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RACCONTI

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Anna L.
Ripagare con la stessa moneta






 



      Era fatta così, pretendeva che le persone la desiderassero, ma in fondo lei non apparteneva a nessuno, era fredda fino allo stremo, voleva solo possedere, usare e poi gettare via!
Squallida agli occhi di se stessa e sempre più sola, andava a letto con sconosciuti, perdendo ogni giorno un pò della sua bellezza e della sua ingenuità…
E pensare che, una volta, era stata una giovane moglie innamorata e non avrebbe mai bruciato i suoi ideali, i suoi valori morali, non si sarebbe mai venduta, né avrebbe elemosinato le briciole, ma ormai tutto era andato a farsi fottere!
Per sentirsi viva aveva bisogno di farsi sbattere come una troia, per udire i battiti di un cuore seppellito sotto le macerie di una storia andata a male!
E diventava puttana, si faceva usare ancora una volta, perchè le stava bene così!

Perchè doveva punire i suoi sbagli, gli imbrogli, l’ ingenuità, punire la sua disillusione.
Riempirsi di peccato e poi scappare con la coda tra le gambe, una donna coccodrillo, questo era!- Lei lo sapeva.
Distruggere e spezzare ogni speranza di redenzione, proprio come in questa notte di stelle e lampioni in uno squallido vialetto, sporco come un gatto randagio, all'ombra di un muro, a farsi pugnalare e ad ogni colpo inferto sotto la sua sottana alzata, senza neppure guardare in faccia chi aveva di fronte, sudava e godeva ad ogni colpo come un animale selvatico.

Lo aveva rimorchiato in uno squallido bar, uno di quelli di periferia, era entrata, un leone in cerca di preda, in una nuvola di tabacco fumante lo aveva visto lì al bancone di un bar con l'aria da bravo ragazzo, i tratti femminei quasi, uno di quei figli di papà, quelli che erano mantenuti all'università, magari che avevano smarrito la strada o forato una gomma ed erano entrati per telefonare a mammina e papino per farsi aiutare, lo aveva puntato e poi si era avvicinata suadente al bambino viziato: "-serata no?"-

lo aveva guardato con un sorriso malioso poi gli aveva sussurrato all’orecchio
-"seguimi"- poi era uscita afferrandolo per la mano e trascinandolo fuori dal locale, senza neppure aver ricevuto risposta...

Ora era dentro a quel vicoletto con un ragazzino che aveva si o no la metà dei suoi anni e non riusciva a capire se era soddisfatta di ciò, fatto stà che ad ogni colpo udiva il cuore battere e il respiro affannarsi, provando il piacere del possesso nell'intimità.
Poco le importava se il bambino era stremato quello che voleva era godersi il momento e sentirsi viva come non le era mai capitato...da quando aveva trovato il marito a letto con un'altra.

Ogni volta che scopava con uno sconosciuto rivedeva quel film.
La mente ripercorreva i mesi precedenti e tornava a quella sera balorda in cui, era rientrata prima dalla seduta dal parrucchiere, era felice, e si sentiva attraente, immaginava lo sguardo compiaciuto di Andrea al suo ritorno, ma presto dovette materializzare che nulla è come lo vediamo con gli occhi della mente, infatti era entrata e lo aveva trovato nel pieno di un orgasmo, sdraiato sul letto che stava letteralmente montando una sua alunna, il porco, era professore universitario!

Lei era rimasta sull'uscio, impietrita a guardare la scena in uno specchio che ritraeva vivide le spalle del marito e le espressioni di libidine della troia, i due se la spassavano alla grande!

Aveva guardato tutto; fin nei minimi particolari, ascoltato ogni sussurro, ogni gorgoglio, il porco spingeva e lei era stesa quasi spiaccicata alle lenzuola umide, in estasi, a terra preservativi usati...

D'improvviso ogni cosa era diventata misera, quella casa, il pallore della lampada, il loro letto nuziale, l'uomo che aveva "venerato" fino a quel momento, lei stessa e i suoi grotteschi capelli ancora caldi di phon.

Aveva guardato tutto per non dimenticare alcun particolare, poi era uscita con la rabbia in un cuore bloccato, congelato, senza battiti e fu così che in preda alla follia decise di far sesso con chiunque le fosse capitato a tiro poiché lo avrebbe ripagato con la stessa moneta! Sì, con la stessa moneta!

Dopo aver vagato senza meta era entrata in un parcheggio ed aveva fermato l’auto per riflettere e cercare di calmarsi, ma lì aveva trovato un uomo sulla sessantina calvo e grasso e guardatolo bene decise che faceva al suo caso, decidendo di mettere in atto la sua vendetta; dopo essergli letteralmente saltata addosso e lo aveva scopato ben bene spiaccicandolo alla sua macchina legandolo con le calze al parabrezza, senza curarsi dei passanti, perchè voleva essere troia, voleva usare, voleva farsi usare!

E nel viso del povero malcapitato, nelle sue espressioni di godimento vedeva quel porco di suo marito e sentiva le urla di piacere della troia... E più sentiva le urla, più continuava a spingere a fare morire lo sconosciuto, che intanto era venuto...dentro di lei.
Poi si era alzata ed era andata via lasciandolo stravaccato sulla sua macchina.
Suo marito la tradiva con una puttanella di nemmeno 20 anni! Era sotto choc...

Aveva camminato a lungo, poi era tornata a casa come se nulla fosse successo, aveva aperto la porta, la camera era in perfetto ordine e suo marito era sulla poltrona come ogni giorno, a fumare una sigaretta nascondendosi dietro il giornale.
Si era avvicinata ancora un pò sconvolta ed odorosa di umori sconosciuti
- Ciao amore!- lo aveva baciato sulla fronte.
Dove sei stata oggi?- aveva chiesto lui ignaro della sua vendetta.
- Niente dal parrucchiere, poi a fare compere, dove vuoi che vada? A Proposito come sto? -

Gli aveva sorriso con lo sguardo infuocato sforzandosi di essere indifferente .

- Sembri più bella del solito - aveva risposto lui senza nemmeno guardarla.

E anche stasera avrebbe fatto così, non appena avrebbe finito di scoparsi questo bastardello viziato, non appena avrebbe finito di farsi riempire e il suo cuore avrebbe smesso di battere sarebbe tornata a casa come se nulla fosse successo ed avrebbe recitato le parti della mogliettina stupida e fedele, ma lo aveva ripagato con la stessa moneta!




FINE

 





 
 
 





Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale..
© All rights reserved
Anna L.
Photo    Aleksandr Churakaev

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