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STORIE VERE

Nulla sarà come prima
e tutto sarà uguale!





 
 



Nulla sarà come prima, neanche l’aria che ora respiro, neanche la cena che stasera preparo. Chissà se mio marito s’accorgerà che la salsa ha un gusto più amaro, più aspro e non dipende dalla marca cambiata. Nulla sarà più uguale, dicevo, neanche questo incedere sospeso che mi porta verso casa, che mi dà la sensazione di volare, ma sto soltanto camminando lungo queste luci che a sprazzi m’accecano gli occhi, queste vetrine che vedo distanti. Spingo il passeggino pensando che mi porto in giro soltanto una scusa, altrimenti non ne avrei avuto motivo a stare ore nel parco, ore ad aspettare un brivido che oggi si è materializzato davvero.

Il pensiero di aver tradito s’insinua. Cerco di distrarmi guardando un paio di scarpe, ma vedo la mia colpa anche dentro quello Chanel a saldo, dentro questo vento di fine estate che mi ricorda che ho anche due seni e non solo mammelle ogni quattro ore per la pappa. Gli sguardi che incrocio sono più ficcanti come se questa giornata avesse un titolo impresso sulla fronte, come se emanassi un odore diverso. Ma è un odore acerbo di tradimento con un retro gusto d’amaro condito dall’inevitabile remoto desiderio di tornare a prima di oggi, di quando ancora davanti allo specchio pensavo sicura che non sarebbe mai accaduto, che a nessun uomo oltre a mio marito mi sarei mai concessa. Invece non è stato così e per questo ora scrivo. E scrivo qui perché so che tu leggi.

Scrivo perché è successo e nulla sarà più come prima. E’ successo, anche se un momento prima, davvero avrei giurato che non sarebbe successo. E’ successo ed è stato così semplice come bere un bicchiere d’acqua. E’ bastato che ti avvicinassi con una scusa qualunque, che facessi i complimenti a mia figlia e poi seduto accanto a me hai cominciato a pensarci. L’ho sentiti i tuoi pensieri sai, quando mi guardavi il seno, le scarpe, lo smalto delle mie unghie.
Ebbene sì è successo proprio quando sicura respingevo la tua mano che per l’ennesima volta cercava di spianarsi la strada prendendo stradine come in una Roma invasa dal traffico. E’ successo proprio quando sicura respingevo la tua voce, che inesorabile e calda frantumava la mia difesa arroccata dentro quel passeggino che inspiegabilmente muto non mi dava pretesti. Piangi! Piangi ho gridato, quando già sentivo le tue mani segrete lungo i miei fianchi.
Come in un film ci ha accolto il buio all’istante senza nemmeno un passante che mi destasse da quel subbuglio. E’ diventato freddo e caldo, poi erba e siepe ed una gonna all’altezza dei fianchi.
Dio no, non voglio pensarci! A quest’ora nei miei giorni normali stavo già preparando la cena o cullandomi tra le braccia mia figlia, ma a quest’ora non avevo domani, se non un’ansia confusa che mi portava ogni giorno su quella panchina.

Nulla sarà più uguale! Neanche questa bretellina che scende e che ora ha il sapore amaro di donna facile. Così facile che per assurdo potrei darmi a quest’uomo che fa finta di guardare un paio di scarpe, per assurdo potrei darmi a chiunque se solo mi facesse uno straccio di corte o fosse gentile. Cosa potrebbe limitarmi? Scongiurarmi che è proibito, se solo da un’ora ho baciato la tua bocca sconosciuta e ne ho provato piacere.
Sì piacere, istantaneo ed intenso, il primo in assoluto, perché con mio marito è tutto diverso, quando nel buio fitto di una coperta non devo far altro che restare immobile mentre lui si ferma e riparte, riposa e rifiata finché giunto il momento mi pare di sentire da molto lontano, da un punto che giudico esterno al mio corpo, un piccolo brivido che finora ho sempre chiamato amore.
Amore di cosa, se non senti l’anima vibrare? Se non serbi intatto un segreto fino a confondere l’odore dell’erba col gusto acre del sesso, fino addirittura a pensare che se sopraggiungesse un estraneo non proveresti vergogna!

Nulla sarà come prima! Se già penso che domani spingerò questo passeggino tra ghiaia e foglie secche per ritrovarmi in un altro posto del mondo identico a quello dove un brivido m’ha colto di sorpresa. Allora è proprio questo l’amore! Proprio questo il piacere fino a pensare quale camicetta domani metterà più in mostra i miei seni, perché se fosse già adesso li offrirei senza indugio, senza girarci intorno per ore, senza che una bocca qualsiasi c’impieghi del tempo. Lo sento che sei ancora lì e mi cerchi, che ancora mi vuoi, che se solo tornassi indietro ti troverei ad aspettarmi su quella panchina. Ma non sarà così!
Sento ancora il rimbombo ossessivo delle tue parole che mi gridano bella, che cercano di farsi strada nel disordine dei miei dubbi ostinati, sento ancora la tua voce che cambia di tono finché un rantolo s’insinua e mi scopre più nuda di quanto mai avrei immaginato. Sento ancora il tuo desiderio che si fa strada, che s’incaglia nelle secche e ricomincia daccapo, che guadagna centimetri come se fossero metri.

E sale, sale portandosi appresso i miei tanti pretesti, pezzi di notti dove l’ho desiderato davvero, dove il pianto di mia figlia rimetteva ogni cosa al suo posto. E sale, sale controcorrente come salmone gonfio di uova con l’unico intento di depositarle alla sorgente, sale tra la piena di questo fiume che oramai straripa voglia, che annacqua le sponde e ritorna nel letto portandosi dietro ragione e buon senso. Sale, per farmi capire quanti anni inutili m’hanno invecchiata: “Ma dov’eri finito?” Oddio non perché tu sia tu. Tu sei stato gentile e questo è bastato.
So che leggi questo sito, me lo hai citato quando parlavi di bellezza e mi facevi la corte e mi dicevi che ero bella prima di fare l’amore. Allora sappi che non ci vedremo mai più perché l’unico appiglio è stata e sarà la sorpresa, quella che domani mi porterà in un altro parco, seduta in un’altra panchina. Mio caro ho bisogno di pretesti e per non destare sospetti a me stessa fingerò vestendomi con metri e metri di velo come una suora di clausura. Capisci vero? Se ti incontrassi di nuovo non funzionerebbe ed io non potrei ingannarmi.

Ora sto salendo le scale di casa e mi annuso le mani ed il vestito. La tata mi è corsa in aiuto ed il mio unico desiderio adesso è quello di farmi una doccia. Perché tutto svanisca rapidamente ed io domani sia ancora sorpresa con la consapevolezza che nulla sarà come prima e tutto sarà uguale!






LETTERA FIRMATA



 
 
 

 

 

Foto Lesia Kapinosova

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