FOTOGRAFIA
 
     
 
 

GALLERIE PERMANENTI

VERNISSAGE

 

Beatrice Apicella

La bellezza Vera

 

 "La bellezza e la forza che c’è dentro ognuno di noi. La bellezza Vera, quella che troviamo anche nei difetti che possono avere le persone comuni, senza ritocchi e senza manipolazioni. La forza del carattere e della mente. Le donne, senza veli, si espongono e tirano fuori tutti i sentimenti che sono dentro di loro. I loro corpi diventano nelle mie mani come creta da modellare e io voglio ritrarle come statue vive di un mondo antico."

 
 
 
 
 
 

 
 
 

1. Domanda d’obbligo: in quale occasione ti sei avvicinata alla fotografia? Potrei dire di essere nata con la macchina fotografica in mano. Mio padre era un appassionato e la prima volta che mi ha messo la sua Minolta 4x4 in mano avevo quattro anni, da li è stato amore a prima vista. Ho iniziato, però, a prendere seriamente in considerazione la fotografia a 23 anni, quando ho comprato la mia prima Reflex digitale. Ho scoperto la bellezza del corpo, la sinuosità delle curve femminili, ho voluto raccontare la storia di persone normali che hanno saputo infondere sensualità, grinta e grandissima forza carismatica attraverso l’obiettivo della mia macchina fotografia. Nessuna di loro è una modella professionista, mi piace lavorare con persone che si possono incontrare tutti i giorni lungo il nostro cammino, studentesse, avvocati, giornaliste ecc perché sono le donne della nostra quotidianità la forza della vera bellezza naturale.

2. Quali esperienze annoveri nel campo della fotografia fino ad oggi? Ho iniziato collaborando saltuariamente con Fashion-ph e Sickgirl, ho fatto 3 mostre personali e 3 collettive, ho vinto un premio internazionale e sto progettando altre 2 mostre nella mia città. Ho collaborato con aziende come la Pompea spa per le immagini dei loro pack e per le sfilate e ho fatto foto industriali per più aziende. 

3. Ci sono dei fotografi che consideri tuoi maestri? In cosa ti hanno influenzato? Tutti i grandi fotografi sono maestri, ognuno di loro ci insegna qualcosa e ci lascia parte della suo bagaglio culturale e lavorativo. Ogni scatto ci insegna qualcosa e ci trasmette un’emozione che sia positiva o negativa. Non sempre solo le emozioni positive sono le migliori, a volte impariamo anche da ciò che non ci piace. Detto questo ci sono moltissimi fotografi che mi hanno spinta a fare quello che è il mio lavoro e la mia passione. Erwin Olaf con la sua onirica visione del mondo. La Chapelle con i suoi colori fluo e le sue donne-bambole Newton con i nudi mai volgari e sempre perfetti e potrei andare avanti per pagine e pagine…

 
 
 
 

 
 
 
 

4. Quando secondo te la fotografia diventa arte e il fotografo artista? La fotografia diventa arte e il fotografo diventa  artista quando riesce ad esprimere le sensazioni che  ha nel cuore e nella  mente, quando le persone qualunque, non i critici o chi è del mestiere, si emozionano guardando uno scatto. Quando anche un fiore o un lembo di pelle raccontano la nostra storia o la loro storia. Quando un semplice scatto fa scorrere una lacrima o fa accendere un sorriso.

5. L’occhio con il quale fotografi cambia in funzione del soggetto, oppure i tuoi scatti riflettono tutti una tua personale poetica? Gli scatti, come la poesia per uno scrittore, riflettono sempre qualcosa di noi stessi, siamo umani e come tali tendiamo a far si che parte di noi si riveli anche attraverso la fotografia commerciale.

6. Cosa vuoi trasmettere fotografando un corpo senza veli? La bellezza e la forza che c’è dentro ognuno di noi. La bellezza Vera, quella che troviamo anche nei difetti che possono avere le persone comuni, senza ritocchi e senza manipolazioni. La forza del carattere e della mente. Le donne, senza veli, si espongono e tirano fuori tutti i sentimenti che sono dentro di loro. I loro corpi diventano nelle mie mani come creta da modellare e io voglio ritrarle come statue vive di un mondo antico.

7. Secondo te il nudo è sempre volgare? Io ho basato quasi tutta la mia arte sul nudo, a volte può essere volgare e a volte no, tutto dipende da quello che si vuole proporre, a volte anche l’eros sa essere raffinato. Io mi sono ispirata spesso alle fotografie “pornografiche” di fine ‘800, una volta erano ritenute scandalose, per me sono fonte di continua ricerca.

 
 
 

 

 
 
 

8. Cos’è che distingue l’erotismo dalla pornografia? L’arte, l’erotismo sa essere raffinato. Si gioca con la sensualità della persona ricreando situazioni erotiche senza scadere nella volgarità.

9. Quali sono le caratteristiche di una buona foto? Come dicevo in precedenza una buona foto, a parer mio, è quella che emoziona lo spettatore semplice. Chi non sa, e forse non si interessa, ai veri canoni stilistici.

10. Quasi tutti i fotografi sono convinti di catturare la bellezza interiore della modella. Secondo te è un controsenso? La vera bellezza sta dentro di noi, ma la fotografia riesce a catturare solo il nostro corpo, quindi si usa il “guscio” per poter arrivare alla nostra anima.

11. Meglio un bravo fotografo e una cattiva modella o un cattivo fotografo e una brava modella? Un bravo fotografo dovrebbe essere in grado di aiutare anche la più incapace delle modelle a mettersi a suo agio. Non è facile, nel nostro campo, riuscire ad ottenere sempre quello che si vuole. Io, lavorando quasi esclusivamente con “non modelle” spesso mi sono ritrovata davanti all’obiettivo ragazze timide o un po’ impacciate, per questo cerco sempre di metterle a loro agio, di parlare con loro, di creare un ambiente intimo in cui si possano sentire libere di fare quello che vogliono, a volte le pose le decidiamo assieme, altre volte lascio fare alla modella, soprattutto all’inizio cosicché possa prendere confidenza con me e con la mia macchina fotografica. Solitamente dopo i primi scatti si riesce ad ottenere un rapporto di fiducia reciproca e di complicità, solo a quel punto posso ritenermi pienamente soddisfatta e iniziare a creare senza problemi.

 
 
 
 

 
 
 
 

12. Quanto hanno di artificiale le pose assunte dalle tue modelle? Direi tutto, le mie ragazze sono statue, sono marmo da scolpire. E questo mi piace perché mi ricordano tutto quello che ho studiato nel mondo dell’arte antica. Direi che io sono stata molto influenzata dai miei studi classici e dai musei che ho assiduamente frequentato fin dall’infanzia. Ovviamente nei miei scatti c’è sempre un’influenza moderna, i corpi sono segnati da tatuaggi, i capelli sono platino piuttosto che rasta. Le “mie” donne sono la rappresentazione della cultura odierna, sfacciata, grintosa, fashion-victim, ribelle, forte!

13. Sei d’accordo che tra modella e fotografo, per realizzare un ottimo servizio, deve nascere una sorta di complicità? Assolutamente, senza complicità non si ottiene nulla, se non c’è fiducia reciproca, se non c’è intesa e grande feeling non si riesce a creare e gli scatti risultano vuoti.

14. Ti è mai capitato di infatuarti di una modella durante un servizio? Beh infatuarmi direi di no, anche perché io lavoro quasi esclusivamente con donne, ma ho un rapporto meraviglioso con una delle mie modelle. Francesca, una ragazza di Parma. Lei è la mia modella preferita perché riesce a fare tutto quello che ho in mente senza doverle dire nulla. Lei prima di essere una mia modella è una mia cara amica, forse questo è stato di grande importanza per il nostro lavoro assieme.

 
 
 

 
 
 

15. Qual è lo stile fotografico dove pensi di dare il meglio di te stesso? Assolutamente il nudo, quando rivedo i miei nudi sento la forza delle loro non dette parole. Sento il calore delle sensazioni silenziose, vedo l’erotismo nascosto nel corpo di una persona comune che è riuscita a dare il meglio di se davanti ad un obiettivo in un contesto freddo quale il fondale di uno studio fotografico.

16. Bianco e nero o colore? Entrambi, tutto dipende da quello che vogliamo interpretare e raccontare. Ho scattato a colori quando volevo dare un’impronta graffiante alle mie immagini, e ho scattato in bianco e nero quando volevo lasciare un alone di mistero ai corpi avvolti dal nero del mio fondale.

17. Trovi che le nuove tecnologie snaturino la fotografia?  Assolutamente no, la tecnologia a volte ci aiuta a raggiungere i nostri obiettivi.

18. Hai rinunciato a qualcosa per la fotografia? Ho rinunciato a tanto e ho combattuto con i denti e con le unghie quando chi doveva non credeva in me. Non dico di essere arrivata, perché nessuno, a parte i grandi maestri, è mai arrivato. Ma sono contenta dei riconoscimenti che ho ottenuto.

19. Cosa ti ha indotto a preferire la fotografia ad altri mezzi espressivi? Forse il mio senso estetico. Ebbene si, mi ritengo un’esteta, mi piace il bello, mi piace poterlo condividere con le altre persone.

20. A chi serve la fotografia? A noi fotografi, per aiutarci ad esternare le sensazioni e le idee che gravitano nella nostra mente e nel nostro cuore. Alle persone che le acquistano perché hanno donato loro un momento emozionante.

 
 
 
 

 
 
 
 

21. Meglio un libro o una galleria per divulgare al meglio la fotografia? Oserei dire entrambi, la galleria ci aiuta in un certo ambito, diciamo più selettivo, mentre il libro o internet, riescono a raggiungere una fetta molto più larga di utenti, quelli che magari non sanno che nella tale galleria ci sono le tue opere, ma che navigando in internet o entrando in una libreria si imbattono in loro e se ne innamorano.

22. Da che cosa è composto il tuo corredo fotografico? Ho scattato tanto negli ultimi mesi, e in contesti molto diversi tra loro, ho moltissimi nudi, alcune foto di moda, alcuni self-portrait, foto erotiche e fetish. Spazio nel mondo dell’eros rimanendo sempre legata all’universo femminile in tutte le sue sfaccettature.

23. Su che cosa stai lavorando in questo momento? Continuo, imperterrita, ad occuparmi del corpo, a breve farò un set ambientato in un giardino.

24. Suggerimenti a chi si sta avvicinando al mondo della fotografia. Provare, studiare, imparare dagli errori, avere tanta pazienza e non sconfortarsi mai, prima o poi le soddisfazioni arrivano, l’importante è rimanere sempre con i piedi ben saldi a terra senza mai avere arroganza. L’umiltà è una dote che deve avere l’artista per poter emergere.

Grazie Beatrice e buon lavoro. Grazie a voi e un saluto a tutti gli amici di LiberaEva

 
 
 

 
 
 
 

PER SAPERNE DI PIU'

 
 

Beatrice Apicella è nata a Mantova nel 1981. Dopo il diploma al Liceo Classico Alfieri di Bologna, a motivo di una grande passione per la moda pensava di diventare stilyst finchè poi la svolta l’ha trovata coinvolta ad osservare la moda attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica. Attività che oggi svolge a tempo pieno. Ha collaborato con la rivista di fotografia di moda on line www.fashion-ph.it. Ha iniziato a esporre da poco,scoperta dall’illustre critico Carlo Franza che la impone in una serie di mostre a Firenze,Roma e Milano. Nel 2007 una sua foto è stata usata come locandina per un evento musicale a Roma . Ha vinto “Il Premio delle Arti Premio della Cultura” per la fotografia ,edizione 2007, imposta da una giuria internazionale presieduta dal Prof. Carlo Franza. Biografia (tratta da exibart  http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=43830

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