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RACCONTI

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Serendipity
Lettera a un fotografo






 



      Ciao Õ,
prendo l’iniziativa di contattarti, che spero non ti disturbi, perché ho visto qualche tuo lavoro su internet e ne sono rimasta impressionata! Le tue foto sono così diverse dalle altre che, anche se non firmate, è facile riconoscere il “tocco del maestro”. Mai banali, ricercate e allo stesso tempo molto naturali, le tue foto riescono a cogliere la fragilità e la bellezza delle donne e la cupidigia dell’occhio maschile che le osserva, schiavo di esse.
È un peccato che i tuoi lavori siano così centellinati e che il tutto sia celato da una sorta di velo di mistero e di fascino, lo stesso con cui ricopri le tue modelle quando le immortali nude e volitive. Forse è una salvezza per me, altrimenti rimarrei attratta da quelle foto e non riuscirei a staccarmene. Sono già attratta da te, prima ancora di conoscerti. Qualunque sia il tuo aspetto, il tuo odore, non può che essere dolce e vellutato e allo stesso tempo passionale e avvolgente, come le tue foto. Sicuramente è una salvezza per te, perché così puoi continuare a giocare il ruolo che hai scelto per te e che vorrei, questa volta, recitassi per me.


Ti scrivo perché vorrei posare per te, nuda, tesa, indecente. Poserò come tu mi vorrai e sarò quello che vorrai che io sia. Mi abbandonerò completamente alle tue mani e al tuo estro di fotografo e maestro, convinta, allo stesso tempo, che troverai in me tutto ciò che potrà stuzzicare la tua fantasia e la tua voglia di osare, ancora una volta, forse un po’ di più, con me.
Non ha senso che ti dica come sono fatta. Hai scelto le tue modelle pescando da internet con una rete a strascico. Hai trasportato nel tuo mondo di erotismo in bianco e nero volti interessanti e volti sgradevoli, corpi magri e fragili e morbide e imperfette curve. Di tutta quella variopinta prosaicità hai immortalato la bellezza ipnotica di un corpo femminile quando diventa oggetto che si sta per possedere. La bellezza ipnotica del tuo occhio lubrico e raffinato che si riflette, più o meno fedelmente, su quegli specchi opachi che manovri a tuo piacimento.
Hai desiderato ogni modella, fantasticando, il tuo membro duro avanti a tutto, che si stessero spogliando solo per te. Stuzzicando l’esibizionismo di talune e conquistando con parole dolci e rassicuranti la timidezza di altre.


Sei rimasto infastidito, in alcuni casi, dal funzionamento distonico di quegli oggetti, dal sentire commenti banali da voci stridule e marcatamente accentate. Hai goduto, in altri casi, di oggetti malleabili che hai plasmato affinché potessero soddisfare le inclinazioni del momento. Hai goduto delle tue stesse ricercate parole e dei tuoi gesti esperti e misurati che ti aprivano e consegnavano oggetti impazienti di essere ammirati e gratificati. Parole e gesti che hanno fatto schiudere e ingrossare quei boccioli come fossero sollecitati dal calore rassicurante della primavera.
Hai fatto sapientemente saltare tutti i lucchetti dietro ai quali quelle ingenue e inconsapevoli vittime tentavano di custodire il tesoro della virtù e qualche spicciolo di un’ostentata professionalità. Click… click …. click … piano, secco, un click dopo l’altro hai fatto saltare quelle protezioni. Come gancetti del corsetto che mani sottili e smaltate separano dietro la schiena mentre tu osservi tronfio e ostentatamente distratto.


Hai prolungato all’infinito il tuo piacere, nella solitudine ritagliata tra un momento all’altro dei tuoi diversi impegni. Le mani forti e virili direttamente sul tuo membro e lo sguardo fisso su ritagli e ingrandimenti di foto rubate che le modelle non vedranno mai. Ritagli e ingrandimenti di uno o due fotogrammi in più rispetto a quelli che, esibizioniste e vanitose, sfoggeranno nei loro book elogiando quel fotografo dal quale sono rimaste incantate. Quel fotografo che le ha fatte sentire uniche e che poi, stranamente, è scomparso, ma non riescono a ricordare neanche perchè…
Io non sono una modella, sono una donna, vera, pulsante, viva, intrigante. Donna nata nel segno di Venere e cresciuta con troppi uomini intorno perché non ne abbia saputo cogliere e rubare, strega bambina, l’anima. Donna che sa essere, in base ai capricci del momento, assolutamente indifferente e fredda o fuoco che alimenta forti passioni.


Io non sono uno specchio opaco. Io sono la luce che stavi cercando. Io sono i tuoi pensieri e la tua anima in un corpo di donna, in una voce soave, in un abito stretto ed elegante. Io sono la donna che vorresti essere per conquistare e umiliare ogni uomo, anche quelli esigenti come te.
Sono una donna che, prima ancora di fotografare, vorrai possedere e fare schiava e poi esibire come parte di te. Sono una donna che troverai accessibile, e allo stesso tempo impenetrabile. Sono una donna le cui profondità potrai possedere, interamente, ma mai esplorare.
Dopo avermi posseduta vorrai fotografarmi, aperta, oscena, esibizionista, troia e poi vorrai possedermi ancora, con forza, come un animale. Mi userai come una schiava, come un oggetto, ma sarò un oggetto infinitamente più raffinato e pericoloso degli altri che sei abituato a usare. Io sarò un oggetto consapevole e fiero. Mi gonfierò dei tuoi insulti e perderò ogni controllo al suono di oscenità sfacciatamente dichiarate. Vorrai umiliarmi, ma godrò imprigionata da quella morsa. Non ti basterà la tua bruciante verga, vorrai penetrarmi più forte e più a fondo con tutto te stesso. Mi troverai sempre più bagnata, sempre più disponibile, sempre più schiava e padrona del tuo desiderio, ma, alla fine, sarai tu a piegarti su di me, sfinito, ansimante e fragile mentre riassumi sembianze umane e sorridi a quell’oggetto che è ancora più bello dopo essere stato usato.


Farai scorrere le dita sulle membra fustigate e sarà allora che inizierai a sentire che quelle ferite bruciano e pulsano sulla tua di pelle, ti bruciano dentro. Solo allora ti accorgerai di essere stato spogliato e interamente posseduto da chi si offriva interamente a te. Sarà una sensazione nuova, disarmante. Ci metterai un po’, ma il mio sguardo ti aiuterà a capire: quello che senti sono io, le miei sensazioni, il mio essere orgogliosamente oggetto da usare. Per la prima volta ti sentirai donna e vorrai abbandonarti completamente a me.
Questo ti dico, senza conoscerti, ma sapendo già tutto di te. Tu ancora non credi che sia possibile, ma ti stuzzica l’idea di giocare con me.


Mi scriverai non appena leggerai questo messaggio, avendo riflettuto a lungo su cosa scrivere, ogni singola parola da usare, avendo cercato, su internet, qualche mio riferimento che non troverai.
Non saprai nulla di me, ma ti lascerai leggere dentro, mentre cerchi di conquistare me. Sarò la tua ossessione, il tuo pensiero fisso.
Accetterai la sfida, lo so. Ti libererai velocemente di tutto quello che avevi programmato perché esisterò solo io, nella tua testa, fino a quando non mi incontrerai e, dopo di allora, esisterò solo io nella tua vita.
Ti allego una mia foto solo perché possa compiacerti nel pensare che tu riuscirai a fotografarmi molto meglio di così.
S.






FINE

 





 
 
 





Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale..
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Serendipity
Photo    JUSTINE N

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