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RACCONTI

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Angellore
La storia di Happle






 



Cosa posso pensare di me? Non troppi anni, ma sufficienti per avere distrutto me stessa e molte vite. La storia, alla fine, è sempre la stessa, si ripete, identica e sprezzante, cambiano i luoghi, i tempi e le persone, ma Lei no, è sempre Quella.

Mille volte in questi ultimi giorni mi sono fatta questa domanda... chissà cos'ho dentro di così devastante, di così bruciante, di così mortalmente travolgente... Ma rispondere è una sciocca perdita di tempo... l'unica cosa certa sono i fatti.

Sona nata in una prigione, e con me ho sempre portato chiunque mi conoscesse... fino alla fine.. e con qualsiasi scelta. Ho tentato d impormi, questa volta, ci ho provato davvero, di non farlo ancora... Lui, una mente, un corpo e una Vita... mi ha incrociata nel suo cammino che credeva di avere portato sulla strada giusta, la Sua, il Destino... sconvolgere tutto in un millesimo di secondo, la mia specialità... un’arte che non ho mai cercato né voluto apprendere...

L Amore... sì, naturale parlarne.... cosa posso dirti? Per me non sono che attimi, che restano tali e potenti solo se si chiudono tragicamente, se non si lasciano corrodere, spegnere dalla quotidianità... oppure... se sono vissuti nella consapevolezza che da un momento all’altro finiranno... nella paura, nella passione e nella sofferenza. La passione c'era, c'era la paura e la sofferenza.. oh, quella abbondava!

Guardarsi negli occhi tremando dal desiderio, prendersi con violenza dopo ore passate a cercarsi a distanza... morire nell’aspettare il giorno in cui il Tempo acconsentirà a lasciare da parte tutto per darsi a Noi, alle nostre emozioni, strazianti e segrete...

Lui ha tentato di reprimere, di respingere, ma non ha avuto la forza, ed io lo sapevo bene... Io non ho fatto altro che rassegnarmi.. come la prima volta che è salito sopra di me... in quel luogo fuori dallo spazio... tra teli bianchi e luci calde... ho chiuso gli occhi e l’ho preso dentro di me, con la foga violenta di una muta rassegnazione...

E come la seconda volta... e come la terza.. quando mi ha guardato, sudato e sconvolto, e mi ha detto "non scapparmi via", ti voglio qualsiasi cosa accada... ed io che dentro piangevo, perché il suo per sempre non può essere più lungo di un secondo...

Conosco la sua vita... è chiara... la espone... lui conosce la mia... Mi sono trovata a guardare con morbosità le sue foto... lui e i suoi affetti... la sua creatura... colei che gliel’ha donata... Ho guardato a lungo quella fotografia, cercando d imprimere nei miei occhi ogni particolare... Ho guardato i sorrisi, ho guardato i corpi.... L ho guardata e odiata, ho odiato quella finta felicità, e ho odiato me stessa...

Il mio destino è di appartenere all'ombra, essere un sogno segreto, la mela che dietro la dolcezza nasconde un peccato mortale... un peccato di cui non si può fare a meno, ma che non si ha il coraggio di confessare...

Arriverà mai il momento del punto finale, il punto a cui nulla segue... quale sarà, dove e come farà il suo arrivo? Potrà davvero continuare così... qualunque cosa accada... anche se dovessi passare sopra tutto e tutti... sopra tutto e tutti... ma dentro di te... Un illusione che si innamora di se stessa... ed è bellissimo bere le mie lacrime nell’attesa di morire ancora tra teli bianche e luci calde... (Angellore)





FINE

 





 
 
 





Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale..
© All rights reserved
Angellore
Photo Mojlo

Il presente racconto è tutelato dai diritti d'autore.
L'utilizzo è limitato ad un ambito esclusivamente personale.
Ne è vietata la riproduzione, in qualsiasi forma, senza il consenso dell'autore











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