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Sarà
che le lune navigano lente, sopra i barconi sull’acqua increspata, che
inzuppa l’asfalto consumato dal sale, e dai forestieri vestiti di festa.
Sulla piazza gremita rischiarata dai fuochi, la donna che magra tossisce
sfacciata, questione di fumo, di mestiere e polmoni, questione di piedi
che camminano scalzi, schivando i pezzi di vetri in agguato, gli sguardi
curiosi con le tasche rigonfie.
Sono
uomini grassi, allevatori di mucche, che cercano svago alla festa del
santo, che hanno sentito parlare di Chiara, che bionda che bella forse un
po’ magra, sarebbe un piacere soltanto vederla, toccarle quei seni che
dicono a pera, e si sfidano ora al tiro al bersaglio, e poi alla corsa dei
sacchi di iuta.
Sarà
che i barconi sono carichi e zeppi, di uomini e pesci impigliati alle
reti, e la festa del santo un solo pretesto, al vento che caldo soffia
burlone, sotto le gonne di donne in attesa, del ballo previsto dopo la
fine del circo. L’orchestra è già pronta e accenna pezzi di brani,
striduli suoni accordati dal vento, come fumi d’odori che galleggiano in
aria, e impregnano gli abiti nuovi di zecca, di pesce e di fritto sui
capelli rifatti.
Bancarelle e giostre e giochi di luci, croccanti e nocciole e occhioni di
bimbi, che guardano in aria rapiti dal vento, palloni e colori d’animali
marini. Sotto il piccolo palco montato alla buona, sulle sedie di legno
portate da casa, si consumano voglie di giovani sposi, che guardano gambe
fasciate di rete, di ballerine che provano e riprovano passi, e ridono
grasse alzando le gonne.
Sarà
che davanti all’entrata del circo, vicino alla gabbia di un leone sopito,
un nano da fiera si tiene il cappello, e agita mani grandi come palanche,
ripetendo ossessivo le stesse parole. “Venghino signori, faccino il
biglietto, per un’ora d’amore scontata a buon prezzo, sotto la tenda c’è
Chiara che aspetta con le piccole pere già pronte per l’uso.”
Sulla
piazza gremita l’orchestrina si scalda, coppie d’amanti si cercano gli
occhi, si danno ritrovo dopo la festa, dietro la siepe a due passi da
casa. Coppie sposate ballano strette, brillantina e dopobarba, orecchini e
messe in piega, stasera è la volta che non capita spesso, un marito che
chiede una moglie che offre.
Sarà
che stanotte c’è amore per tutti, e gli uomini soli sono in trepida
attesa, perché Chiara è lì dentro che aspetta, sotto la tenda e nessuno la
vede, c’è solo un disegno spiegazzato dal tempo con un volto di bimba ed
il corpo d’adulta. E il nano che grida per essere certo, che all’ultimo in
fila gli arrivi la voce , che Chiara è bella, è magra nel giusto, bionda
nell'anima ed anche più sotto, con le labbra vogliose a forma di cuore.
“Venghino signori comprino il biglietto, per cinque minuti di fuoco e di
mani, per dieci scontati la parte migliore. Chi offre di più può avere
dell’altro, magari le labbra, magari la bocca, magari di più se per caso
la sorte, ha deciso che Chiara compi quell’atto, magari uno di voi se
comprate il biglietto, a prezzo scontato per un giro di giostra.”
“Venghino signori ultimi biglietti, per una donna d’amore, d’amore a buon
prezzo.” Venghino signori si sgola più forte, tra capannelli di gente che
curiosa ci sbava, e s’informa sul peso, sugli anni e l’altezza, sulla
bocca se è grande o quanto piccoli i seni, se è esperta davvero, se urla o
sta zitta. Se davanti o di dietro, in piedi o distesa, se davvero è
intatta oppure ci gioca.
Sarà
che le lune navigano lente, sopra i barconi sull’acqua increspata, che
inzuppa l’asfalto consumato dal sale e dai forestieri vestiti da festa.
Quanta gente è contenta, quanta gente che canta, quanta gente che ride,
beve, salta e si vanta, quanta gente che aspetta in fila dietro la tenda,
qualcuno che chiede, qualcuno si tocca, quanti voti stanotte da sciogliere
in fretta.
Perché
sarà che le lune navigano lente, sopra i gommoni sull’acqua di pesto, e la
gente impazzita aspetta il santo che a mezzanotte uscirà per la
processione sul mare. |