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DICONO DI LUI
"...Essenza e apparenze: due termini - al plurale il
secondo - nel cui involucro battono convulse le ali verità
indicibili
di ombre, di confessioni senza interlocutore, di schiavitù
psicologiche
rimosse, di nostalgie dell´ignoto (o dell´infinito, come scrisse
Carducci), agitate dall´ermetismo sacrale dell´icona o del feticcio
come dal realismo metafisico dechirichiano, dal verso omerico come
da
Kafka. Oggi, questo davvero essenziale evento espositivo obbliga
alla
sosta oltre la soglia di tale consapevolezza di pensieri, nel loro
ingorgo e nella loro chiarezza, attraverso l´abbagliante bianco/nero
(talvolta l´identità del nero sta proprio nel bianco, e viceversa)
di
Leonblas, lungo le fisionomie dei suoi corpi-volto, nell´àngor che
le
delinea..." (Rodolfo Tommasi - Dicembre 2005)
"...la
pittura di Leonblas...è
scandita da situazioni e non da personaggi, sebbene questi appena
riconoscibili, diano il senso dell´immagine, caratterizzata da un
colore cupo, denso e dato dinamicamente. Lontano da accenti
retorici, i
quadri di Leonblas comunicano messaggi non privi di riferimenti alla
solitudine, alla drammaticità di certe azioni e situazioni,
indicandola
attraverso uno <<scavo ideale>>..." (Liletta Fornasari in "La
Nazione di
Arezzo - Ven. 18 dicembre 2005"
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