Non esistono racconti morali o immorali.  Ci sono solo racconti scritti bene o racconti scritti male.
Questo è tutto. Oscar Wilde

C'E' UN'ALTALENA VUOTA
DI

 

 

Adamo Bencivenga C'è un'altalena vuota


C’è un’altalena vuota che dondola sospesa, spinta da una brezza leggera e mattutina, un solo cigolio lento e cadenzato, riempie tutto intorno il buio di silenzio. Distante a due passi una donna fa fatica, cammina ed arranca con una mano sulla schiena, nell’altra ha un ombrello anche se non piove, anche se il sole alto è andato già a dormire. Inciampa sui pensieri come fossero dei sassi o stecchi di rami secchi senza più le spine, oppure un cigolio di ruggine e catene che lento si propaga a ciuffi sopra l’erba, che lento si disperde ed indietro poi ritorna come una filastrocca ripetuta a ninna nanna od un pendolo che oscilla, ciondola e traballa.

Ogni tanto poi si ferma ed ascolta ed accarezza quel ricordo acerbo in grembo che si muove e s’accovaccia, ogni tanto poi si ferma e guarda verso l’alto, la luna incompleta appannata e rarefatta, da una nuvola sorretta, da un alito di vento, da un soffio di profumo di mimosa marzolina. La fissa e la misura, la cerchia con un dito, come fosse un compasso puntato contro il cielo per convincerci che è tonda, piena come un ventre, che culla le tristezze d’un figlio poi smarrito. Quello non voluto concepito una mattina tra i fiati appesantiti di vino fermentato, di latte sui fornelli che bolle e spegne il fuoco ed un odore acre e inteso d’acido quagliato.

E’ solo un pensiero che torna ogni sera, un dolore che ripone tra gli scarti in soffitta, perché niente può sfiorarla tranne le sue rose, che cura e poi ci parla come belle creature, che bianche le recide per farne più corone, dentro il suo recinto senza più confini. Ogni tanto una panchina l’accoglie e la rilassa, ogni tanto un pasticcere si ferma e poi riparte, e lei che si riposa e lei che s’accarezza la pancia come torta di ribes e di mele ormai pronta se per caso ci fosse un altro frutto.

C’è un’altalena vuota che dondola sospesa, spinta da una brezza leggera e mattutina, un solo cigolio lento e cadenzato, riempie tutto intorno l’aurora di silenzio. Distante a due passi una donna fa fatica seduta sulla panchina guarda l’altalena, in mano ha un ombrello, anche se non piove, anche se la notte, che l’avvolge e la dirada, è una notte già passata o che deve ripassare.

 

 

 

 

FINE

 

Foto katarinasokolova

 

 
 
     
 

 

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