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MUSICA PASSIONE
Le AutoInterviste

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La nevicata del '56
“Roma era tutta candida…”
Ieri 26 febbraio 2018 la capitale si è
svegliata imbiancata come
nell’inverno del 1956: una nevicata
storica raccontata dalla canzone
che Mia Martini portò a Sanremo.

(Mia Martini, 1990)






 

 

Roma questa mattina si è svegliata imbiancata, come nell’inverno del 1956 quando una nevicata eccezionale paralizzò l’intera città calandola in una dimensione irreale. Una nevicata storica raccontata anni dopo in una canzone entrata nella storia della musica: La nevicata del ’56. Un brano meraviglioso e romantico con una melodia suggestiva e un affresco evocativo di un evento indimenticabile.

Adamo come nasce questa canzone?
Nell'inverno del 1989, Mia Martini era alla ricerca di un nuovo brano da presentare a Sanremo che le consentiva di replicare il meritato successo ottenuto l'anno prima con “Almeno tu nell'universo”. La scelta cadde sul brano “La nevicata del '56”, una canzone scritta da Carla Vistarini, Luigi Lopez e Massimo Cantini, autori che avevano già composto per lei Ritratto di donna, nonché diversi brani per altre cantanti famose come Mina e Ornella Vanoni.

Ma il pezzo era stato scritto molti anni prima vero?
Circa 15 anni prima. Venne scritto nel 1975 ed eseguito privatamente alla Rca da uno degli autori Luigi Lopez con la sola chitarra. Si narra che ad ascoltarlo ci fosse anche Gabriella Ferri la quale dopo l’esecuzione si alzò e abbracciò commossa Lopez.

Caso strano però, rimase nel cassetto per molto tempo…
Era la canzone perfetta per la Ferri e per il suo smisurato amore per Roma, quasi un successo annunciato, ma chissà come mai “La nevicata del ‘56” rimase nel cassetto per più di quindici anni, fino all’edizione ‘90 di Sanremo.

E’ a quel punto che Franco Califano fece il suo ingresso nella storia della canzone.
Esatto, fece il suo ingresso nella storia di questa canzone, perché il suo produttore Gianni Sanjust, volle provarla con lui, un altro artista fortemente legato a Roma. Franco naturalmente, riadattò il testo, ma ne venne fuori qualcosa che non piacque a nessuno di noi. Gianni Sanjust decise allora di proporla a Mia Martini nella versione originale al femminile, quella di Carla Vistarini.

Una genesi intrigata allora…
L’autrice Carla Vistarini con poche pennellate dipinge una Roma di un'epoca ormai perduta, in cui tutto era più bello, perché più veri erano i sentimenti. Mentre Califano, appunto anni dopo, riadattò il testo per una sua versione cantautorale al maschile, inserendo le sue fotografie evocative che rafforzavano l’atmosfera magica ed irreale. Comunque quella di Mia Martini è la versione originale scritta da Carla Vistarini con una piccola variazione proprio all’inizio: un unico rigo di Franco Califano, estrapolato dalla sua versione al maschile.

Insomma un’operazione di pura e sana nostalgia?
È un pezzo che tocca le corde dell’anima e lo fa con molta delicatezza. Immagini tipo la melodia del fiume che scorre non ancora soffocata dal rumore del traffico, le canzoni alla radio e le partite allo stadio viste sulle spalle del padre. La protagonista è una bambina che sogna di indossare un giorno il vestito da sera della madre fatto da tremila sottane e si diverte a far luccicare un pezzo di vetro,

Secondo te perché si continua ad attribuire la paternità a Franco Califano?
Mistero! In questo sconclusionato paese manca davvero la cultura del riconoscimento.

Come andò a Sanremo?
Mia Martini con la sua voce potente e roca regalò un’interpretazione da brividi, da grande artista. Arrangiata da Peppe Vessicchio diventò letteralmente un’opera d’arte, ovviamente troppo elitaria per quel pubblico che alla fine preferirà gli “Uomini soli” dei Pooh e “Gli amori” di Cotugno. Il brano comunque si aggiudicò il Premio della Critica.

Una curiosità, ma davvero nevicò tanto quell’anno?
Iniziò a febbraio e si concluse ad Aprile inoltrato, fu un evento eccezionale che imbiancò tante città raramente colpite dalla neve come Roma. In alcune località del nord si arrivò a toccare i -34 gradi. Questo evento fu ripreso in chiave musicale già da Renato Rascel e da Pio Trebbi sempre al Festival di Sanremo del 1970 dove cantarono "Nevicava a Roma".
 




Su Youtube ci sono varie versioni...
https://www.youtube.com/watch?v=6e8xzxdTFQk

 

 

 



















Il testo
Ti ricordi una volta
si sentiva soltanto
il rumore del fiume
la sera
ti ricordi lo spazio
i chilometri interi
automobili poche
allora
Le canzoni alla radio
le partite allo stadio
sulle spalle di
mio padre
La fontana cantava
e quell’acqua era chiara
dimmi che era così
C’era pure la giostra
sotto casa nostra
e la musica che
suonava
io bambina sognavo
un vestito da sera
con tremila sottane
tu la donna che già
lo portava
C’era sempre un gran sole
e la notte era bella
com’eri tu
e c’era pure la luna
molto meglio di adesso
molto più di così
Com’è, com’è, com’è
che c’era posto
pure per le favole
e un vetro che riluccica
sembrava l’America
e chi l’ha vista mai
e zitta e zitta poi
la nevicata del cinquantasei
Roma era tutta candida
tutta pulita e lucida
tu mi dici di sì
l’hai più vista così
che tempi quelli
com’è com’è com’è
Roma era tutta candida
tutta pulita e lucida
tu mi dici di sì
l’hai più vista così
che tempi quelli
Roma era tutta candida
tutta pulita e lucida
tu mi dici di sì
l’hai più vista così
che tempi quelli.

 


 

 
 
 



L'INTERVISTA A CURA DI ADAMO BENCIVENGA
E' STATA REALIZZATA
 GRAZIE A:

Francesco Troncarelli per www.globalist.it
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/ldquo-roma-era-tutta-candida-hellip-rdquo-ndash-ieri-capitale-si-168158.htm
http://www.hitparadeitalia.it/schede/n/nevicata_del_56.htm
http://questimieipensieri.blogspot.it/2014/02/lanevicata-del-56-presentata-da-mia.html
http://www.marcoliberti.it/article-la-nevicata-del-56-mia-martini-canta-lo-storico-evento-106425551.html


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