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INTERVISTA

 
 
 
 
 
 
 

Gianluca Trainito

Fotografo di me stesso

 La fotografia è un testo. E come un libro deve avere un inizio ed una fine.
Fotografando qualcuno, io fotografo me stesso… il me interiore… il mio Essere!
Le mie foto sono come io vedo il mondo ed anche se i soggetti ritratti sono diversi ed impersonificati da modelli diversi, paradossalmente potrei dire che sono tutti autoscatti.
L’arte la fa chi compra, chi ti recensisce ed il parere della gente. Non credo si possa essere artista perché lo si decide di esserlo.

 
 
 
 
 

1. Domanda d’obbligo: in quale occasione ti sei avvicinato alla fotografia?
Sono stato attratto dalla fotografia fin da quando ero veramente un bambino. Le macchinettine fotografiche, la magia di bloccare un attimo di realtà mi affascinava ma non avendo mai avuto nessuno in famiglia veramente appassionato, la fotografia si è impadronita di me soltanto con l’acquisto della mia prima reflex, durante l’ultimo anno di liceo. Fin da subito non mi sono mai accontentato di fare “foto ricordo” anche se usavo la macchina prevalentemente in vacanza. Per me la fotografia è una forma di scrittura o un sostitutivo del disegno… e visto che non so ne dipingere ne disegnare, ecco che mi sono gettato a capofitto nella fotografia.

2. Quali esperienze annoveri nel campo della fotografia fino ad oggi?
Considerato che ho 26 anni e che ho deciso di intraprendere questa carriera in ambito professionale solo da un paio di anni, posso dire di aver già un buon bagaglio di esperienze.
A prescindere dai lavori commerciali che mi provengono da uno studio fotografico con cui collaboro, vanto già una mostra personale, molte mostre comuni, diversi premi vinti e vari riconoscimenti sul web. Diverse vetrine fotografiche mi hanno dedicato piccoli o grandi spazi. Photographers.it, FotografiOnline.com, Photo4u.it, in italia e DeviantArt, FreshNudes.net e Bustyful, all’estero, sono solo le vetrine più prestigiose che hanno pubblicato mie foto in home page.

 
 

   

 
 
 

 
 
 
 

 E ovviamente non dimentichiamoci delle recensioni, tra cui quella prestigiosa ed importante di Giorgio Rigon (padre del famoso Gabriele) ad una mia galleria, che per altro è pure pubblicata qui su LiberaEva!
Però, direi che il traguardo più grande è stato quello di essere stato scelto da un importantissimo studio fotografico di Milano e che da settembre dovrei iniziare questa nuova esperienza.

3. Ci sono dei fotografi che consideri tuoi maestri? In cosa ti hanno influenzato?
Le influenze sono tante ed in realtà più che da fotografi sono stato influenzato dai miei studi in Semiotica. Però se devo indicare qualcuno come maestro, indico sicuramente Newton per le fantastiche pose, il contrasto e la filosofia di immagine e Avedon per affezione al fashion style che sicuramente lui ha contribuito a definire in modo preciso.

 
       
 
 
 

4. Quando secondo te la fotografia diventa arte e il fotografo artista?
Sinceramente non è un dubbio che mi pongo… semplicemente perché già fotografando compio un atto fortemente personale. Anche nell’operare uno scatto su committenza, non posso dire che quello scatto sia completamente spersonalizzato. Magari sarà solo che fin ora non ho trovato eccessiva rigidità nelle richieste, ma fin ora mi sento di dire che tutte le immagini che ho realizzato sono una “filtratura del mondo tramite i miei occhi… e la mia mente”. Per il resto l’arte la fa chi compra, chi ti recensisce ed il parere della gente. Non credo si possa essere artista perché lo si decide di esserlo.

5. L’occhio con il quale fotografi cambia in funzione del soggetto, oppure i tuoi scatti riflettono tutti una tua personale poetica?
Assolutamente la seconda! Come ho già detto le mie foto sono come io vedo il mondo ed anche se i soggetti ritratti sono diversi ed impersonificati da modelli diversi, paradossalmente potrei dire che sono tutti autoscatti.

 

 
 

   

 
 
 

 

 
 
 
 

6. Cosa vuoi trasmettere fotografando un corpo senza veli?
Voglio trasmettere i miei pensieri, i miei stati d’animo, la mia visione del mondo… Se fotografo senza veli, l’ultimo dei miei pensieri è cercare un risvolto erotico dell’immagine, anche se mi accorgo che per forza di cose, questa poi viene percepita con una carica di questo tipo. Ma come detto in precedenza, fotografando qualcuno, io fotografo me stesso… il me interiore… il mio Essere! E visto che l’Essere assoluto è per antonomasia qualcosa di perfetto, l’armonia di un corpo nudo è un ottimo tramite per esprimere quello che vorrei.

 
 
 
 
 

7. Secondo te il nudo è sempre volgare?
No. Almeno non lo è nei miei scatti, che per altro difficilmente sono nudi integrali e definiti.

8. Cos’è che distingue l’erotismo dalla pornografia?
Dipende da un milione di cose: il contesto, lo styling, le pose, il fine dell’immagine. Molta gente fotografa corpi nudi senza un perché. Forse non sarà pornografia ma a quel punto credo sia più auspicabile un’immagine pornografica che un’immagine senza essenza. Almeno quella pornografica ha un significato preciso!

9. Quali sono le caratteristiche di una buona foto?
Secondo me la buona foto è quella che invita lo spettatore ad una lettura di essa. La fotografia è un testo. E come un libro deve avere un inizio ed una fine e probabilmente le migliori foto sono proprio quelle dove lo spettatore è perfettamente guidato all’interno di essa e legge quello che tu hai scritto.
A questo punto ci sarebbe da vedere se poi lo spettatore/lettore capisce bene quello che hai scritto… ma questo è un altro paio di maniche!

 
       
 
 

 
 
 
 

10. Quasi tutti i fotografi sono convinti di catturare la bellezza interiore della modella. Secondo te è un controsenso?
Non saprei se è un controsenso, più che altro non è affatto una mia priorità! La mia ricerca è interiore e la modella è un mezzo, come lo è la macchina fotografica o la scenografia.
Catturare la bellezza interiore di qualcuno non mi interessa, a meno che non debba fare delle foto che siano uno specchio del soggetto che ritraggo e non di me.
E’ pur vero che il rapporto con la modella è fondamentale e può influenzare il risultato finale o condizionare il messaggio che vuoi mandare, ma questa è un’altra cosa ben diversa dal “catturare la bellezza interiore di qualcuno”.
Chissà perché questa cosa va tanto di moda! Sembra che molti fotografi non abbiano nulla da dire per essere costretti a cercare qualcosa dentro il soggetto che ritraggono!

 
 
 
 
 

11. Meglio un bravo fotografo e una cattiva modella o un cattivo fotografo e una brava modella?
Direi meglio un bravo fotografo, sempre per quella mia convinzione che le modelle siano un mezzo.
Dalle mie risposte si inizierà a credere che io tratto le modelle in un modo tremendo come faceva Avedon!

12. Quanto hanno di artificiale le pose assunte dalle tue modelle?
Tutto?! La fotografia, soprattutto quella da studio è finzione! I fotografi da studio non sono reportaggisti che tentano di immortale una realtà in un modo quasi etnografico. I fotografi da studio sono coloro che inventano una scena. Ed avendo una scena finta, che senso avrebbe avere delle pose non finte?
 

13. Sei d’accordo che tra modella e fotografo, per realizzare un ottimo servizio, deve nascere una sorta di complicità?
Deve nascere complicità costruttiva. Deve esserci feeling, perché la modella deve interpretare il tuo copione. Tu sei un regista e lei un’attrice. Ma i coinvolgimenti emotivi è decisamente meglio lasciarli fuori dalla sala pose.

 
 

   

 
 
 
 

14. Ti è mai capitato di infatuarti di una modella durante un servizio?
Durante no. Prima sì… ma credo sia abbastanza ovvio provare a creare qualcosa con una persona che ti piace anche per altri aspetti.


15. E quante volte è successo il contrario?
Anche in questo caso, durante un servizio mai. Prima o dopo è successo. Ma credo che sia una questione di definire molto bene i ruoli. Se c’è chiarezza su quello che si deve fare, difficilmente possono nascere fraintendimenti.

16. Qual è lo stile fotografico dove pensi di dare il meglio di te stesso?
Gli americani lo chiamano Conceptual. Generalizzando un po’, potremmo dire surrealismo, ma siamo un po’ lontani come senso.

17. Bianco e nero o colore?
Per il nudo, BN e quando posso lo preferisco al colore anche per altri tipi di fotografia. Spesso con il BN si può rappresentare molto meglio un concetto astratto.
Però uso tantissimo anche il colore e in questa nuova selezione di foto, che presento con questa intervista, ho fatto la scelta di puntare molto su quello.

 
       
 
 

 
 
 
 

18. Per i tuoi scatti preferisci utilizzare tecniche analogiche o digitali? Perché?
Conosco molto bene le tecnologie analogiche, mi sono formato a pellicola e in camera oscura. Per questa ragione uso prevalentemente il digitale!!!

19. Trovi che le nuove tecnologie snaturino la fotografia?
Assolutamente no! Anzi, il digitale ha delle potenzialità espressive che fino a qualche anno fa erano impensabili. Molta gente demonizza il digitale perché non sa usare i programmi di fotoritocco e per questa ragione tende a dire che le nuove tecnologie hanno ucciso la fotografia o che chiunque può fare tutto con le nuove tecnologie. Ma se fosse veramente così, perché questa gente non ci dimostra cosa sanno fare loro? Per demonizzare qualcosa, prima devi conoscere quel qualcosa, saperlo usare e metterne a nudo i difetti e pregi! Io sono diventato un “digital photographer” e sono fiero di esserlo.

20. Per descrivere una situazione serve più l'immagine o la parola?
Come detto le immagini sono testi e rispetto alle parole non hanno bisogno di evocare nella nostra mente un’immagine latente di quello che si è detto. Quindi decisamente l’immagine! E’ più immediata e precisa!

 
 

   

 
 
 

 
 
 
 

21. Hai rinunciato a qualcosa per la fotografia?
Forse la rinuncia più grande è stata quella di prendere una Laurea e metterla nel cassetto per fare tutt’altro… appunto il fotografo!

22. Cosa ti ha indotto a preferire la fotografia ad altri mezzi espressivi?
Non so disegnare, non so tenere per niente una matita in mano. E visto che sono stato attratto sempre dalle immagini (soprattutto statiche!) ho pensato bene di “disegnare con la luce”. Per questo motivo non sono un reportaggista ed adoro creare le scene in cui ritraggo i miei soggetti.

23. Quali tipi di inquadrature prediligi?
I piani verticali, probabilmente perché slanciano sempre verso l’alto.

24. Secondo te, quali caratteristiche deve avere una fotografia per essere considerata erotica?
Non deve essere una fotografia come la mia!!!

25. Passata la moda dei calendari su quale oggetto di consumo vorresti vedere una tua foto? (esempio tazze, piatti, carta igienica…)
La mia aspirazione commerciale è il fashion, quindi mi viene spontaneo dire una maglietta!

 
       
 
 
 

26. A chi serve la fotografia?
Principalmente a se stessi. E’ un grosso strumento catartico, capace di farti conoscere e stare bene con te stesso.

27. Meglio un libro o una galleria per divulgare al meglio la fotografia?
La galleria, ma solo perché una foto va vista in un formato di stampa di una certa grandezza e qualità! In più vedere le stampe originali può dare un riferimento preciso, a chi osserva, sui contrasti e sulle sfumature, che spesso sui libri o sui monitor si perdono.

28. In Italia c’è attenzione alla fotografia?
No. Qualcosina si sta svegliando, ma siamo lontani. Ho provato la realtà Newyorkese e la tentazione di evadere è stata fortissima. Forse l’unica città Italiana un po’ più sensibile è Milano, mentre Roma si nasconde dietro la facciata di un Festival di Fotografia chiuso e mosso da interessi politici tipici del nostro meridione. Anzi, a dirla tutta, Roma se la passa molto peggio di città vive come Catania, nella mia Sicilia.

29. Da che cosa è composto il tuo corredo fotografico?
Dorsi analogici e digitali Nikon, parco ottiche variegato, uno studio dotato di flash e luce continua. Ho anche un cavalletto con testa a joystick ma meno posso usarlo meglio è!

 
 

   

 
 
 
 

30. Quali pensi siano gli aspetti originali delle tue fotografie?
Già il fatto che siano una ricerca dentro me stesso, credo le caratterizzino per un altro fattore di originalità! Ognuno di noi è profondamente diverso ed originale, quindi se le foto sono un’esplorazione di se stessi, una trasfigurazione delle proprie immagini mentali, non posso che essere farcite di aspetti originali.

31. Su che cosa stai lavorando in questo momento?
Ho in ballo molti progetti fashion, in team, non commissionati. La mia idea è quella di provare a portare uno styling mio e del mio team e cercare di imporre un nostro stile fotografico. L’unione creativa tra commerciale e non, è possibile… vedremo se porterà qualche risultato.

32. Suggerimenti a chi si sta avvicinando al mondo della fotografia.
All’inizio, fotografare tutto! Portare la macchina sempre con se, usarla rigorosamente in manuale e provare ad imitare tutte le foto belle che si vedono in giro. Dopo, quando si è capito se si ha un’anima da reportaggista o da fotografo da studio, iniziare un percorso formativo specifico!
Importantissimo è studiare la storia delle fotografia e un utile strumento sono i forum di fotografia, dove postare le proprie foto e “sottoporle alla gogna” degli altri utenti.

 
 

   
 

33. Quale direzione prenderà in futuro la tua ricerca artistica?
Per adesso, credo continuerà su questa strada. In fondo è relativamente poco che questa “avventura” è iniziata e credo che abbia ancora molto da dire.

 

 
 
 
 

 

   

PER SAPERNE DI PIU'

 

 

Le pagine di Gianluca Trainito su Liberaeva