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RACCONTI

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Selv Rosso
Avete mai desiderato uccidere qualcuno?






 



Avete mai desiderato uccidere qualcuno? E con le vostre mani?

Svegliarvi un giorno, quel giorno, conquistare la posizione eretta con la certezza di essere l 'assassina di chi vi ha ucciso.

Bere lo stesso caffè di sempre, alle otto, farlo bruciare in gola con lo spietato gusto di aver estromesso dal vostro stomaco la vita di un ricordo e lasciare alla caffeina il primo viaggio fisico all’interno del vostro corpo, svuotato da quell’ombra, dalle sue radici all’interno e sulla faccia della terra.

Poi come un astronauta orientarsi verso la doccia e sentire l’acqua portare via persino il peccato di quel delitto perchè il suo fu imperdonabile. Nessun rimorso.

Finalmente lei non esiste più, è morta, e morto è l’affanno di saperla viva dentro i suoi jeans, dietro i suoi occhi notturni, mentre carica il suo cervello di veleno per me e si salva come un cane che annaspa nell’acqua per raggiungere la riva.

Usò il suo apriscatole per entrare dentro di me, mi tagliò la testa e mi appese al muro come la testa di un cervo, fece l’amore più o meno cento volte e poi lo dimenticò.

Oppure non lo dimenticò, ma si convinse che cosi fosse ed è questa la virtù dei forti.

Speravo che le si frantumasse un giorno, un solo giorno dei tanti come una voragine davanti ai suoi passi, speravo ne fosse vittima felice per quella nostalgia nera e profonda, speravo le sanguinassero le mani come un cristo e che le esplodesse il cuore in qualche supermercato prima di sera.

Io stavo morendo per un solo bacio, uno solo dei tanti.

Gli sciocchi sperano sempre ed amano sempre.

Ho meditato poco tempo la sua fine. Ma fu un tempo interminabile.

Distruggere la propria casa, dare fuoco ai propri vestiti, rasare i propri capelli completamente, sarebbe stata forse meno crudele, ma io ora non sarei viva.

Ora le mie gambe finalmente riposano. Non possono più raggiungerla su questa terra. E i miei sogni non sgorgano più verso le stelle, e che Dio mi perdoni o che perdoni lei.

Voi questo non lo chiamate amore, ma quale fu l’orrendo delitto uccidere un’anima oppure uccidere un corpo? Uccidersi o uccidere?

Qualcosa doveva accadere e il carnefice è solo una questione di tempi.

Se avete mai pensato di uccidere qualcuno, uccidete il pensiero stesso per primo perchè già state uccidendo. Se amate qualcuno sappiate che qualcosa di voi morirà. Prima o poi




FINE

 





 
 
 





Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale..
© All rights reserved
Selv Rosso
Photo Maksim Mashnenko

Il presente racconto è tutelato dai diritti d'autore.
L'utilizzo è limitato ad un ambito esclusivamente personale.
Ne è vietata la riproduzione, in qualsiasi forma, senza il consenso dell'autore













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