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MUSICA PASSIONE
 




 
STORIA E SIGNIFICATO DELLE CANZONI
SABATO POMERIGGIO
Passerotto non andare via
Claudio Baglioni
1975
 




 


 
Adamo mi parli del brano “Sabato Pomeriggio”?
È una canzone di Claudio Baglioni, uscì nell’estate del 1975, diventando subito un tormentone e risultando il singolo più venduto di quell’anno; il testo è del cantante romano, mentre per l’arrangiamento si era avvalso della collaborazione di Antonio Coggio.

La canzone è il brano di punta dell’omonimo album.
È il sesto album in studio pubblicato dalla RCA Italiana e come era consuetudine per Baglioni l’album venne preceduto dal 45 giri che presentava come lato B “Poster”, ossia uno dei brani più importanti della sua carriera, reinterpretato varie volte da artisti come Mina, Gianni Morandi e i New Trolls.

Quindi ebbe un successo enorme…
Il singolo apparve nella classifica dei 45 giri più venduti in Italia il 2 agosto alla quinta posizione, e rapidamente riuscì a raggiungere la vetta della classifica, scalzando dalla prima posizione Buonasera dottore di Claudia Mori. Rimase in testa alla classifica per quindici settimane consecutive e 22 nella top ten e dopo “Questo piccolo grande amore” ed “E tu” è stato senz’altro la terza colonna portante del successo di Baglioni.

“Passerotto non andare via” diventa un incipit famoso quanto la “Maglietta fina”…
Il tema di questo singolo come del resto per tutti i pezzi dell’album è l’attesa vana e lui aspetta con ansia l’arrivo del sabato pomeriggio, giorno in cui vedrà la sua ragazza, ma lei non arriverà... quindi con quel celebre “passerotto non andare via” supplica lei a non abbandonarlo ricordandole alcuni momenti felici passati insieme.

Quindi le chiede un’altra possibilità sperando in cuor suo di farle cambiare idea?
Esatto e la chiede in nome di quell’amore che aveva il potere di spostare le montagne, che asciugava il mare, che toglieva il fiato, che sfidava il vento e che purtroppo non è riuscito a sopravvivere, al punto che ora, sull’orlo del precipizio, si chiede che senso avrà la sua vita, sicuro che senza di esso morirà, scoppierà e brucerà "tutti i suoi sogni".

Disperazione che termina con un acuto nel ritornello da brividi.
È il culmine dello strazio così incisivo che qualcuno ricorda che durante la registrazione fece applaudire anche i musicisti che accompagnavano Baglioni.




 

SABATO POMERIGGIO
(C. Baglioni / A. Coggio)

Passerotto non andare via
Nei tuoi occhi il sole muore già
Scusa se la colpa è un poco mia
Se non so tenerti ancora qua
Ma cosa è stato di un amore
Che asciugava il mare
Che voleva vivere, volare
Che toglieva il fiato
Ed è ferito ormai
Non andar via, ti prego
Passerotto non andare via
Senza i tuoi capricci, che farò
Ogni cosa basta che sia tua
Con il cuore a pezzi cercherò
Ma cosa è stato di quel tempo
Che sfidava il vento
Che faceva fremere
Gridare contro il cielo
Non lasciarmi solo, no
Non andar via
Non andar via
Senza te Morirei
Senza te Scoppierei
Senza te Brucerei
Tutti i sogni miei
Solo senza di te
Che farei Senza te Senza te Senza te
Sabato pian piano se ne va
Passerotto, ma che senso ha
Non ti ricordi
Migravamo come due gabbiani
Ci amavamo e le tue mani
Da tenere, da scaldare
Passerotto, no
Non andar via
Non andar via
Senza te Morirei
Senza te Scoppierei
Senza te Brucerei
Tutti i sogni miei
Solo senza di te
Che farei Senza te Senza te Senza te
Solo senza di te Che farei Senza te

Il testo contenuto in questa pagina è di proprietà dell’autore.
La pubblicazione ha lo scopo di far conoscere a quante più persone possibile il panorama musicale italiano.









L'articolo è stato realizzato grazie a:
https://www.musicaccia.com/sabato-pomeriggio-baglioni/
https://www.hitparadeitalia.it/schede/s/sabato_pomeriggio.htm



 















 
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