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RACCONTI

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Anna L.
Parlami d'amore Mariù






 



      Credo proprio che qualcosa dentro di me si sia rotto...
Un ingranaggio, un bullone..

La nuvoletta su cui galleggiavo si è tramutata in una bolla di sapone ed è scoppiata!
Sono entrato in contatto con la realtà, ma a dire il vero è stato meno doloroso
di quanto immaginassi!
E' stato piacevole, un sollievo!
Se di sollievo si può parlare!
All'improvviso mi sono guardato bene, dal di fuori, e ho capito, che la vita ci scorre sotto gli occhi, mentre noi siamo impegnati a fare altro!
Ed è molto abile, non si fà notare mentre lo fà...
tu sei distratto e lei furtiva e aqquattata come un soldato d'assalto, striscia via, tu invece resti lì, con gli occhi stralunati ipnotizzato, immobile come un fantoccio, un manichino da vetrina.
Credi di star vivendo e ingenuamente sorridi, non sò se avete presente, di quei sorrisi assenti, tipo burattino...
Così ho fatto io per tre anni, poi mi sono svegliato, d'improvviso la nuvoletta mi è scoppiata proprio sotto gli occhi, ma questa volta ho sentito il botto! proprio un boato abnorme!


Ed è iniziato il crollo degli ingranaggi, la rottura dei bulloni e delle viti, il risveglio dalla bolla di sapone.
Tornavo a casa come ogni giorno, dal lavoro, quando...tutto per colpa di un telefonino scarico, non ho poturo avvertire, che sarei tornato prima.
A quell'epoca avevo quel sorriso disegnato sulla faccia come un automa, vivevo senza vivere, ma credevo di stare vivendo!
Riconosco che la cosa sembra strana come concetto...
Ma dopo qulla "botta" anche io sono strano, lo ammetto! trovo difficoltà a farmi capire, provo una certa apatia.
Essendo uscito prima dal lavoro, andai in un ristorante cinese, questo lo ricordo bene, ero abbastanza stanco, a quei tempi lavoravo molto, ricordo che ero preso dai conti, e pensavo alle scartoffie che avevo lasciato in ufficio, allora erano importanti!
Nel ristorante c'era puzza di fritto, quell'odore che si attacca ai vestiti, pensai che mia moglie non lo avrebbe sopportato e come al solito mi avrebbe fatto svestire nell'anticamera.
A volte Maria mi trattava da bambino, ma io l'amavo e tutto nella nuvola ti appare così romantico anche svestirsi nell'anticamera in pieno inverno, allora forse pensavo davvero di essere un bambino, me ne convincevo, lì nella bolla non capivo cosa succedeva, pensavo che Maria si sarebbe presa cura di me per sempre.
Fatto era che dormivamo in letti separati, camere separate, perchè russavo mi diceva.


Ero in quel ristorante, mentre aspettavo per gli involtini primavera, guardai una cassiera, una cinesina, bassina sembrava un pò Maria, aveva le sue stesse mani, e di spalle era spiccicata lei, stessi capelli neri, lisci fino alle spalle stessa altezza, soprattutto stesse mani.
Pensavo a Maria, a quando sarei tornato a casa, alla sorpresa che le avrei fatto, a lei che mi diceva Gianni puzzi di fritto, dove sei stato? di nuovo a mensa? La devi smettere con le fritture, non vedi che sei ingrassato?
svestiti in anticamera! mettiti le pattine.
Ma poi avremmo mangiato insieme, e tutto sarebbe cambiato.
Così guardai la cinesina e sorridendo, lei fece un gesto di riverenza porgendomi il sacchetto, e il conto, poi guardai di nuovo le sue mani come quelle di Maria.
Ho avuto sempre il gusto per i particolari, e la cosa che mi faceva impazzire in una donna erano le sue mani, erano piccole, affusolate curate come quelle di una bambina.


Raccolsi il sacchetto da quelle mani piccine ed andai via sempre con quel sorriso ebete stampato.
Lungo la strada mentre camminavo verso casa guardavo le vetrine dei negozi, i volti dei passanti non mi facevano paura.
Oggi nessuno deve guardarmi, mi infastidice, allora credevo fosse normale, adesso mi guardano male.
Mentre tornavo a casa vidi una vetrina che mi incuriosì c'era una cosa che sarebbe sicuramente piaciuta a mia moglie, Maria amava sferruzzare con la lana, era stata a scuola dalle suore che le avevano insegnato a ricamare e a cucire, quando le chiedevo cosa facesse nei pomeriggi in cui era da sola, e lei mi mostrava i maglioncini fatti con le sue mani, spesso passava i pomeriggi con Ada la vicina a sferruzzare, a cucire o ricamare.
Così entrai in quel negozio e le presi la lana più bella e pregiata il colore era blu e azzurro, e già la vedevo muovere le sue minuscole mani di fata , intrecciare quei fili, la vedevo ricevere il mio regalo con un sorriso.
Uscii dal negozio, mi incamminai verso casa, il sole era pallido, ma dato il mio sovrappeso mi faceva sudare, Maria odiava l'odore del mio sudore, diceva che le faceva ribrezzo, prima di pranzo avrei dovuto farmi una doccia, facevo tutto per lei, io la amavo.
A volte era fredda, anche nel fare l'amore sembrava non mi volesse...ma forse era solo stanchezza.


Ero giunto nel vialetto di casa intanto, il cuore mi batteva nel petto, ero sudato per la passeggiata, ma avevo un pò freddo, tirava vento questo lo ricordo.
Guardai la finestra del nostro balcone era spalancata, una musica filtrava dalle finestre: " parlami d'amore Mariù, tutta la mia vita sei tu!". Intanto salivo le scale stringevo il sacchetto con gli involtini, "gli occhi tuoi belli brillano! fiamme d'amore scintillano!" Dimmi che emozione non è..dimmi che sei tutta per me"..
Arrivai alla porta di casa, con il cuore in gola e il fiatone..puzzavodi sudore.
Silenziosamente estrassi la chiave per farle una sorpresa..
Aprii la porta la musica risuonava per le stanze, silenziose, Maria era in bagno, sentivo dalla doccia scrosciare l'acqua, la porta del bagno era socchiusa, volevo guardarla, vedere le sue meravigliose minuscole mani che scivolavano sul suo corpo bagnato.
Aprii leggermente la porta, ero sudato, il cuore mi batteva: "parlami d'amore Mariù, tutta la mia vita sei tu"la radio cantava.
Tutto era meraviglioso..ma poi ho sentito quel botto, qualcosa dentro di me si è rotto...


Un ingranaggio, un bullone..Così ho fatto io per tre anni, poi mi sono svegliato, d'improvviso la nuvoletta mi è scoppiata proprio sotto gli occhi, ma questa volta ho sentito il botto! proprio un boato abnorme!
Ed è iniziato il crollo degli ingranaggi, la rottura dei bulloni e delle viti, il risveglio dalla bolla di sapone.
La nuvoletta su cui galleggiavo si è tramutata in una bolla di sapone ed è scoppiata!
Sono entrato in contatto con la realtà, ma a dire il vero è stato meno doloroso
di quanto immaginassi!
E' stato piacevole, un sollievo!
Sentivo Maria ansimare, vedevo due corpi nudi muoversi e poi Sii!siii!
Ada..mi fai morire! AAAAAAAAAhh siii Ada ti voglio, sei mia solo mia e le sue minuscole mani che si muovevano!
La radio suonava.."parlami d'amore Mariù, tutta la mia vita sei tu.."
Ho socchiuso la porta, col cuore che batteva,singhiozzavo, ero sudato, questo lo ricordo, ricordo la musica, ricordo la confusione intorno a me.
ricordo la strada, ricordo la cinese del ristorante imbavagliata da fili di lana blu e azzurra, ricordo, le sue mani quando le ho tagliate, vedevo Maria, sentivo Ada ansimare!


Ricordo che sono scappato, che mi hanno picchiato e poi arrestato.
Sento ancora Maria che mi chiede:"Gianni, che cosa hai fatto? Ricordo le sue lacrime, perchè...perchè lo hai fatto Gianni?
Credo proprio che qualcosa dentro di me si sia rotto Maria...
Un ingranaggio, un bullone..devo averti risposto così mentre ti guardavo le mani, ma è stato piacevole,
un sollievo!
Se di sollievo si può parlare!




FINE

 





 
 
 





Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale..
© All rights reserved
Anna L.
Photo    Aleksandr Churakaev

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