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RACCONTI

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Maurizio Maggi
Il fiore di strada






 



Una sera diversa dalle altre, o, forse, ero io che mi sentivo diverso, la macchina sembrava andasse da sola, guidata da una mano invisibile. La luce dei lampioni, creava giochi unici con le gocce d’acqua sul parabrezza, e poi il tergicristallo le spazzava via, affinché tutto ricominciasse, serata strana, la radio trasmetteva “Lily Marlene”, alla mente l’immagine di una donna sotto un lampione compagna di tutti e di nessuno.

Il lampione, una luce fredda, piena d’illusioni, serata strana, o forse ero strano io, perso nei miei pensieri avevo imboccato una strada sconosciuta, non sapevo dove fossi, ma non era importante, poi, d’improvviso, apparvero marionette mosse da fili invisibili, sorridevano dolcemente, invitanti figure delicate, sotto la luce dei lampioni. Erano i fiori di strada, e come i fiori recisi in un campo e gettati su un marciapiede, sarebbero vissuti una sola notte, concedendo un’illusione a chi l’avesse cercati.

Serata strana, tanti pensieri, poi ti vidi cadere, come se i fili fossero stati tagliati all’improvviso, mi fermai; Il tuo viso sofferente, i tuoi occhi pieni di paura e di domande, una lingua sconosciuta, ti coprii con il mio giaccone e misi la giacca sotto la tua testa, la pioggia cadeva sottile e mi bagnava l’anima, una telefonata e poi l’attesa, i minuti sembrarono ore.

E la strada mostrò la sua vacuità, le fredde luci dei lampioni, le macchine, sfrecciavano più veloci, le finestre delle case, chiuse, la solitudine del fiore reciso, pesante come un macigno, la pioggia ti bagnava il viso come una carezza, i tuoi occhi nei miei, muti eppur pieni di parole, poi, acuta come la nota di un assolo di tromba, la sirena dell’ambulanza, l’ospedale, e la morbida carezza di un letto candido, “Andrà tutto bene” “Presto lascerai l’ospedale” “Stai tranquilla” parole gentili mai avute, e ancora i tuoi occhi nei miei, con le mute domande “Perché mi aiuti” “Io sono un fiore di strada al quale tutti prendono per non dare”. La tua mano strinse forte la mia, e poi ti addormentasti.

Me ne andai, ma tu mi ritrovasti e quando ci incontrammo per un caffè, mostrasti la semplicità di chi non ha molto, ma la dignità di saperlo. La felicità quando seppi che non avresti voluto più essere un fiore di strada riempì il mio cuore, e non raccolsi ciò che per gratitudine avresti voluto offrirmi. Seguirono tempi duri, ma alla fine ti rasserenò il calore di una casa protetta, l’ultimo saluto, mi accarezzasti il viso con le tante parole non dette, un abbraccio forte e caldo come il primo sole di primavera, un bacio lieve come uno zefiro. Ti osservai quando ci separammo, ti stavi allontanando dal tuo passato verso una nuova vita. Un addio? Un arrivederci? Non lo so, so che un posto nel mio cuore ci sarà sempre per te, nascosto, prezioso, come un fiore di strada che non vivrà per una sola notte, ma per sempre.







FINE



 





 
 
 





Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale..
© All rights reserved
Maurizio Maggi
Photo Anna Rawka

Il presente racconto è tutelato dai diritti d'autore.
L'utilizzo è limitato ad un ambito esclusivamente personale.
Ne è vietata la riproduzione, in qualsiasi forma, senza il consenso dell'autore











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