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FOTOGRAFIA
Anastasia Galaktionova
IL CANTO DELLE UPUPE
Ad ogni modo, in quell'occasione la giovane non portava sulle spalle la
sua gerla, ma recava con sé una cornamusa, che, di tanto in tanto,
suonava meravigliosamente, traendone dei suoni languidi, appassionati,
misteriosi, quanto il canto delle upupe ed il verso secco delle gazze
ladre.
- La, la la, lalalalaaaa... - canticchiava, tenendo le sue belle labbra
rosse semiaperte e lasciando che la sua voce melodiosa fluisse
attraverso di esse.
- Io sono amica dei picchi neri, dei briganti, degli uccelli che abitano
i rovi, dei vagabondi che s'aggirano in questi boschi! Io sono amica
delle vipere, dei gufi, delle civette dalle voci maledette! Io amo il
sole, la luna e le vette antiche che brillano al sommo di questi monti!
Tratto da Dunklenacht I vespri sepolti - La cornamusa della donna bionda
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