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FOTOGRAFIA
 
     
 
 

GALLERIE PERMANENTI

INTERVISTA

 
 
 
 
 
 
 

Francesco Cipolla

Sopra un grembiule per cucina

Otto anni fa mi sono ammalato di fotografia e non sono più guarito. Fotografando un corpo senza veli voglio trasmettere sensualità, erotismo e l’essere femmina che spinge una donna a mostrarsi.
Passata la moda dei calendari vorrei vedere una mia foto sopra un grembiule per cucina.

 
 
 
 
 

1. Domanda d’obbligo: in quale occasione ti sei avvicinato alla fotografia?
Quando 8 anni fa scoprii una Rolleiflex SL35E di mio Padre e scattai il mio primo rullino di tentativi (ed errori!). Così mi accorsi che avrei potuto esprimere le mie sensazioni e il mio modo di vedere le cose: mi ammalai di fotografia e non sono più guarito.

2. Quali esperienze annoveri nel campo della fotografia fino ad oggi?
In pratica sono appena 3 anni che sperimento questo genere di fotografia, per cui non mi sento ancora di parlare di esperienza. Sono giovane…

3. Ci sono dei fotografi che consideri tuoi maestri? In cosa ti hanno influenzato?
Sì: Master Paul Banner, io lo chiamo così! Mi ha trasmesso (e mi trasmette) emozioni da tradurre in immagine; ma il suo grande merito è quello di stimolare la mia creatività e sperimentazione.
Non smetterò mai di ringraziarlo.

 



 

 
 

   

 
 
 

 
 
 
 

4. Quando secondo te la fotografia diventa arte e il fotografo artista?
Questioni di emozione e sensazioni: se qualcuno le avverte allora l’autore è sulla buona strada.

5. L’occhio con il quale fotografi cambia in funzione del soggetto, oppure i tuoi scatti riflettono tutti una tua personale poetica?
Il mio occhio riflette il momento creativo, per cui in genere conduce il gioco. Ma ci sono stati soggetti che in corso d’opera mi hanno fatto sperimentare, piacevolmente, cose che non prevedevo.

6. Cosa vuoi trasmettere fotografando un corpo senza veli?
La sensualità, l’erotismo e l’essere femmina che spinge una donna a mostrarsi.

7. Secondo te il nudo è sempre volgare?
No, non lo è mai. Tutto dipende dalla testa di chi guarda.


 

 

 
       
 
 
 

8. Cos’è che distingue l’erotismo dalla pornografia?
Ci ha già pensato Tinto Brass a definire questa differenza! Per me sono due facce profondamente diverse della stessa medaglia: coabitano, ma litigano spesso.

9. Quali sono le caratteristiche di una buona foto?
Per me non esiste una regola precisa, l’importante è che la foto sia gradevole.

10. Quasi tutti i fotografi sono convinti di catturare la bellezza interiore della modella. Secondo te è un controsenso?
Pure io ci ho provato… non è un controsenso, è semplicemente difficile: fino ad ora penso di esserci riuscito pochissime volte con una modella con cui ho un feeling particolare; raramente lo vedo nelle foto degli altri fotografi.

11. Meglio un bravo fotografo e una cattiva modella o un cattivo fotografo e una brava modella?
Un bravo fotografo e una … modella!

 

 
 

   

 
 
 

 

 
 
 
 

12. Quanto hanno di artificiale le pose assunte dalle tue modelle?
Fino ad ora poco, a parte alcune ricerche particolari.

13. Sei d’accordo che tra modella e fotografo, per realizzare un ottimo servizio, deve nascere una sorta di complicità?
E’ indispensabile, non può essere altrimenti. Ma credo pure che sia naturale, avendo entrambi delle sensibilità non proprio comuni.

14. Ti è mai capitato di infatuarti di una modella durante un servizio?
No. Complicità e infatuazione sono due cose diverse.

15. E quante volte è successo il contrario?
Spero che succeda ogni volta! Ma so che non è così…
 


 

 
       
 
 

 
 
 
 

16. Qual è lo stile fotografico dove pensi di dare il meglio di te stesso?
Nel genere erotico, senza dubbio.

17. Bianco e nero o colore?
Entrambi, anche se li amo a periodi alterni.

18. Per i tuoi scatti preferisci utilizzare tecniche analogiche o digitali? Perché?
Ormai solo digitale. Da quando ho fatto il salto ho aumentato esponenzialmente le possibilità di sperimentare.

19. Trovi che le nuove tecnologie snaturino la fotografia?
Non la snaturano affatto. Le hanno dato una nuova vita.

20. Per descrivere una situazione serve più l'immagine o la parola?
L’immagine: è diretta, arriva prima e meglio.

 

 

 
 

   

 
 
 

 
 
 
 

21. Hai rinunciato a qualcosa per la fotografia?
Mi ha regalato passione e soddisfazioni, per cui sono io in debito.

22. Cosa ti ha indotto a preferire la fotografia ad altri mezzi espressivi?
Non ne ho la più pallida idea. So solo che la mia condizione naturale è con il la pupilla puntata nel mirino!

23. Quali tipi di inquadrature prediligi?
Molteplici, in base al soggetto e al risultato che voglio ottenere.

24. Secondo te, quali caratteristiche deve avere una fotografia per essere considerata erotica?
Devono suscitare brivido, piacere ed eccitazione.

 


 

 

 
       
 
 

 
 
 
 

25. Passata la moda dei calendari su quale oggetto di consumo vorresti vedere una tua foto? (esempio tazze, piatti, carta igienica…)
Forse un grembiule per cucina.

26. A chi serve la fotografia?
Non me lo sono mai chiesto, ma di sicuro a me!
 

27. Meglio un libro o una galleria per divulgare al meglio la fotografia?
Una galleria: mi piace l’idea di interagire immediatamente con chi guarda i miei scatti.

28. In Italia c’è attenzione alla fotografia?
Per la fotografia commerciale sì (vedi “vallettopoli” e calendari). La nostra è una nicchia di interesse e quindi come altre arti soffre un po’, ma non credo possiamo lamentarci.

29. Da che cosa è composto il tuo corredo fotografico?
Ti interessa veramente?

 

 
 

   

 
 
 

 
 
 
 

30. Su che cosa stai lavorando in questo momento?
Ad un progetto nuovo che spero vediate presto.

31. Suggerimenti a chi si sta avvicinando al mondo della fotografia.
Di avvicinarsi il più vicino possibile!

32. Quale direzione prenderà in futuro la tua ricerca artistica?
A saperlo….
Grazie, ciao.

 

 

 

 

 

 

 
       
 
 
 

 

   

PER SAPERNE DI PIU'

 

 

Francesco Cipolla - Foggia
  Le pagine di Francesco Cipolla su LiberaEva
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