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RACCONTI

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Schweigen
La benzinaia






 



     Le macchie d’olio e l’odore penetrante del benzene restano sposi della tuta larga, che riesco a sfilare per prima abbandonandola sulla sedia. Mi osservo specchiata nel plexiglass, l’intimo giovane e gioioso modella col biancore della pelle il mio corpo, e lancia sguardi ai calzettoni grigi arrotolati che spuntano dagli scarponcini gommosi bisunti. Io sono un capolavoro di simpatia e bellezza femminile.

Così l’accoppiamento è stato ininterrotto per sei ore: il cielo e l’asfalto, i raggi del sole e i rumori, i volti e le lamiere, i ciliegi lontani all’orizzonte in aperta campagna e le persone strette negli abitacoli. Ora nuda io guizzo principessa in minuscolo castello di cristallo. L’acqua va e viene sul mio corpo come le auto e la strada, come i viaggi continui della gente: le speranze gli amori le noie, le partenze i ritorni, il lavoro e lo svago, le fughe e l’impazienza di rivedere chi t’ama.

Ora sciolgo i capelli e l’insapono e sono il percorso più bello, quello del bimbo che dorme tranquillo sognando sorrisi. L’acqua colpisce le palpebre chiuse; la dirigo sul grembo e il cespuglio si fa glicine e salice piangente: divertita ne rido. Così tu mi sorprendi: tu non lavato, tu che non togli la tuta e mi sollevi appena uscita dall’urna di luce. Mi inviti e mi conduci a riannodare con la pelle pulita e il dolce corpo sudore unto e fatica, imprecazioni e risate, volti persone sguardi. Tu sei per me la strada e io per te la guida, e poi la via del ritorno dove tu sei percorso e io sosta e meta, fino al respiro del moto che si calma lieto, fino al breve ma splendido riposo.

Così ostinata pulsa in noi la vita, piena di ribellione e di dolcezza. Riesco all’aperto di nuovo principessa, caracollando pochi passi sui decolté smaltati tra le carte lasciate dai bimbi e le pozzanghere d’olio. Il sole rosso basso lascia, come te sul mio corpo, pennellate lunghe nel cielo. Sorrido se riempio i polmoni all’odore penetrante del prato, tagliato da poco…






FINE

 





 
 
 





Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale..
© All rights reserved
Schweigen
Photo   Peter Nguyen

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