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Singha's photography

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FOTOGRAFIE

La Maison delle 150 ragazze

 
A Saigon c’è una Maison rouge senza finestre. Se passi di notte per Dai Lo Nguyen non puoi non notarla. Qui non si parla la nostra lingua, ma un brusio bastardo di inglese e francese, di thai e cinese che s’accalca ogni sera per prendersi il meglio.
 

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 CREDITS
Singha's photography - Thailandia
https://www.facebook.com/SinghasPhotography
© All rights reserved

incipit Adamo Bencivenga



Sai, qui si crede nel destino, quello benevolo che nonostante ci abbia fatto nascere povere, ci fa crescere belle, appetibili agli occhi di qualunque straniero.
Se tu non hai nulla in contrario puoi fare di noi un’amante, una devota ragazza che ti segue nel bene e nel male per il tempo che rimani da queste parti.
Seguirà l’ombra dei tuoi passi nell’unica meta dove non esiste la guerra, lungo le strade dove non c’è fango e dolore. Ma se vuoi, se è troppo gravoso l’impegno,
puoi tranquillamente affittarla ogni sera, senza promessa o dovere e nemmeno un acconto.
Lei t’aspetterà frusciando la seta sulla pelle pulita, e tu potrai fidarti ad occhi chiusi, perché lei conosce a memoria i vicoli stretti e le stradine più fitte,
conosce a memoria le stanze qui dentro, dove non si sente il rumore, il rimbombo soffocato di mortai e cannoni. Non si sente l’odore rappreso del sangue,
polvere e terra che tura il naso e secca le mani, ma quello d’oppio e tabacco che si fuma per deridere la vita ed insultare la morte.

Se arrivi a Saigon dall’aeroporto non puoi non fermarti nella Maison delle 150 fanciulle, perché il tassista prende la mancia e non ha di meglio da offrirti
lungo l’unica strada dove non ci sono macerie ed il neon intermittente ti fa credere altrove.

Ti chiederanno se sei sposato, se hai dei figli, ma poi non ha importanza se lo sei veramente, perché quello che conta è un letto a baldacchino,
è ripararsi dalle mosche quando si dorme, lavarsi la faccia con l’acqua corrente.

Se vieni a Saigon non giudicare da occidentale, non pensare che siamo carne da bordello, perché non è un ballo continuato
al piano di sopra che ci fa puttane, non è un rifiuto che ci fa sante.

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