cambierete la storia, esattamente
come feci io secoli fa.”
Ilaria
Alessio* |