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Marcello Mangano

La donna altera

Nato nel mondo del design e della grafica, Marcello Mangano ha iniziato alla fine degli anni ’90 ad esprimere in fotografia la sua visione anticonvenzionale della realtà: dalla moda all’architettura fino al fetish.

 
 
 
 
 

1. Domanda d’obbligo: in quale occasione ti sei avvicinato alla fotografia?
Ho iniziato alla fine degli ani ’90. La fotografia è stata il punto di naturale evoluzione dei miei interessi prettamente visuali. Sono un appassionato di architettura, design, moda, arte e l’obiettivo mi permette di cogliere gli aspetti per me più significativi di ciò che ho di fronte e, attraverso l’uso della luce e delle inquadrature, non soltanto di svelare l’essenza di ciò che vedo ma addirittura di poter reinterpretare la realtà. E’ come dare una seconda vita alle cose e materializzare all’esterno i miei spazi mentali.

2. Quando secondo te la fotografia diventa arte e il fotografo artista?
Credo che di base debbano esserci delle buone idee. Nel caso della moda, il saper cogliere una posa, la situazione del momento, la scenografia originale, non inflazionata; nel caso dell’architettura, cercare un’inquadratura particolare. Per me è fondamentale usare la luce, non solo quella naturale, ma aggiungerne altre se occorre. Un buona idea con un uso errato della luce diventa una foto che sembra scattata dall’amatore con la sua comune macchinina fotografica durante una vacanza con amici.


 

 
 

   

 
 
 

 
 
 
 

3. L’occhio con il quale fotografi cambia in funzione del soggetto, oppure i tuoi scatti riflettono tutti una tua personale poetica?
Naturalmente l’occhio cambia in funzione del tipo di fotografia.

Nella foto di architettura per esempio, come ho detto sopra, cerco di trovare l’inquadratura particolare, che mostri i dettagli dei materiali; se si tratta di un concerto, un movimento bizzarro che l’artista ha fatto sul palco. Nella moda, come anche nel fetish, reinterpreto la realtà in funzione delle mie idee.

 Spesso butto giù delle vere sceneggiature, nelle quali associo abiti, pose e scenografie.

Il corpo senza veli, invece, deve esprimere la mia idea di donna: elegante e mai volgare, di una dolcezza e remissività feline. La mia donna è sensuale, altera ed a ben guardare è lei a condurre il gioco nel suo modo così femminile.

 

 

 

 
       
 
 

 

 
 
 
 

4. Cos’è che distingue l’erotismo dalla pornografia?
L’erotismo da’ una visione artistica del corpo, esplora le potenzialità espressive della fisionomia umana. Quindi non è mai volgare e chi ne fruisce di solito è un intenditore, appassionato di arte in generale, che cerca stimoli mentali da ciò che vede. C’è una progettazione dietro, uguale a quella delle foto di moda, e spesso i risultati sono tanto pregevoli da meritare spazio nelle mostre. La pornografia non ha un’ idea artistica dietro,
mostra atti sessuali e parti del corpo umano in maniera cruda e realistica.

Non c’è scenografia… non c’è nulla, solo carne e sesso. Ovviamente è anche ripetitivo, perché, in questo caso, il fruitore ha bisogno della ripetizione, non cerca stimoli cerebrali ma fisici. Guarda la foto o il video solo il tempo necessario per la propria eccitazione fisica e passa subito ad un’altra foto e un altro video per ripetere l’operazione. Fatto questo non riguarda le stesse cose una seconda volta.

Anche per questo nella realizzazione di foto o video porno c’è quasi sempre un investimento di mezzi minimo. La pornografia è solo un business che si fa per guadagnare soldi; l’erotismo è arte.

 
 

   

 
 
 

 
 
 
 

5. Quasi tutti i fotografi sono convinti di catturare la bellezza interiore della modella. Secondo te è un controsenso?
No, anzi, secondo me un bravo fotografo cattura anche quella esteriore.

Spesso il fotografo vede un volto, un corpo e ne intuisce le potenzialità, riesce a valorizzarli come la proprietaria stessa non sa fare.

Le persone pensano che le modelle siano tutte bellissime come le vedono in foto, in realtà dietro c’è il lavoro del parrucchiere, estetista, truccatore…

Fatto questo, la bellezza interiore diventa il connubio fra le potenzialità dei lineamenti ed il modo di essere dalla ragazza.

Ci sono modelle non adatte a sorridere in fotografia, che risaltano per l’aspetto altero ed altre che con un sorriso riescono a sedurre.

 

 

 
       
 
 

 
 
 
 

6. Meglio un bravo fotografo e una cattiva modella o un cattivo fotografo e una brava modella?
Non credo che si possa creare qualcosa di buono con un cattivo fotografo e una cattiva modella, ma neanche se uno dei due è ‘’bravo’’ e l’altro no.
Per prima cosa ci deve essere o si deve istaurare una sorta di complicità tra i due, senza questo i risultati saranno veramente scarsi.
In più, se la mode
lla è brava ma il fotografo cattivo, avremo delle belle pose che sembreranno fotografate da un comune fotoamatore.

7. Quanto hanno di artificiale le pose assunte dalle tue modelle?
Poco, proprio per quello che ho detto poco sopra. Una bella foto deve essere naturale, cioè assecondare la natura fisica ed interiore della modella. Altrimenti, se va bene, si noterà la forzatura, se va male, la modella sarà proprio inadatta alla foto. In base alla foto che ho in mente scelgo la modella; talvolta, invece, avendola di fronte sono nate le idee per degli scatti.

 

 
 

   

 
 
 

 
 
 
 

8. Sei d’accordo che tra modella e fotografo, per realizzare un ottimo servizio, deve nascere una sorta di complicità?
Come ho detto prima, un rapporto amichevole aiuta notevolmente. Tutti sono più rilassati e lavorano, quindi, meglio.

9. Ti è mai capitato di infatuarti di una modella durante un servizio?
L’unica volta che mi è capitato è stata con la persona che ancora mi è accanto. Al di fuori di questa eccezione, no, mai! Non solo il fotografo deve essere un professionista ma deve avere ben in mente che anche la modella che ha davanti lo è. Ancora di più nelle foto di nudo o fetish.

 Altrimenti si continua ad alimentare lo stereotipo del fotografo che ci prova con le modelle, che, oltre che squallido, fa precipitare l’immagine del fotografo.


Non nego però che si siano formate delle coppie anche molte solide nel tempo, tra fotografo e modella; questo capita di frequente anche nel cinema.

 
       
 
 

 
 
 
 

10. Qual è lo stile fotografico dove pensi di dare il meglio di te stesso?
Non penso di averne uno in particolare, ma sicuramente mi piace molto fotografare le persone in generale e le donne in particolare.

11. Bianco e nero o colore?
Colore, ma il mio colore.

12. Per i tuoi scatti preferisci utilizzare tecniche analogiche o digitali? Perché?
Le uso entrambe, ma ultimamente uso più il digitale.

13. Trovi che le nuove tecnologie snaturino la fotografia?
Assolutamente no, sono solo mezzi. Il resto lo fa, come al solito, il fotografo.





 

 

 

 
 

   

 
 
 

 
 
 
 

14. Per descrivere una situazione serve più l'immagine o la parola?
L’immagine è più immediata, ti fa vedere subito cosa uno ha in testa. La parola ha una fruizione più lenta, perché mediata dall’assimilazione e resa in immagini della mente di chi la legge. E non puoi essere sicuro che chi legge intenda esattamente ciò che volevi esprimere tu.

15. Hai rinunciato a qualcosa per la fotografia?
Direi di no, anzi…

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6. Secondo te, quali caratteristiche deve avere una fotografia per essere considerata erotica?
Forse esagero, ma penso che non esista una vera caratteristica. Tante cose possono essere erotiche, a volte dipende da come le si guarda.

17. Quali pensi siano gli aspetti originali delle tue fotografie?
A volte la visione ironica di alcune scene, altre i colori…


 

 
       
 
 

 
 
 
 

18. Passata la moda dei calendari su quale oggetto di consumo vorresti vedere una tua foto? (esempio tazze, piatti, carta igienica…)
Eh eh eh…la carta igienica non è male!!!...

19. Meglio un libro o una galleria per divulgare al meglio la fotografia?
Entrambi. Il libro è una cosa privata, che si guarda con calma, che resta e si risfoglia tutte le volte che si vuole; la galleria e le mostre sono eventi, e come tali immediati.

20. In Italia c’è attenzione alla fotografia?
Potrebbe essercene di più… Nel resto dell’Europa c’è ne molta di più, purtroppo…

 

 

 

 
 

   

 
 
 

 
 
 
 

21. Da che cosa è composto il tuo corredo fotografico?
Reflex Canon e medio formato

22. Su che cosa stai lavorando in questo momento?
Nuovi progetti… ma sono scaramantico e non ne parlo prima…

23. Suggerimenti a chi si sta avvicinando al mondo della fotografia.
Non riesco a dare suggerimenti, sicuramente fare tutto quello che viene da dentro.
 

 

 

 
       
 
 

 
 
 
 
 

PER SAPERNE DI PIU'

 

Marcello Mangano - Munich-De , Milano-It

EMAIL info@marcellomangano.com

www.marcellomangano.com

 

 Parallelamente alla sua attività come insegnante di postproduzione e fotoritocco, ha partecipato a mostre di grande successo, tenutesi prevalentemente in Germania e Regno Unito. Fra le più recenti:

2007

  • German Fetish Ball (Berlino)

  • Shiva Art & Music (Milano)

  • Fetish Evolution (Essen)

2006

  • Planet Bizarre (Monaco di Baviera)

  • Skin Two Rubber Ball (Londra)

Il suo approccio è prettamente artistico e creativo, con una  particolare attenzione all’uso della luce, con cui riesce a creare ambientazioni estremamente personali.

Il successo internazionale ha portato Marcello Mangano a una lunga permanenza fuori dai nostri confini, che si conclude proprio in questi mesi con un rientro in grande stile. Per celebrare l’avvenimento, l’artista ha infatti scelto i sotterranei del Secret fetish party di Milano, dove il 25 Gennaio esporrà alcuni dei suoi lavori.