I RACCONTI DI LIBERAEVA
 
     
 
 

Portami al mare!

Foto madalinaiordachelevay

 
 
 

Portami al mare fammi sognare, fammi vedere la luna che gialla, s’abissa e s’eclissa e fa l’amore con l’acqua, la stessa che ad onde si gonfia e si sgonfia, ed a riva poi muore ed a riva mi bagna. Perché io sono scalza con le scarpe per mano, ed ho un vestito che bianco si smerletta e si svasa, si tinge d’arancio che mobile scende, e riflette il tramonto dal seno alle gambe.
Fammi sentire che non è vana l’attesa, d’essere tua fin sotto i capelli, perché porto un cappello di paglia da sposa, un nastro e dei fiori che mi fanno più bella.
Portami al mare fammi sognare, un porticciolo di barche una cena di pesce, e fuori la pioggia che scola sui vetri, che a gocce che a rami mi fa sentire protetta, perché sei tu che mi guardi ed io abbasso lo sguardo, perché sei tu che mi vuoi ed io mi sento diversa.
Lo sai che di notte ho ancora paura, e come da bimba mi concentro ai rumori, e mi copro la faccia con il lenzuolo e il cuscino, per sentirmi al riparo per sentirmi sicura. Perché tu non ci sei, non ci sei mai stato, perché tu giri l’Europa ed io giro i canali, di questa tv che è tutto il mio mondo, nell’attesa che vieni e ci rimani per sempre.

Portami al mare fammi sognare, non dirmi né quando né come e né dove, non serve davvero perché sono già pronta, che sia sera e poi notte non importa se piove, perché porto il cappello e tu mi ripari, e mi dici che m’ami che sfami quest’ansia, che la sera mi sale, che il giorno non scende. Perché tu sei lontano ed io ti rincorro, tra le tenebre rosse sulla spiaggia che ora, s'é fatta deserto ed il vento che soffia, l’appiana e l’alliscia, poi a nubi l’aggruma, e la trascina obbediente e ne fa delle dune, dove spuntano fitti cespugli già secchi, perché io mi nascondo e tu che mi cerchi, perché tu mi rincorri ed io mi riparo.
Ma tanto lo so che poi mi ritrovi, mi baci le labbra e la gonna poi sale, e t’offro il mio seno come fosse una rosa, tra i rami d’inverno insecchiti dal gelo

Portami al mare fammi sognare, quando il verde e l’azzurro diventano intensi, d’arancio e di giallo sono piene le gonne, che svolazzano al vento come sciami di api, sedute lontano in quel bar all’aperto. Assaporano il gusto di un’estate già pronta, di nettari e ghiaccio colorati pastello, di barche lontane già piene di pesce, che galleggiano bianche ed aspettano il turno.
Portami al mare, scaldami al sole, dove il freddo d’inverno ci ha fatto condensa, inumidito le parti che ora al calore, riprendono fiato e mi danno vigore, mi fanno sentire preda e bottino, di questi tuoi occhi che s’adagiano addosso.


Portami al mare fammi sognare, le farfalle primizie che s’addensano intorno, e il viola e l'azzurro si fanno bollenti, e mi spogliano oltre la pelle più bianca, che viva la lascio abbronzare all’amore, per farmi più bella con un filo di trucco.
Ti guardo mi guardi mi viene da dirti, che in fondo al tuo sguardo ci vedo dell’altro, oltre allo specchio di cielo d’azzurro, che apri deciso perché io me ne sazi, per tutte le sere che ti ho aspettato davvero, per tutte le attese che ho pianto a dirotto, per tutte le perle infilate nei giorni, perché passassero presto e passassero in fretta, una per sorte d’onice e giada, che ora ti mostro e mi cingono il collo.


Lo vedi il cappello di paglia leggera! Con un grappolo d’uva che pende e s’aggruma, e tinge a chicchi d’ombre il mio seno, e mi segna deciso quando muovo la faccia, i miei dubbi d’istinto quando dici che m’ami, e m’ami davvero come è vero il mio seno, che a bolle s’incurva nel profondo che brami.
Ti prego ti sento giura che è vero, adesso che il giorno non dura di notte, e l’inverno ha lasciato in pace il mio cuore, e sento di nuovo che c’è vita e c’è linfa, che scorre e mi nutre le vene più dure, mentre ti guardo che m’ami e mi prendi, mentre mi guardi che t’amo per sempre.
Portami al mare, fammi sognare

 

 
     
 
 
 
 
 
 
 
 

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   pubblicazione Febbraio 2008 

 
 

       

 
 
 
 

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