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RACCONTI

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La Passiflora
Madhi






 



      Sto dicendo di come mi porto la tua presenza addosso, nell’attimo in cui ti intravedo senza guardare nella tua direzione. La mia fragilità si scontra con la soglia del tuo essermi dentro. Un rivestirmi in movimento. Mi rimane impressa ogni volta la reale intenzione del tuo legarmi, nel modo di non concedere sconti, che come un orologio ritmi il passaggio nel mio corpo.

C’è qualcosa in te che riconosco nella conquista della mia metamorfosi. Lasciarmi trascinare, allontanarmi da me. Io. Svestirmi di tutto, mostrandomi senza la parte morta.

È come scomporsi, suddividersi, nell’assenza del dolore, per rimarginarsi nella gioia blu di qualcosa che è cambiato e tira su, alto e bello, in mezzo al desiderio fortissimo nel fondo di ogni risorsa.

Non c’è mai una seconda volta, ogni incontro è diverso e si tratta di vedere io stessa il dono di una rosa che non dimentica. La luce sempre accesa sulla mia carne, la meraviglia ancora in boccio per la missione di apporre il sigillo di protezione – come un permesso ad accarezzare la libertà seria di conservare, di scambiarsi e di vivere la regola d’oro.

L’oro rosso che ci scuote la vita e ci cresce dentro come una fontana d’amore, la canzone di una campana di ottone che ci trattiene il tempo, scolpendo i minuti le ore mentre siamo all’apice del nostro progetto. La strada da seguire. La domanda che stupisce perfino gli increduli mentre attraversano il ponte nel punto esatto in cui volevano essere.

Ma racconta amore.

La risposta dietro al velo di cui non possiamo fare a meno. L’onda sollevata che ci prepara a sponde sconosciute. Sempre davanti a noi. Perfetta nel mezzo della testa. Stelo di papiro disteso sulla fronte.

Tocca, accarezza in seno il mio centro. Si rivela così quel divino armonico che ci fa santuario. Corpo istinto e rovescio.

Così radiosa, la casa bianca che ci ospita, ci commuove e ci asciuga le lacrime nell’attimo stesso che l’aria coi nostri respiri diventa di fuoco. Ma ancora c’è troppo silenzio, intraducibili sono le parole, a lungo fissate negli occhi della coscienza.

Crediamo di impazzire. Con l’unica voglia di essere vinti.














FINE

 





 
 
 





Il racconto è frutto di fantasia.
Ogni riferimento a persone e fatti realmente accaduti è puramente casuale..
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La Passiflora
Photo   hanny honeymoon


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