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Per
questo pur nella frontalità decisa e consapevole le facce tendono a
mostrarsi per tagli parziali, perché pur senza celarsi fanno esplodere
con la loro concretezza tutta l’impalpabile inafferrabilità di
ossessioni, pulsioni, debolezze, aggressività ed emozioni. Le labbra
sfiorano, toccano, si imprimono e poi si allontanano dalla superficie
trasparente che insieme li costringe e li protegge, ma che anche
fondamentalmente permette la relazione tra la realtà dell’io e quella
della sua esterna percezione in un gioco che unisce esibizione e
voyeurismo in un impasto ricco ed intrigante.” |
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