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La rubrica di

Sabrina Falzone

L'Arte Dentro

 

Con questo articolo, in esclusiva, Sabrina Falzone inizia una preziosa collaborazione con LiberaEva. Ne siamo onorati e le diamo un caloroso benvenuto!

Sabrina Falzone è critica d’arte e direttrice artistica.   A soli 23 anni ha già alle spalle un’esperienza densa di attività sia nel campo del giornalismo che nell’organizzazione di eventi, impegnata sul versante artistico e musicale.

 
 
 
     
 
 
 

ARTE E SOLIDARIETA’

IN MEMORIA DI NINO CULICCHIA

Vito Trapani in Romania per l'inaugurazione della CASA DELLA SPERANZA

ESCLUSIVA LIBERAEVA

 

Il 26 luglio 2006 la periferia di Craiova (in Romania) si è irreversibilmente trasformata in un’alcova di solidarietà per l’inaugurazione della Casa della Speranza, un grande centro d’accoglienza per i rumeni in gravi difficoltà e una struttura per bambini “dimenticati”. Il  progetto nasce dai sentimenti di amore e altruismo del giornalista Nino Culicchia, ex capo ufficio stampa del Comune di Marsala, che aveva accolto l’appello di Michele Amato, sottufficiale della Guardia di Finanza. Nino Culicchia, interessatosi in prima persona alla costruzione dell’Istituto, ha perso la vita a Bucarest il 21 settembre 2004, proprio mentre si stava dirigendo a Craiova, dove avrebbe dovuto assistere alla posa della prima pietra.

 
 
 
 

Casa della Speranza

 
 
 
 

La famiglia Culicchia ha così devoluto le offerte raccolte in suffragio del loro congiunto a Suor Giorgina Sghembri, attuale fondatrice della Casa della Speranza.

Craiova, città industriale a circa 400 km da Bucarest, vede così realizzarsi il sogno di Nino Culicchia: la Casa della Speranza, edificata grazie all’apporto dei cittadini italiani e della chiesa cattolica. Un notevole contributo parte dalle sezioni UNITALSI e dai Marsalesi che hanno anche provveduto all’acquisto degli arredi.

La cerimonia inaugurale, anteposta da una celebrazione eucaristica dai toni piuttosto solenni, è stata presieduta dall'arcivescovo di Bucarest, presentatosi in abiti fin troppo sfarzosi per l’occasione, ai quali hanno fatto da contraltare le sdrucite vesti dei bambini rumeni, taluni a piedi scalzi, ed i loro volti indelebilmente segnati dall’indigenza. Ma ormai, di contraddizioni clericali siamo ben assuefatti. Anche se, a dire il vero, mi resta impossibile non farci caso.

Per l’inaugurazione, Marsala è stata rappresentata dall'addetto stampa Nino Guercio, ufficialmente delegato alla presentazione dell’evento,

 

 
 
 
 

preparativi

 
 
 
 

e dall'artista Vito Trapani che era stato, peraltro, ribattezzato “eclettico, strano e bizzarro” da Nino Culicchia, seppure fosse legato a lui da profonda stima e amicizia.  In tale circostanza, Vito Trapani ha realizzato un’opera su una delle pareti della Casa della Speranza. E’ così che arte e solidarietà si trovano intrecciate a consacrare un binomio di speranza e d’amore.

La Romania è strana” ci confessa l’artista, “intorno al centro cittadino c’è benessere e prosperità, mentre nelle aree periferiche e nei villaggi non v’è altro che una miseria agghiacciante”.

Ed è proprio la mattina del 25 luglio 2006 che Vito Trapani ha dato il via all’opera dedicata alla Casa della Speranza e a Nino Culicchia, incollando sulla parete vuota del salone d’ingresso una serie di ritagli di giornale, disposti alla stregua di due cerchi concentrici, l’uno dentro l’altro, avviando l’esecuzione artistica dall’esterno verso l’interno. La fascia circolare più esterna, raffigurante immagini di bambini e giocattoli infantili, conferisce un vivace tocco cromatico all’insieme, - è infatti un cerchio coloratissimo, eloquente allusione ai colori della pace - all’interno del quale sulla parete bianca si stagliano, nitide ed sicure, le scritte nere dei titoli di testata,

 

 

 
 
 
 

preparativi

una miscellanea di ritagli di articoli giornalistici, altro non è che un collage dei momenti salienti dell’operato di Nino Culicchia, perché per Vito Trapani “sono i piccoli momenti che fanno la storia”. Ed ecco campeggiare, netti e solitari, anche i nomi delle maggiori testate che hanno seguito con attenzione la sensibile attività di Nino Culicchia (La Repubblica, il Corriere della Sera, il Giornale di Sicilia e così via).

A spezzare il contrasto bicromatico della sezione circolare più interna sono l’immagine calda e positiva dell’intreccio di mani, posta pochi centimetri al di sotto dell’esatto centro, e qualche fotografia più laterale.

A carpire oltremodo l’attenzione sono, però, i volti dei pontefici: il defunto Giovanni Paolo II e papa Benedetto XVI spiritualmente vicini ai problemi della Romania. Disposta in circolo, quasi a suggellare la chiusura in grande stile del ciclo di una vita, la compianta esistenza di Nino Culicchia, indimenticabile sostenitore della cultura rumena, la miriade di frammenti raccolti da Vito Trapani è stata avvalorata e quasi “consacrata” dalla presenza di una spettacolare croce policroma, creazione dell’artista marsalese, gentilmente concessa da FotoTony.

 

 

 
 
 
 

Fa sorridere l’idea che il pittore abbia portato la sua croce sulle spalle, come uno zaino crucifero, nel suo viaggio da Marsala in Romania. Fa riflettere, invece, il ritrovamento fortuito di un crocefisso rinvenuto dietro il complesso, la mattina dell’inaugurazione durante il decespugliamento (da parte di Michele Amato).

La Casa della Speranza di Craiova si connota come un nobile tentativo di ridare dignità ad un paese distrutto dalla dittatura, al fine di assicurare un futuro più sorridente a bambini e anziani rumeni, evitando agli stessi la fuga dalla loro terra natìa.

Chiunque voglia aderire a questa campagna lo può fare dando un’offerta presso le segreterie dell’Unitalsi.

A cura di Sabrina Falzone  sabrina.falzone@whipart.it

 

 

 

 

 
 
 
 

inaugurazione

 
 
 
 

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