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INTERVISTA IMPOSSIBILE

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Elsa Martinelli
Sono come sono
Attrice cinematografica italiana di oltre 70 film
e icona di bellezza, eleganza e glamour senza tempo.
Di origini umili, sei sorelle e un fratello, padre ferroviere
ha vissuto una vita come fosse una favola compresa
la scarpina di raso usata da Gary Cooper come calice
per lo champagne in segno di benvenuto.








(Grosseto, 30 gennaio 1935 – Roma, 8 luglio 2017)

 

 

Madame le sue origini?
Sono nata in Toscana a Grosseto, settima di otto figli, sette sorelle e un fratello. Mio padre Felice faceva il contadino maremmano e mia madre Santina era una casalinga. Poi però mio padre si trasferì a Roma a fare l’usciere delle Ferrovie e noi lo seguimmo. Io avevo nove anni.

Come entrò nel mondo dello spettacolo?
Oh non ci pensavo proprio allo spettacolo! Avevo fatto la quinta elementare e per aiutare finanziariamente i miei feci la cassiera in un bar dalle parti di via Po poi quasi per caso, visto che ero molto alta, iniziai a frequentare atelier facendo qualche sfilata di moda.

Ma in un’intervista dichiarò che il suo primo lavoro era stato l’infilatrice di perle?
Oh sì lo avevo dimenticato! Era un lavoro molto noioso. La mia famiglia si era appena trasferita e mia madre mi presentò a Fausta, la sua amica ricamatrice che lavorava in un negozio di cappelli a due passi dal Pantheon. “Falle imparare un mestiere” disse mamma e io un mestiere imparai.

Poi l’occasione della vita…
Venni scoperta in una boutique di via Frattina dallo stilista Roberto Capucci. Lui perse letteralmente la testa per me! Ben presto mi lanciò nel mondo della moda che contava, sfilai in bikini a Firenze. Il primo ombelico fuori dai jeans, la frangetta, il trucco leggero, quasi inesistente.

Un successo istantaneo! Il motivo?
Beh ero esile, alta 1,76, Magra e slanciata quasi androgina in un’epoca di maggiorate. Un nuovo prototipo di bellezza e divenni così un'indossatrice e una fotomodella conosciuta in tutto il mondo. Dicevano di me che avessi un portamento da gran dama. Per farsi un’idea assomigliavo più all’idea di Audrey Hepburn che alle corpulenti Miss Italia degli anni ’50. Carlo Vanzina disse che effettivamente assomigliavo all’idea Audrey Hepburn, ma a suo parere ero decisamente più bella e sexy!

Negli anni cinquanta arriva anche il cinema…
Beh ero famosa come modella e quindi molti produttori mi chiamavano per mettere in primo piano il mio viso sulle locandine dei loro film. Una delle mie prime apparizioni ricordo fu nel ’53 Se vincessi cento milioni di Carlo Campogalliani. Successivamente divenne un lavoro vero e proprio, in particolare ricordo il film western Il cacciatore di indiani accanto a Kirk Douglas. Kirk mi volle accanto a lui dopo aver visto una mia foto su Life, la rivista americana.

Successivamente però ricevette recensioni favorevoli anche dalla critica…
Vinsi l'Orso d'Argento per la migliore attrice al Festival di Berlino nel 1956 grazie all'interpretazione nel film Donatella di Mario Monicelli. Poi lavorai con attori importanti in Italia, in Francia come Marcello Mastroianni e Ursula Andress nel film La decima vittima del 1965. Lavorai anche nel film La notte brava di Mauro Bolognini e Un amore a Roma di Dino Risi. In Francia lavorai con Roger Vadim nel sangue e la rosa del 1960

È stata una delle poche attrici italiane ad aver lavorato con successo anche a Hollywood.
In America lavorai con Orson Welles nel Processo del 1962 e Howard Hawks nel film Hatari; ed accanto a grandi attori del calibro di Robert Mitchum e John Wayne, uno degli uomini più raffinati che abbia mai conosciuto!

Si parla di flirt con Frank Sinatra e Gary Cooper…
Frank fu davvero una meteora mentre Gary Cooper era un uomo a dir poco affascinante. Pensi che mi diede il benvenuto usando una scarpa di raso come calice per lo champagne!

Scrisse anche un romanzo vero?
Beh era una specie autobiografia romanzata dal titolo “Sono come sono” e come sottotitolo “Dalla dolce vita e ritorno”. Rusconi la pubblicò nel 1995. Attraverso quelle pagine mi sono raccontata scrivendo della mia vita come fosse una favola davvero simile a quella di Cenerentola, compresa la scarpina fatata di Gary Cooper.

Nessun rimpianto, Madame?
Assolutamente no! Certo mi piacerebbe essere ancora a cena con Orson Welles, parlare con John Wayne, salutare John Kennedy in pigiama sulla porta di casa a Palm Springs all’alba, ma non si può fare. Il passato non torna.

Dal 1970 ha iniziato a diradare l'attività cinematografica, dedicandosi alla televisione, soprattutto a miniserie e telefilm in Italia. Nel 1971 ha presentato il Festival di Sanremo accanto a Carlo Giuffré. Sposata nel 1957 con il conte Franco Mancinelli Scotti di San Vito, ha avuto una figlia, Cristiana, nata nel 1958. Nel 1968 si è risposata con il fotografo e designer Willy Rizzo.
Dopo una lunga malattia, muore all’età di 82 anni nel primo pomeriggio dell'8 luglio 2017 a Roma nella sua casa di via Flaminia, a due passi da Piazza del Popolo,.
























 

 
 
 



L'INTERVISTA A CURA DI ADAMO BENCIVENGA
E' STATA REALIZZATA
 GRAZIE A:

https://it.wikipedia.org/wiki/Elsa_Martinelli
http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2017/07/08/AS1zBSHI-eleganza_martinelli_icona.shtml
http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2017/07/08/news/addio_a_elsa_martinelli_i_mille_volti_dell_attrice_che_da_cinecitta_arrivo_a_hollywood-170304339/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1
http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/08/elsa-martinelli-tra-gary-cooper-e-i-versi-di-rino-gaetano-iniziai-a-recitare-per-caso-craxi-voleva-che-mi-occupasi-del-suo-look/3716675/


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