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A te, che sai di miele di castagno, che sai di resina e
di legno, d’ortica quando viene inverno, che sai di luna
quella bianca, levatrice d’ogni pianto, lupa dai seni
enormi, che nutre e che allatta, ogni ora della notte. A
te acqua sorgiva che tutto m’asseta, tu acqua piovana
che a gocce si sgrana e disseta la terra a rigagnoli e
rami, nelle lande di pelle, nelle secche d’attesa,
prosciugate negli anni da arsure d’amore.
ADAMO BENCIVENGA
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