.Diana mi racconta la sua storia?
Vivo a Roma, siamo agli inizi degli anni ’90, e sono
felicemente sposata con Paolo, un uomo che mi ama e mi
rispetta, ma sono una donna molto calda per cui, essendo
fedele e non avendo mai tradito mio marito, il rapporto
coniugale non riesce a soddisfare i miei istinti
sessuali e il desiderio di trasgressione. Insomma mi
sento soffocata dal mio stesso desiderio incessante.
Cosa fa nella vita?
Faccio la
commessa in un negozio d'abbigliamento femminile in
centro. Mi confido spesso con la mia amica e collega
Antonietta. Lei si concede spesso e volentieri a Silvio
il titolare del negozio, per cui oltre ad osannarmi le
bellezze dell’amore libero, mi consiglia di scavalcare
il vincolo matrimoniale e trovare appagamento altrove.
E quindi? Lei cosa fa?
Mi dedico
all’autoerotismo immaginando chissà quali cose, ma poi,
in occasione di un viaggio da sola a Venezia decido di
rendere più concrete le mia fantasie e di accettare il
corteggiamento di un mio cugino veneziano, con il quale
avevo già avuto rapporti da adolescente, e poi di
concedermi totalmente, offrendo tutte le mie grazie, ad
uno stravagante francese, Alphonse Donatien.
E suo marito?
Il mio fine ultimo è
quello di rivitalizzare il mio rapporto matrimoniale e
allo stesso tempo di non sentirmi troppo in colpa nei
confronti di mio marito, per cui racconto per filo e per
segno a Paolo le mie scappatelle facendogli credere che
si tratti solo di fantasie irrealizzate e che in realtà
non è mai successo nulla.
E suo marito
come la prende questa cosa?
All’inizio bene
ed io credo di aver fatto la scelta giusta e soprattutto
di aver risolto il mio problema concedendomi ad altri e
poi confessando, ma poi quando Paolo scopre i lividi sul
mio corpo e si rende conto che non sono solo fantasie
decide di lasciarmi.
Immagino la sua
delusione…
Altroché, delusa dal suo
comportamento mi do ai piaceri del sesso più sfrenato
partecipando addirittura ad un rave party dove, sotto
l'effetto di stupefacenti, mi faccio coinvolgere in una
serata di sesso smodato con un seminarista nero
conosciuto in precedenza.
È una favola a
lieto fine vero?
Alla fine mio marito si
rende conto delle mie esigenze per cui ci riconciliamo e
pur di non perdermi accetta di vivere con me un rapporto
più trasgressivo.
La sua vicenda risulta
essere una forte critica all’istituzione del matrimonio…
Non in quanto tale, ma sicuramente sotto
l’aspetto dell’intimità sessuale è, in quanto legittimo
e abitudinario, il colpevole principale della morte
dell’erotismo e della possibilità di essere
completamente soddisfatti. Solo attraverso la
trasgressione, l’essere umano appaga il proprio
desiderio più alto.
Lei nel film è
impersonata da Claudia Koll…
Brass non
poteva fare scelta più giusta. Claudia mi somiglia con
la sua pelle di luna e il suo fisico statuario, una
bellezza non scontata e quasi esotica.
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