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3.
L’occhio con il quale fotografi cambia in
funzione del soggetto, oppure i tuoi scatti riflettono tutti una tua
personale poetica?
Naturalmente l’occhio cambia in funzione del tipo di fotografia.
Nella foto di
architettura per esempio, come ho detto sopra, cerco di trovare
l’inquadratura particolare, che mostri i dettagli dei materiali; se si
tratta di un concerto, un movimento bizzarro che l’artista ha fatto
sul palco. Nella moda, come anche nel fetish, reinterpreto la realtà
in funzione delle mie idee.
Spesso butto
giù delle vere sceneggiature, nelle quali associo abiti, pose e
scenografie.
Il corpo senza veli,
invece, deve esprimere la mia idea di donna: elegante e mai volgare,
di una dolcezza e remissività feline. La mia donna è sensuale, altera
ed a ben guardare è lei a condurre il gioco nel suo modo così
femminile.
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