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RACCONTI

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Anna L.
Il sangue puzza di marcio






 



      Sua Madre era in un letto d'ospedale, Caren non poteva sopportarlo.
Era stato lui a ridurla così. Un animale, questo era!
La saletta vuota, scialba, puzzava di ospedale, mescolato ad alcol e paura.
Era stato lui, IL mostro, IL compagno, l'amico Della mamma, l'uomo che lei adorava! L’aveva sfigurata.
Anche se era una bambina, certe cose Le capiva meglio di chiunque altro!

Il sole penetrava DA una finestrella illuminava IL viso Della donna, lividi e tumefazioni ovunque, tossiva, perdeva sangue dalla gola, IL sangue puzza, puzza di marcio!
Gli occhi gonfi di pianto, Caren era seduta su di una seggiola dura, fredda, e la guardava senza parlare.
Sua Madre non aveva più un volto, sua Madre non aveva volto! Lo ricordava, come era successo.

Era tornata DA scuola quella mattina come al solito, allegra e gioiosa spalancando la porta dell’inferno,
Li aveva visti, mentre litigavano, aveva visto negli occhi di lui IL fuoco, sentiva urla, pianti, sembrava IL wresling, ma era vero!
Non c’erano attori, non c’erano maschere, non c’erano giudici.
C’era sua Madre che piangeva e c’era lui IL mostro, sembrava un Toro che calciava, calciava dappertutto, la mamma a terra e IL sangue.

Era scappata via, non aveva fatto nulla per difenderla Caren non se lo perdonava. Non ci riusciva!
Era scappata per paura di essere picchiata, di essere calciata anche lei, pestata come una cosa.
Le mani ciondoloni, IL viso spaventato e paonazzo una corsa furibonda, IL fiatone, Le lacrime su per una salita, l’adrenalina nelle vene.
Non aveva fatto nulla, era scappata. Vigliacca, che vigliacca era stata! Si era nascosta lì nel bosco, senza reagire.

Aveva iniziato a piangere, ad ondeggiare su e giù, con la mente congelata dal terrore, Le sembrava di essere in un'altra parte del mondo, su un altro pianeta, sospesa. Non era la 1° Volta, che assisteva a quell’orrore, non era la prima Volta che IL mostro la riduceva così.

Sarebbe stata l’ultima però, se lo sentiva nella mente, lei la sentiva quella vocina, diceva –uccidilo, uccidi IL mostro! La tartassava!
Tua Madre non ha più volto e TU non hai più vita. Uccidilo! Uccidi IL mostro. E intanto si sentiva così cattiva. Così arrabbiata!
E con Le unghie si graffiava sulle braccia vedendo IL sangue scendere a gocce sullo squallido pavimento - è vero pensava, IL sangue puzza, puzza di marcio!




FINE

 





 
 
 





Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale..
© All rights reserved
Anna L.
Photo    Aleksandr Churakaev

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