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Guardami, come
se m’avessi scovata dentro un guscio di noce, tra le spine dei rovi come
more e lamponi. Accecati al rosso delle mie labbra perfette, abbagliati
e pretendi rispetto per ogni goccia di sangue che s’addensa e che
s’aggruma, per ogni goccia di seme che mi sfama e mi disseta nei canali
prosciugati dove ristagna solo melma. |
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