HOME       CERCA NEL SITO       CONTATTI      COOKIE POLICY

1
RACCONTI

1

Schweigen
La Dolciara






 



     Le paste insomma sono tutte pronte sul tavolone in marmo murato al pavimento al centro del laboratorio grande: di fronte gli campeggia il piano di cottura, maestoso, con la sua cappa metallica splendida, a cercare il cielo se non ci fosse l’altissimo soffitto; e al lato opposto il vano di preparazione con i sapori colorati suddivisi nelle plastiche tenui, e quelli minori nei barattoli in coccio… bella la domenica mattina, mattina presto; forse la cosa più bella che ci sia, che gli altri dormono e io son qui dalle quattro di notte a preparargli le dolcezze ai bimbi o ai vecchi; oppure alle ragazze e perché no agli amanti; o anche a consolarli in fondo al pasto della loro dorata solitudine. Ora mi scopro – prima no, non lo so perché mai, o forse… - ad amare e ad odiare il lavoro che faccio per loro,a seconda di come li vedo…

Sì son qui sola come da un po’ accade al lavoro decorato in famiglia dei miei nonni e dei miei genitori. Eppure tra noi andava bene e bene è andata per anni, parecchi: tu mi ammiravi agli ultimi ritocchi con lo sguardo di quando a vent’anni fummo soci ed amanti, e mi dicevi vattene a dormire con la stessa dolcezza dei primi momenti; eri bravo a far conti, a tenere pulito il negozio davanti, a conoscere bene i clienti. Quando all’orario di chiusura tornavo ti trovavo contento, e riordinare insieme era il preludio della nostra festa… Non so come accadde, in poco tempo diventasti freddo, come venissi ad aprire l’ufficio (tipo bolli o tributi o qualcosa del genere…); sembrava che dicessi adesso sbrigati; per non parlare del ritorno a casa, e tutto il resto. Ecco: tutto il resto!

Eri, sei ancora un bell’uomo diritto, intelligente certo. Non sarò zucchero e bigné in eterno, ma neanche male ed anzi forse meglio, con i tondi aggraziati al posto giusto. Come le paste. Già: come le paste, mentre tu gli assomigliavi assai meno, assai meno di un tempo; e poi niente, alla fine più niente, e tra te e loro adesso ho scelto loro.

Sento la porta scorrere: una follia andare avanti da sola, dalle quattro di notte alle tredici, fare l’artista e servire i clienti, magari col sorriso. Impossibile! E la preparazione, il gioco delle mani, l’assaggio - succhiando il dito come da bambina - il disegno cremoso… beh questo lo volevo fare io. E io soltanto. Mi era sembrato un giovanotto serio; dieci e forse anche quindici di meno. Sull’onestà mi avevano informata. Il primo giorno nel laboratorio entrò coi suoi capelli scarmigliati, castano scuri, gli occhi come nocciole. “Posso assaggiare?” mi chiese sfacciato; ed accettai. Una sola, con eleganza, con educazione, complimenti sinceri (“a lei: la pasticciera!”).

Poi gli indicai la tuta, la veste bianca il grembiule e il cappello: “puoi andare là dietro se vuoi” gli ripetevo mentre lui si spogliava, mentre mi sollevava sulle braccia. Come una sposa. Mi adagiava sul tavolo di marmo: con gli occhi io vedevo vicinissime le paste, giganteschi sentieri di vaniglia, che gareggiavano coi miei capezzoli, con i bigné generosi dei glutei, i pasticcini teneri degli alluci; gli occhi bon – bons fondenti, il viso impallidito alla meringa, ma poi quasi ciliegia (“sei una morettina tutta panna… con un po’ di liquore: mi piacciono le zeppole, sai? mi piace… chi le sa fare”).

E finalmente riascoltai le parole, come desideravo di sentire: con la dolcezza, la stessa dolcezza, che io alla gente so regalare: sei proprio brava: vai a riposare. E’ un mestiere d’artista il mio. Io lo so fare bene. L’ho sempre amato. Da qualche tempo forse un po’ di più…







FINE

 





 
 
 





Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale..
© All rights reserved
Schweigen
Photo   Peter Nguyen

Tutti i racconti di Schweigen su LiberaEva
Il presente racconto è tutelato dai diritti d'autore.
L'utilizzo è limitato ad un ambito esclusivamente personale.
Ne è vietata la riproduzione, in qualsiasi forma, senza il consenso dell'autore



 

1

1

 


SEGUI LIBERAEVA SU

1 1 1

 

 

Tutte le immagini pubblicate sono di proprietà dei rispettivi autori.
Qualora l'autore ritenesse improprio l'uso, lo comunichi e l'immagine in questione verrà ritirata immediatamente.
( All images and materials are copyright protected and are the property of their respective authors.
If the author deems improper use, they will be deleted from our site upon notification.) Scrivi a liberaeva@libero.it

Questo sito non utilizza cookies a scopo di tracciamento o di profilazione. L'utilizzo dei cookies ha fini strettamente tecnici.
 COOKIE POLICY


 

1

TORNA SU (TOP)

 LiberaEva Magazine Tutti i diritti Riservati  Contatti


1