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Facciamo che io sia bella...
Facciamo che io
sia bella,
e tra i capelli mi spunti una spiga di grano
diciamo che mi trucchi la faccia di viola
e mi marchi le labbra con le penne e le more.
Facciamo che io sia bella
e mi cinga la testa con le foglie d’alloro
diciamo che s’impigli la gonna tra le spine dei rovi
e mi leghi le dita con la tela di ragno.
Facciamo che tra i rami vi sia un nido d’uccello
come dietro ogni foglia, uno spicchio di cielo
diciamo che poi voli ed abbia paura di cadere
come dietro ogni voglia, un leggero rossore.
Facciamo che abbia vent’anni di meno
al primo bacio che m’accapponi la pelle
e mi ciancichi il seno, le labbra ed il cuore
sopra questa panchina che guarda il tramonto.
Facciamo che io ora non sia sola
e mi senta chiamare con un nome qualunque
l’uomo nel pugno stringa le more
ed io apra la bocca e beva quel succo.
Testo di
Adamo Bencivenga
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