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RACCONTI

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Achìria
Il sogno






 



      Anna si tolse distrattamente le scarpe e lasciò che cadessero a terra, una per volta. Raccolse le gambe sul divano e si strinse di più nella maglia. Che freddo, pensò. Un freddo così non lo sentiva da tanto. Era stata a cena con lui. Un invito speciale, una sera importante. Appena tornato dal viaggio le aveva mandato un biglietto dolcissimo: gli era mancata in quei lunghissimi giorni, aveva sentito pressante il desiderio di vederla, di stare con lei, di guardarla e di stringerla, di averla tutta per sé. Un invito che non ammetteva rifiuti. Anna si era preparata con calma. Sapeva come piacergli, come affascinarlo, come stuzzicare i suoi sensi. Aveva deciso di andare. Anche per lei stargli lontana era stato difficile. Voleva capire… sentire cosa provava davvero. Voleva provare a lasciarsi andare, a chiudere gli occhi e non pensare più a niente. Chissà cosa sarebbe accaduto…

Indossò un abito nero, scollato sulla schiena e i tacchi più alti che aveva. Calze velate e sottili sulla sua pelle di seta. Raccolse con un fermaglio i capelli morbidi e biondi e truccò il viso con cura. Si fermò un attimo, prima di uscire, per un ultimo sguardo allo specchio. Si vide con gli occhi di lui e lo immaginò emozionato sfiorarle con un bacio la mano. Le piaceva quel gesto… la faceva sentire preziosa.

Il taxi la portò al ristorante. La stava aspettando. Lo vide, in piedi, accanto all’ingresso, con un cappotto nero a tre quarti e il sigaro ancora acceso tra le dita. Adorava il profumo di quel sigaro. Le entrava nella pelle, le restava dentro tutta la notte, dopo che si erano visti. Le venne incontro, le prese la mano senza dir nulla e gliela baciò. Lei sorrise e socchiuse gli occhi. La sala era elegante, i piatti raffinati, il vino squisito. Una musica lieve in sottofondo alle loro parole, intime e piene di emozione. Si era chiesta tante volte cosa le avesse impedito, fino a quel momento, di lasciarsi amare da lui. Da quell’uomo così carico di fascino. Così innamorato di lei da perdere la testa, da fare cose straordinarie pur di vederla, pur di non perderla. Anche quella sera continuava a pensarci.

Era immersa in un sogno. Si sentiva speciale. Sapeva di essere fortunata, che le donne in sala, in quel momento, la guardavano con una punta d’invidia. Affascinante e bello, con una luce in più donata dagli anni, non pochi e non troppi. Elegante e raffinato. Artista e gentiluomo in un connubio straordinario. Si era lasciata baciare, prima di tornare a casa… Lui le si era avvicinato dolcemente, guardandola negli occhi, quasi a chiederle il permesso… Le aveva accarezzato le guance, poi il collo e la nuca, lievemente dietro ai capelli. Aveva avvicinato con delicatezza le labbra al suo collo nudo, lasciandola raggiungere dal loro tepore.

Anna si era sentita inondare dal suo profumo. Dolce e deciso, delicato ed intenso. Aveva chiuso gli occhi e reclinato il viso, per offrirsi ancora al suo tocco leggero, al suo fiato lieve, sul collo. Era stato allora che le labbra di lui avevano raggiunto le sue, morbide e calde, appena dischiuse. L’avevano prima sfiorata e poi baciata a lungo. Si sentì perdere nel sapore di quel bacio, si abbandonò al calore che lento le invadeva la pelle, la travolgeva, la trascinava in un dolce allentarsi di sensi, in un accendersi denso di vibrante emozione, in un salire crescente di desiderio profondo. Lasciò che lui la attirasse a sé, sentì la forza delle sue braccia, la sua stretta decisa, il calore del suo corpo vicino… Il loro profumo che si univa, che si fondeva, che invadeva a poco a poco l’aria.

Fu un attimo, un attimo soltanto… poi Anna riaprì gli occhi e si scostò da lui. Gli diede un bacio sulla guancia e se ne andò. Non era pronta… non quella sera almeno, e forse mai. Stava vivendo il sogno di lui… non il suo. Ora l’aveva capito. Il clacson di una macchina in strada, voci in lontananza, un’autoradio sconosciuta e i suoi passi decisi sul marciapiede buio. Voleva tornare a casa. Sfilarsi le scarpe e sciogliere i capelli. Voleva una tazza di tè bollente e una coperta sotto cui scaldarsi. Aprì il portatile e lo accese. Sul video luminoso una parola l’attendeva silenziosa… “Anna…” Il suo sogno era lì, cominciava ora. Un sogno fatto di parole, senza ancora un volto, né uno sguardo, solo suoni dentro al cuore, eco sulla pelle. Nulla del suo corpo, del suo sapore, del suo profumo… ma l’uomo che scriveva così bene conosceva i suoi pensieri, anche quelli più segreti e audaci e le parlava all’anima…





FINE

 





 
 
 





Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale..
© All rights reserved
Achiria
Photo    Julia Kuzmenko

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