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RACCONTI

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Claire
Qui tutto passa... e niente si dimentica






 



"New York, Milano, Parigi... faccia lei" E’ la mia risposta.
Una fanciulla dietro il bancone dell'aeroporto controlla sul computer il primo biglietto disponibile per qualsiasi località che non sia questa.
"Barcellona. Va bene?" Esito un momento. Ma sono sicuro di quello che sto facendo? Lei continua fissarmi. Annuisco e tolgo il portafogli dalla tasca per pagare il biglietto.
Arrivi ad un certo punto che hai bisogno di cambiare aria... non fuggire, no, ricominciare direi. Da zero. Dove nessuno ti conosce,dove puoi riformulare la tua vita per quello che vuoi e non per quello che ti hanno imposto. Certo, ricominciare da zero per un giornalista famoso come me è davvero difficile, ma sono sicuro che lontano da qui le cose saranno più semplici.
Non sono triste, non sono depresso...sono. Ecco oggi posso dire che sono... forse un po' gelido... sì, direi gelido - la mia passione è stata repressa per troppo tempo - e aggiungerei anche esausto... esausto di dire si, di mettere la colla per riattaccare tutti i cocci.. di sentirmi solo nonostante intorno a me ci sia tanta gente, che però più che darmi pretende tanto... troppo.

Sapete, vivere con una donna che per 10 anni ti trascura con la scusa che “l'amore può finire e l'amicizia è per sempre" e poi, dopo essere stato quasi invisibile ai suoi occhi... la sua certezza viene meno, una sua amica se la fa con il capo per rubarle il posto... e ad un tratto quando si gira dall'altra parte del letto si accorge che non è sola ma che, anche se non ci aveva mai fatto caso, c'era un uomo al suo fianco che per 10 anni aveva condiviso con lei lo stesso letto e la stessa casa, qualcosa inizia a cambiare...

Quello che avevo sempre voluto era che lei un giorno si accorgesse di me, che potesse donarmi lo stesso sorriso che donava ai suoi amici o colleghi, ma ero così abituato all'idea che lei non mi avrebbe mai e poi mai considerato che, le sue continue attenzioni verso di me, la sua costante presenza sul divano o ai fornelli... quasi mi infastidirono.
Quando eravamo giovani era tutto diverso... lei era bellissima, dolce... siamo andati a convivere quasi subito. Era molto premurosa e gentile... a pensarci adesso direi quasi noiosa. Piano piano le cose cambiarono, la madre morì, e per quanto le sia stato accanto la sua frustrazione aumentava di giorno in giorno fino a raggiungere il culmine. Si frequentò per qualche sera con delle amiche e da lì il cambiamento: un amico per la vita, un amore... finché dura.

Anche le sue prestazioni a letto lasciavano a desiderare.. era insofferente, quasi volesse farmi un favore. È vero, io avrò anche sbagliato, ma dopo tanti anni una donna così non ti permette di fare altro che andare con altre donne, trovare affetto lì dove in realtà non c'è, trovare calore in braccia sconosciute...
Ma il vero motivo che mi ha spinto a ritrovarmi qui questa mattina è stato il mio direttore: "Cosa ti è successo? Tu devi raccontare storie, devi far emozionare la gente, ma non c'è passione nelle righe che scrivi!"... Io non emozionavo, io non trasmettevo... mi sembravano così assurde le sue parole!!! Avevo amore da dare, tanta passione da comunicare... ma forse aveva ragione lui.
Ero stato scelto tra tanti per avere una rubrica tutta mia su un settimanale, mi ero distinto per la mia capacità di esprimere sentimenti, per la passione che mettevo nello scrivere... ma ormai la mia vita mi stava soffocando e piano piano mi stava uccidendo e tutto ciò che rimaneva era un involucro vuoto che assecondava le richieste di una donna ormai frustrata e di una vita che non era quella che aveva sognato.

Questa mattina mi sono svegliato così, lei stranamente non era in casa... le ho scritto velocemente una lettera ed ho preparato la valigia con lo stretto necessario. Squallido lo so, non avevo mai pensato di avere il coraggio di pensare soltanto di lasciare la mia donna così, ma per me era vitale allontanarmi per un po', e quasi quasi mi sento anche fiero di quel gesto... vuol dire che qualcosa si stava muovendo... Per quanto possa essere doloroso e difficile cambiare la mia vita radicalmente, sento che piano piano il cappio stretto al collo sta mollando la presa, la mia mente inizia a respirare nuove idee e il mio cuore riesce a far fuoriuscire nuove emozioni...
Si, adesso ho una nuova storia da raccontare. Un uomo che voleva essere sempre il primo ma che non c'era mai riuscito, riesce ad arrivare al traguardo... ma qualcosa non va, non prova più il gusto della vittoria... sarà che ha vinto perché l'unico rimasto in gara, sarà che il momento più bello di una corsa non è l'arrivo ma il tragitto... ma che ne so, che ne so...

Adesso sto qui, un biglietto in mano e tanta gente intorno a me,... mi sembra di essere solo... adesso ci sono io, io per davvero.
Domani parlerò di lei, non della mia ormai ex, ma di lei, del mio vecchio amore abbandonato per paura... per paura di essere poco per un animo così nobile, paura di non sopportare quei 500 km di lontananza che ci costringevano a vederci poche volte l'anno, sarà che le ho voluto troppo bene e non volevo che soffrisse...
L'amore che pensavo fosse della mia vita, un amore iniziato all'ultimo anno di liceo e durato quasi 2 anni... poi per racimolare qualche spiccio di più mi arruolai e la storia piano piano finì... no, l'amore non finì mai, almeno per me! E' strano dopo più di 10 anni parlare di lei.. in realtà non l'ho mai dimenticata... l'ho rimpianta per anni... ma la paura ci porta a sbagliare decisioni.

Non si può dimenticare l'odore di un bacio... l'amore di uno sguardo.. puoi far finta quando smetti di chiamarla... puoi far finta quando ti chiedono di lei e tu dici di non sapere... quando invece sai dove si trova, con chi e perché. La sera però, la sera non puoi mentire, volgi lo sguardo al cielo e... la trovi lì, con il suo splendido sorriso.. il suo profumo che ad un certo punto sembra riavvolgerti. Puoi mentire agli altri, ma non a te...

Ormai sono sull'aereo... piano piano si alza in volo e la città si allontana, diventa più piccola ogni secondo che passa... Lo so, lo so... i miei amici me lo dicono spesso.. farnetico, penso.. cambio discorso nel bel mezzo di un racconto... lo so, ma penso sia proprio questo ciò che piace ai miei lettori, la mia confusione, che un po' è anche la loro.
Si rispecchiano nelle mie parole, altrimenti perché mai sentire il bisogno di leggere la mia rubrica che narra di storie d'amore?? La gente ha bisogno di affetto... e lo cerca tra i miei racconti... la gente non ha certezze, le cerca in un libro, in un film... nelle parole di un amico, nelle carezze di una madre.. Sono poche le certezze che la vita ci dà ! Per me, sono essenzialmente 3: la morte, le stelle stanno in cielo, qui tutto passa.. e niente si dimentica...




FINE

 





 
 
 





Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale..
© All rights reserved
Claire
Foto Anna Rawka

Il presente racconto è tutelato dai diritti d'autore.
L'utilizzo è limitato ad un ambito esclusivamente personale.
Ne è vietata la riproduzione, in qualsiasi forma, senza il consenso dell'autore













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