| |
D: Ed
è quello che ricerchi nel tuo lavoro?
R: Sì,
fare fotografie vuol dire cercare sensazioni, stati emozionali,
espressioni e provare a coglierli, provare a fissare quegli attimi.
Quando si fissano certe espressioni o stati d’animo allora si riesce
veramente a trasmettere emozioni. Quando un’immagine, ancor più se di
tipo commerciale, lascia l’osservatore indifferente, allora qualcosa
non va, non funziona, non si può raggiungere nessun fine di
comunicazione. Al contrario, quando ti rapisce, quando non sai perché
ma non riesci a smettere di osservarla, ti lasci affascinare dai
dettagli e ti ritrovi a pensarci su, allora puoi dire che è un lavoro
ben fatto. La foto appartiene di più a chi la guarda che a chi la
scatta, è un po’ come per la poesia nel film “Il Postino”, quando
Massimo Troisi dice a Philippe Noiret, il poeta Neruda, che “La poesia
non è di chi la scrive…la poesia è di chi… di chi gli serve”.
|
 |