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RACCONTI

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Bisanzio Velata
La medium e la bambina






 


-Parte 1-
South Kensington, Londra 1910


La fiamma della candela tremò e Lady Granthem sussultò. Una corrente gelida si era insinuata nel salotto vittoriano e le lambiva il collo. Strano, pensò l’anziana nobildonna, era sicura di aver chiuso lei stessa la porta finestra che dava sugli splendidi giardini di Kensington. La medium aprì bocca e per Lady Granthem fu come se la corrente cessasse all’improvviso. «La bambina è qui tra noi» sentirono tutti i presenti sussurrare la donna. «Cosa ti è successo piccola Maria? E’ stato il soldato napoleonico a portarti via?» chiese la medium. «Si» fu la flebile risposta dello spirito, per mezzo della medium la cui voce era cambiata repentinamente. A quel punto il colonnello Harver interruppe la catena di mani attorno al tavolino rotondo e si alzò, troppo scosso per poter continuare. Era la seconda seduta alla quale partecipava e la sua proverbiale razionalità ne usciva nuovamente provata. Lui, soldato prima nelle truppe di Sua Maestà l’imperatrice e regina Vittoria e ora in quelle di re Edoardo VII, eroe nelle guerre in Sudan e in Sudafrica, fiero sostenitore della supremazia britannica, non poteva accettare che quella donna, Mrs Logan dicesse la verità e parlasse con gli spiriti. Era stata sua moglie a farsi suggestionare dai racconti di Lady Granthem, la quale ricorreva frequentemente ai consigli di Mrs Logan, e a convincere il marito, il colonnello Harver, a partecipare ad una seduta spiritica. Del resto Mrs Logan, al secolo Altea Winter, era una rispettabile signora della middle class londinese, vedova di uno stimato medico e professore universitario, pittrice per hobby e incuriosita dall’occulto da sempre, da quando lei stessa ne aveva memoria. Dunque non certo una ciarlatana a caccia di polli da spennare! E poi quella bambina, o meglio lo spirito di quella bambina. Si era presentato nel corso della prima seduta, ma il colonnello già conosceva la sua storia. Era lei, ne era sicuro. Era Maria, la bimba bionda che vedeva nei sogni e di cui gli aveva parlato la nonna. Ricordava bene il colonnello i racconti davanti al caminetto, nella casa dei nonni; e la bambina ne era qualche volta la protagonista. La nonna narrava della sua giovinezza in Spagna, all’epoca dell’invasione napoleonica e di quando nel 1810 la piccola Maria, figlia del governatore di Cadice fu rapita dalle truppe di Napoleone che assediavano la città. L’anziana signora ne era convinta perché dalla finestra della sua camera da letto, una notte, aveva visto uscire dal palazzo del Governatore, quattro o cinque uomini che trasportavano qualcosa o qualcuno avvolto in una coperta. Ammetteva di non aver visto chiaramente il corpo di una bambina e di non aver pensato a questa eventualità nell’immediato, ma il giorno dopo in tutta la città non si parlava d’altro se non della scomparsa di una delle figlie del Governatore. Al che la donna aveva iniziato a pensare che quegli uomini potevano essere i responsabili del rapimento. Della piccola Maria non si ebbe più notizia, ma la nonna del colonnello non se ne dimenticò e anni dopo giurò di averla vista per le vie fumose della Londra vittoriana.

Il colonnello si ridestò dai suoi pensieri e tornò al tavolino per continuare la seduta. Mrs Logan però si congedò dal gruppo adducendo ad un’improvvisa emicrania causata dalla stanchezza. «Continueremo una delle prossime sere. Ora debbo salutarvi». E così dicendo uscì dalla casa di Lady Granthem, fermò una carrozza e si avviò a casa.
Altea viveva poco lontano in una bella casa bianca, così tipica del quartiere di Kensington. Il suo dono di vedere e di comunicare con gli spiriti si era manifestato attorno ai dieci anni di vita e non l’aveva mai abbandonata. In un primo tempo ne era rimasta impaurita, ma con il tempo aveva imparato a conviverci e a gestirlo.

La percezione di Maria l’accompagnava da diverso tempo, ma non era così sicura che si trattasse di una bambina. O meglio, durante le sedute alle quali partecipava il colonnello Harver si presentava nelle vesti una bambina, ma in altre occasioni si mostrava come una donna adulta; ma Mrs Logan sentiva che si trattava dello stesso spirito. Anche quella sera nel rientrare in casa propria la medium percepì che Maria era presente. Infatti sentiva un profumo di zagara e bergamotto che sempre accompagnavano le visite dello spirito. Altea capì che non poteva ignorare la situazione, e allora si recò nel suo studio, dove nel caminetto scoppiettava un bel fuoco, preventivamente acceso dalla sua cameriera Lisa. Accese delle candele e si accomodò su di una antica poltrona in pelle accanto ad un tavolino a tre gambe. Aprì una piccola scatola in legno che vi si trovava sopra e ne estrasse delle conchiglie. Le rimirò passandosele fra le dita ripensando all’isola di Cuba, da dove provenivano, e alla signora che gliele aveva date. Prese un bicchiere, lo riempì d’acqua e vi lasciò cadere dentro le conchiglie. Era quello un rituale appreso nell’isola caraibica per evocare gli spiriti. Si concentrò, inspirò e lasciò che la mente si svuotasse completamente. Improvvisamente l’aria nella stanza si fece fredda, segno che uno spirito era presente. Inspirò ancora e percepì la zagara e il bergamotto. Dunque Maria era arrivata. Aprì gli occhi e la vide davanti a sé. Non era una bambina, bensì una donna anziana, poteva avere un’ottantina d’anni.

«Dimmi Maria, chi sei?» domandò tranquillamente la medium. «Mi devi aiutare a passare oltre. Sono deceduta vent’anni fa ma sono bloccata qui.», risposte lo spirito. «Perché ti mostri a me come una donna anziana e al colonnello Harver come una bambina?», domandò Altea. «Perché una parte di me è rimasta la bambina che venne rapita dai francesi», rispose Maria. «Allora raccontami cosa è successo e cosa c’entra il colonnello», disse Mrs. Logan. Le fiamme delle candele tremarono lievemente e Maria iniziò a raccontare la sua storia.

«Sono nata a Cadice nell’anno del Signore 1806, terza figlia del Governatore della città. Una notte nel febbraio 1810 fui rapita per ordine del comando francese, per indurre mio padre a cedere all’assedio e consegnare la città alle truppe napoleoniche. Ciò non avvenne mai e io fui affidata ad un ufficiale che, assieme alla moglie, mi crebbe come una figlia. Queste informazioni le appresi molti anni dopo, io infatti non ho memoria della mia vita in Spagna. Crebbi nelle Antille francesi, dove l’ufficiale e la moglie si erano trasferiti per gestire una piantagione di canna da zucchero comprata con i ricavi della guerra. All’età di venti anni sposai un mercante inglese, non certo per amore, ma per assecondare la volontà dei miei genitori. E così venni a vivere a Londra, nel cuore della città vecchia, la City. I primi anni trascorsero sereni, ma mio marito era sempre in giro per lavoro ed io un giorno incontrai un signore francese con il quale iniziai una relazione. Per uno strano gioco del Destino si trattava proprio di uno dei giovani soldati francesi che molti anni prima mi avevano rapito. Lo venni a sapere per caso, anni dopo quando io e Etienne, questo è il suo nome, c’eravamo già trasferiti in campagna, approfittando della mia sopraggiunta vedovanza. Una parte di me è rimasta la bambina spagnola portata via dalla sua casa; per questo motivo, credo, il colonnello Harver mi percepisce in quella forma». Altea ascoltava lo spirito profondamente concentrata e Maria proseguì il racconto: « io ho bisogno di te perché la mia parte infantile mi impedisce di andare oltre». Dicendo ciò lo spirito mutò forma, passando da anziana signora a bambina di circa quattro anni. Una bella bambina dai boccoli biondi e il vestito a fiori rosa. A questo punto la medium le domandò: « come posso aiutarti a passare oltre?», «desidero essere sepolta a Cadice, vicino ai miei veri genitori», rispose lo spirito. Dopo di che scomparve. Altea restò a fissare il fuoco ancora per alcuni minuti e poi si ridestò, decisa a portare a temine la missione. Per prima cosa doveva scoprire dove Maria era sepolta.


Bisanzio Velata






FINE

 





 
 
 



Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale..
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