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Enrico Odano - Le mie donne

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Puntuale ogni giorno le vedo arrivare, sono quaranta come le carte, le riconosco lontano dal rumore dei tacchi, ogni passo un secondo che tolgo all’attesa, ogni passo un frammento ingrandito ai miei occhi. Portano di solito un cappello di raso, un rossetto di fuoco e un paio di occhiali, che non sono da sole e non sono da vista, ma un vezzo di donna che svela a chi vuole, il colore degli occhi e il tono d’ombretto.

Mi chiamano ingegnere come se davvero lo fossi, mi parlano del tempo, del caldo asfissiante, di questa sabbia che fine secca la pelle, e ci vorrebbe una pioggia per modo di dire.
Le vedo, le guardo e rimango estasiato, dal cappello di raso, dalle unghie perfette, quando una di loro taglia il mazzo di carte che d’incanto è spuntato da una borsa di pelle.

Sono quaranta ma una sola poi vale, come le carte disposte a cerchio, perché non servono tutte ma una soltanto, se il gioco consiste nel tentare la sorte, ed affidarsi ad una donna che conosce il mestiere, che gioca d’azzardo ed offre il suo cuore.


Adamo Bencivenga
 

 

 

 
 


Enrico Odano Photography
www.enricoodano.it

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