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STORIE

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Il senso di colpa
Non importa dove sia stata e cosa abbia fatto stasera,
se lui mi abbia baciata e detto ti amo! Non importa se
fosse bello o meno, biondo, moro o pelato, un collega
o un amico incontrato per caso, se fosse anche lui
sposato o amante instancabile, quello che conta è che
stasera ho tradito per la prima volta mio marito!..








Photo Andreas Wensauer






 


Non importa se mi abbia baciata e cosa abbia fatto stasera, se mi abbia detto ti amo o semplicemente un misero tesoro, se lui fosse bello o meno, biondo, moro o pelato, un collega o un amico incontrato per caso dopo tanti anni, se fosse anche lui sposato o amante instancabile, quello che conta è che stasera ho tradito per la prima volta mio marito!

Sono le due di notte, entro in casa ed è tutto silenzio, mio marito dorme. Accendo la luce in sala da pranzo e mi guardo allo specchio. In fin dei conti non sono cambiata, sono sempre la stessa! Guardo le labbra, non sono deformate! Eppure in macchina le sentivo gonfie, insensibili come quando le ripassi con la lingua dopo il dentista. Non ho la faccia di una che ha tradito, potrei benissimo davvero essere stata con la mia amica Cecilia, come del resto ho detto a mio marito prima di uscire! Mi manca solo un filo di trucco. Oddio quanto è tardi! Sono le due passate, mi tolgo le scarpe in sala e cammino a piedi scalzi, spero proprio che lui non si svegli. Percorro lentamente il corridoio e trattengo il respiro, quasi sto volando. E’ maledettamente tardi, non me ne ero accorta. Se si sveglia cosa gli dico? Che sono rimasta a parlare sotto casa di Cecilia? Che ha un problema di cuore? Che ha conosciuto qualcuno e che è disperata perché ha scoperto che è sposato?

Mi chiudo in bagno e comincio a spogliarmi, stranamente mi vedo bella, stranamente per la prima volta i miei capelli s’adagiano morbidi e perfetti come seta sulle spalle. Mi chiamo per nome come se ci fosse qualcun’altra dentro lo specchio. Possibile che sia bastato uscire una sera per piacermi di nuovo? Ma io non sono uscita soltanto! Io per la prima volta ho tradito! Mi tolgo il reggiseno, mi volto di profilo e mi guardo. Mai stato così bello! Mai così attraente! Un semplice rapporto di sesso mi ha lisciato i capelli, mi ha tirato su questo seno, che vedo rigoglioso, quasi rido e mi do della scema pensando che durante la cena ero stata sul punto di scappare. Mi adagio sulla mia incoscienza prendendomi il merito di quello che è successo.

Tutto tace. Scivolo tra le lenzuola, sento il suo respiro pesante, sembro un fantasma per quanto non peso, lui ha il sonno leggero non è possibile che non si sia svegliato. Rimango ferma, immobile, passano pochi attimi. Eccola la mano, la sento, è fredda e sa di marito, sa di controllo di polizia di frontiera che fruga dentro la borsa. Se sapesse che tra queste cosce c’è una femmina lasciva oltre che la sua mogliettina, il suo angelo, che tra il palato e la gola sente ancora il sapore, tra le caviglie e i polpacci la stanchezza d’aver puntato le gambe. Lui continua ad accarezzarmi. Non dico nulla, mi chiedo come faccia a non accorgersi quanto sia stanca. Quanto siano immorali queste mani che non mi lasciano in pace. Non può chiedermi ora, in questo momento, di essere una donna capace di tutto, perfino di accogliere due uomini nella stessa serata, di mischiarne sapori diversi. Già lui non lo sa, ma io sì e non voglio assolutamente che succeda nulla. Lui continua ed a me sembra di tradirlo ancora!

Penso a quanto sia incredibile il destino! Passiamo mesi senza toccarci, notti intere che trascorro in terrazza per raffreddare le voglie. Perché stanotte dovrebbe essere tanto diversa? Qui alle due del mattino, forse ha capito qualcosa e vuole rendersi conto! Chissà se la pelle di una donna cambia al tatto dopo l’amore? Vorrei dirgli che troverebbe soltanto deserto, foglie secche e scorie d’orgasmi ripetuti e violenti. Perché davvero stasera ho goduto!

Lui insiste e mi cerca con un dito, un innocuo dito, che filtra, che sonda, ma ho paura che da un momento all’altro esploda la rabbia, la certezza che la mia amica nemmeno l’ho vista! Forse mi ha seguita, forse sa tutto! Chissà se mi insulterà, se per filo e per segno vorrà sapere i dettagli, la bocca o le gambe. O mi chiederà soltanto se mi sento pentita oppure quando ci torno ad inorgoglirmi di nuovo e gratificarmi come femmina mentre accavallo le gambe e strofino le calze ed un ricamo vezzoso stimola la sua passione.

Ora scende senza parlare e in questo inquietante silenzio infila la sua faccia dentro le mie gambe, oddio non l’ha mai fatto, sono sicura che è in cerca dell’odore del tradimento, di un indizio qualunque che le dia la certezza. Mi sarò lavata per bene? Avrò passato più volte il sapone? Ma lui non se ne cura, apre la bocca e comincia a baciarmi, passa la lingua e sospira un “tesoro”. Dio come posso farlo smettere! Non è possibile che mi baci proprio nel posto dove un altro m’ha posseduta a riprese. Ma lui lecca, sento la sua lingua morbida, sembra quasi che voglia pulirla dal peccato, d’un evento stasera che ha messo in pericolo la sua tranquillità di marito, di famiglia, di casa.

Aspetto la coda di questa sua insolita voglia. Ma non smette! Mi bacia ancora come se stesse aspettando la mia reazione, come se volesse misurare il mio desiderio tra le mie pieghe scomposte. Le stesse che qualcuno stanotte ha disfatto, le ha governate due volte fino a farle richiudere a guscio. Mi annusa dove è più forte l’odore, dove stanotte sono stata nido e tana, capiente quanto un grembo materno, vogliosa per essere scandalo agli altri, a mia suocera, a sua sorella, alla portiera che ogni mattina mi parla del tempo, a me stessa, a queste mani che mi graffiano il seno, mi graffiano la pelle di un’anima secca che non si pente e si lascia accarezzare.

Poi tutto ad un tratto s’arresta. Oddio Avrà sentito i miei pensieri? Risale e mi bacia come per ringraziarmi di avergli fatto sentire il sapore di una donna infedele. Mi guarda e con un sospiro di voce mi dice che gli sono mancata, che sono più lunghe di ore, le ore, quando sono distante, che sono più vuote come se esistesse un vuoto meno pieno di un altro! Ancora mi bacia e lo sento che è amore, mi chiama per nome come se mi volesse strappare da qualche sogno che teme e riportare nel punto preciso dove desideravo di stare, quando quell’uomo si dirigeva al motel, quando gli abbassavo la lampo.

Ecco ora vorrebbe fare l’amore. Non può chiedermi questo! Allora mi faccio forza e lo fermo. Gli dico che è tardi e lui remissivo ritrae la mano. Non credo che abbia intuito qualcosa, ma ugualmente non si rassegna, mi vuole vicino come se questa serata fosse una minaccia alle sue notti di quiete, ai suoi giorni che passano senza un impulso. Domani mi devo alzare alle sette, chissà se ce la faccio? M’aspetta il lavoro e soprattutto la mia amica che mi chiederà come è andata. Lei è fatta così, vuole i dettagli più intimi.

Domani sarà un giorno diverso come il mondo che fuori mi aspetta vedrà una donna che accavalla le gambe, ma non saranno le stesse. Di niente mi sentirò sicura, tranne del fatto che non lo voglio sentire, non lo vorrò rivedere, perché tutto stanotte ha il sapore di sbaglio, perché tutt’altro mi sento che donna appagata. Che stupida a credere che sarebbe bastato un sesso e poi altro per prendermi rivincite e lenire i miei sogni. A quest’ora di notte posso esserne certa che il vuoto che sento non è un vuoto di sesso! Anche se non vedo altro motivo per il quale stasera sono uscita.

Molte volte m’ero chiesta cosa ci fosse stato in fondo ad un tradimento, altri uomini erano arrivati alla soglia di un bacio di fretta, un collega e un allievo, un francese dentro uno scompartimento di treno vicino Marsiglia. In tanti anni tre occasioni che ho lasciato cadere, ma giuro non è la stessa cosa quando come stasera volutamente sono uscita, scientemente ho organizzato tutto per godermi una serata diversa. Mi ripeto e mi convinco che non ho nessuna colpa, che da anni siamo come fratello e sorella quando accanto mi dorme e russa e bussa alla porta e rimane alla soglia, come ha fatto stanotte, come farà altre volte quando non cerca un sesso di donna, ma un ventre capiente che sappia di madre.

Lo guardo, è davvero un bambino. Mi viene il rimorso di non averlo accettato, in fin dei conti queste gambe che chissà per quale motivo stasera ha desiderato sono più sue di chiunque altro. Se dovessero avere un padrone non ci sarebbero dubbi. Non dormo, mi sento maledettamente in colpa! Allora sono io ora che scendo con la bocca e lo sveglio, ora davvero non capisce più niente. Gliela offro così come viene, immediatamente risponde. E’ freddo, ma si lascia inumidire. Chissà perché lo sto facendo? Non c’è amore, ma solo tecnica di dare piacere. M’accorgo che non c’è differenza, potrei benissimo ora stare ancora in quel motel e sentire un odore diverso che sa di amante e trasgressione. Capisco chi lo fa di mestiere che ne respira dieci, venti ogni notte, in fin dei conti cosa cambia? Ora lui geme, ma non lo mollo. Ora si divincola ma resto ferma a sentirne la fine. Ecco sta arrivando, subito arriva e lava lo sporco dove non è arrivato il sapone, e m’impregna d’odore che sa di casa e di moglie, di calma e di quiete, che sa di marito.



FINE

 






 
 
 





Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale..
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