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RACCONTI

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Melisenda
Lei balla da sola







Photo Gren Ouille

 



Come ogni sera quando tornava dal lavoro, varcata la soglia di casa veniva assalita da un senso di solitudine e di vuoto che ogni giorno diventava più profondo.
Nessuna luce accesa, nessun rumore, neanche un cane che le venisse incontro scodizzolando, figurarsi un uomo….
Stava perdendo perfino la voglia di mangiare e questo la preoccupava non poco. Era sempre stata una buongustaia, considerava il mangiar bene uno dei massimi piaceri della vita, ma in questo periodo era così a terra che farsi da mangiare solo per sé la demoralizzava ancora di più e spesso andava a letto con the e biscotti.
C'era una sola cosa che la faceva stare bene, almeno per qualche minuto. Per rompere quel muro di silenzio attorno a sé, accendeva l'HI FI a tutto volume - per fortuna abitava in una villetta a cui non dava fastidio a nessuno - sceglieva la musica secondo l'umore del momento, dal jazz al flamenco, dal rock al samba, accendeva qualche candela profumata e lasciandosi cullare dal ritmo si spogliava ballando in giro per la casa, dal salotto alla camera da letto.
Chiudeva gli occhi e danzando immaginava che il suo uomo, con sguardo rapito, seguisse ogni suo movimento, aspettando eccitato la fine di quel piccolo show privato, preludio ad un'interminabile notte di passione.
Fantasie, fantasie….solo fantasie.
Non c'era nessun uomo a guardarla.
Non c'era da così tanto tempo che non ricordava nemmeno più che sapore potesse avere la pelle maschile, non ricordava più la sensazione di essere accarezzata o baciata con ardore.
Aveva 40 anni e si stava rassegnando ad una vita da single per forza. Ormai aveva la nausea delle serate con le amiche. Non ne poteva proprio più.
Meglio sognare un po'. Fantasticare….
Quella sera scelse Billie Holiday, la sua magica voce e quel sax in sottofondo le suggerivano movimenti lenti e sinuosi.
Tolse le scarpe per prima cosa, e i suoi piedi finalmente non più prigionieri la fecero sentire improvvisamente più libera. Le piaceva stabilire immediatamente un contatto col suo pavimento di legno. Riceveva calore e sicurezza. E piano piano si sentiva più leggera.
Tolse la cintura e cominciò a far scendere la zip dei jeans muovendo le anche come una vera professionista.

DRIN…..DRIIIIIN……DRIIIIIIIIIIIIIIN…..
- Non è possibile. Chi telefona adesso. Vogliono rovinarmi anche questo piccolo rito…Pronto, chi è?
- Buonasera, mi passa il Notaio per cortesia? So che è tardi ma è davvero urgente!
- Infatti è tardi. E poi qui non ci sono notai.
- Oh ! Pardòn signora. Devo aver sbagliato. Cercavo il notaio Berti. L'ho disturbata?
- Si. …..Cioè io…..
- Mi scusi davvero. …… E' stata davvero una giornataccia e la stanchezza deve avermi fatto confondere i numeri sulla tastiera. Mi spiace….
Aveva una voce calda e il tono imbarazzato. Non finiva più di scusarsi.
Silenzio da entrambi i lati del filo.
Solo Billie Holiday cantava in quel modo così magico e sensuale da far sciogliere anche i ghiacci siberiani
- Sta ascoltando Billie Holiday……
- Si.
- Io l'adoro, anzi questa canzone è ormai introvabile, è un disco o forse la radio?
- E' un vecchio disco, trovato al mercato dell'usato, è una canzone molto particolare, piace anche a me.
- Le chiedo ancora perdono…..
Non capivano perché ma entrambi continuavano a rimanere in linea a parlar di musica senza aver il coraggio di chiudere.
- Stasera ho la testa nel pallone, vorrei anch'io rilassarmi in santa pace con un po' di buona musica e la sola idea di tornar a casa e trovare il solito caos mi angoscia. Una moglie che chiede attenzioni, due bambini urlanti che vogliono giocare, due suoceri che si lamentano dei propri malanni….un inferno!
- Che assurdità. Lei cerca pace e tranquillità! Ah se vuole gliene regalo a sacchi, ne ho una scorta infinita. Io invece che a casa non trovo nessuno, darei chissà cosa per avere qualcuno che mi corra incontro, bambini che giocano, persone che abbiano bisogno di me.
- Già…..In fondo desideriamo sempre altre cose. …………Anche lei fa parte della schiera degli spiriti inquieti? Cronici anche….
- Forse. Cosa intende?
- Non so come spiegarmi. Io sento sempre un senso di insoddisfazione che mi porta a voler essere "altrove". Eppure non mi manca nulla. Davvero nulla…. O forse una cosa sola. Una stupidissima unica cosa eppure difficilissima da raggiungere: essere felice. Ecco tutto qui. ….………Posso darti del tu? Mi sembra così familiare parlare con te…
- Si.
- Cosa ho interrotto con la mia telefonata?
- Niente.
- Eppure sembravi infastidita dal dover rispondere al telefono.
- Si, però ….non so se….
- Su dimmi.
Lei arrossì. In fondo era uno sconosciuto, eppure non parlava così con uomo da secoli. Erano già da venti minuti al telefono. Si sentiva rilassata.
- Mi stavo preparando per andare a letto.
- Cioè ti stavi spogliando.
- ………….
- Ehi, non ti sei offesa, vero?.
- No, è che …..insomma…..si mi stavo svestendo.
- A tempo di musica.
- Si.
- Lo fai sempre?
- Si.
- E' una cosa che ti rilassa vero? Ti muovi per la casa ad occhi chiusi. Libera e leggera e magari immagini di farlo per un uomo speciale che ti guarda?
- Si. (Ma come faceva a leggerle dentro così bene?)
- Hai detto che sei sola stasera vero?
- Si. Come ogni sera del resto.
- Allora che ne dici di spogliarti per me? Immagina che io sia lì. Descrivimi ciò che fai, e io ti guarderò.
- Io….non so se….non ho mai fatto…. (MA cosa si era in messo in testa?…..)
- Lasciati andare, libera la tua femminilità, senti il battito del tuo cuore che sta accelerando….il sangue che pulsa….fa così caldo…..stai sudando, su spogliati, fallo per me, fallo per me.
Billie canta " take all of me ….
Mise il viva voce. Provò a chiudere gli occhi. E partì per una meta sconosciuta. Si concentrò sul suo corpo e sulla strana emozione che quell'uomo misterioso era stato capace di suscitare in lei.
- Eccomi.
- Si
- Ricomincio a ballare. Mi stavo togliendo i pantaloni. La cerniera dei jeans è a metà, la faccio scendere piano piano. I pantaloni vanno giù. Faccio due passi avanti e li lascio lì sul pavimento.
…………..lalalalalala……
- Apro i bottoni della giacca.
Tolgo una manica e poi l'altra. …..
Ah questo sax mi mette i brividi……
Faccio ondeggiare la giacca sulla spalla, piano piano scende e via a terra.
……..
La camicia ha tanti bottoncini….
Mi siedo a cavalcioni sul bracciolo della poltrona. Mmmmmmhhhhhhhh….
Un bottone, due, tre, quattro…….si intravede il reggiseno, mi giro e ti do la schiena.
Cinque bottoni, sei sette, otto, nove…….oh il decimo è saltato via….
Riprendo a danzare.
Lego la camicia alla vita con le maniche.
La mia schiena è nuda.
- Continua baby… sei meravigliosa, immagino i tuoi capelli scompigliati, la tua pelle sudata, la tua bocca assetata...
- La camicia è volata addosso al mio orsone di peluche….
Ora i collant. Bhe lo so. Dovrei immaginare di aver delle sexy calze di seta ma devi accontentarti….
- Siiiiii. Ma ora levali, è così bello sentire i piedi respirare.
- Si è vero. Ecco i collant addosso a Peluche….Piedi nudi sul pavimento….Che bella sensazione Ma vorrei essere su una spiaggia di sabbia bianca e finissima…correre in riva al mare…..
- Wow ….ora non rimane che ….
- Si….solo due altri pezzi….Vuoi aiutarmi?
(si stava meravigliando della sua audacia…neanche nella sua storia d'amore più riuscita si era comportata così, ma quella sera si sentiva la donna più desiderata della terra)
- No……. Voglio guardarti. Immagina che sia dietro a te. Continua a ballare per me.
- Si mio signore……..Ora faccio scendere una spallina del reggiseno…………. poi l'altra, ….. gioco un po'. Lo rimetto su e lo tolgo di nuovo, lo getto verso di te.
- Oh si…è profumato, sa di te…
- E' ora di cambiar ritmo, ho bisogno di un po' di musica latina…..si ecco ritmo brasileiro…ti piace? Ho sempre sognato ballare al Carnevale di Rio. Sento le percussioni ….ritmo, magia, passione….Tolgo gli slip.
Eccomi a te. Nuda e libera.
……….(silenzio)
- Sono qui mia danzatrice. Ora tocca a me. Chiudi gli occhi appoggiati alla parete. Ascoltami…..
- Si .
- Tu non conosci il mio volto, ma sapresti accarezzarlo lo stesso. Non conosci la mia pelle ma potresti sentire il suo odore ed anche il mio respiro tra i tuoi capelli............
staresti tra le mie braccia, accoccolata ad aspettare le mie mani........
le mie mani tra le tue... fino a che .....
anche le tue non fossero brucianti e tremanti......... come le mie..........
poi il tuo viso si spingerebbe accanto al mio collo a cercare un nido............ sicuro..........
forse un bacio, no........... non ancora........
prima una carezza, le dita tra i capelli..........., una carezza dolce dolce vicino all'orecchio.............
(continuo?)
- Si
- Adesso fa ancora più di caldo......... piano piano il mondo scompare, si perde attorno a noi........
e allora perchè non lasciare che le mani cerchino la pelle dell'altro.................
che la bocca cerchi altra bocca da baciare.............
che sia l'istinto a guidare e non la testa........
che il cuore cominci a battere all'impazzata e le guance si scaldino sempre di più..........
(continuo? O pensi che siamo al primo appuntamento e che dovremmo fermarci?)
- No!
- Le mie mani ti tengono la nuca e ti cingono la vita, è stretta e riesco a cingerti perfettamente ..............corpo a corpo
mi piace stare addosso a te...........
sento il tuo seno contro di me...............
poi non resisto e anche tu........
le tue labbra tremano......
anche le mie.......
sono morbide.............
si stanno arrendendo................
si appoggiano e.....................
il respiro diventa uno....................
ci stiamo baciando dolcemente....................

(silenzio)

- Non fermarti ora., ti prego

(ancora silenzio)

poi ……tu tu tu tu
- pronto pronto , oh no , pronto!

Ancora quel maledetto …tu tu

Era tutto finito

Si ritrovò nuda, eccitata come mai lo era stata e vicino aveva solo un maledetto telefono muto e freddo e non quell' uomo così speciale da averla fatta sentir di nuovo donna.
Ma chi era?
Non lo avrebbe sentito più. Ne era certa.

Dall'altra parte del filo un uomo altrettanto eccitato e sorpreso delle proprie reazioni stava tentando tutte le combinazioni possibili col numero del notaio Berti.
Ma dopo alcuni tentavi si rese conto che non poteva chiamare mezza città alle dieci di sera.

Chissà forse per il breve spazio di un'ora in una fredda serata di inverno due mezze mele avevano trovato, per uno scherzo del destino, la propria altra metà. E per un'altrettanta stupida coincidenza si erano nuovamente perse.

Oppure erano solo due disperati in cerca di un attimo seppur fuggente di felicità….e quello, sì quello, in fondo lo avevano trovato.











FINE





PER SCRIVERE ALL'AUTRICE
melisenda64@katamail.com

 





 
 
 





Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale..
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 Melisenda


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