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Nel corso della conferenza stampa
è stato così attribuito a
Nicola Arigliano il “Premio alla Carriera – DiVino Jazz”
per la straordinaria opera di divulgazione, crescita e rinnovamento
del jazz e della canzone d’autore in Italia. E, dulcis in
fundo, non poteva di certo mancare il vino, forte dell’ormai secolare
binomio jazz e vino, un momento conclusivo interamente dedicato alla
degustazione di pregiati vini campani, gentile omaggio dell’Ersac e
del DiVino Jazz.
Quattro, dunque, gli
appuntamenti musicali del festival, svoltisi in uno dei luoghi
più affascinanti e magici della Città di Torre del Greco, la splendida
cornice degli Ex Molini Marzoli nelle adiacenze del porto. Enrico Rava,
il pianista cubano Omar Sosa e il trio Favata-Di Bonaventura-Gandhi
sono gli altri protagonisti della rassegna. Nicola Arigliano da oltre
un anno si esibisce in quintetto con Umberto
Trinca alla fisarmonica. Infatti il Maestro Arigliano ha preferito
sostituire il pianoforte (a suo avviso troppo “ingombrante”) con la
fisarmonica, strumento più popolare e indubbiamente più dinamico.

Non
solo concerti ha proposto il DiVino Jazz, ma anche un vero e proprio
“villaggio culturale”, un “around the wine and the jazz” con la mostra
fotografica “Gli occhi della musica” curata da Pino Miraglia,
con le proiezioni di “Video sull’Arte” di Pappi Corsicato, la
mostra di pittura “Icone del jazz”di Angela Rossi. In quest’agorà
di eclettismo artistico, non poteva mancare nemmeno la danza
con l’esibizione di Movimento Danza di Gabriella Stazio, sulle
coreografie di Fortunato Angelici e di Sonia Di Gennaro e la
performance dell’Accademia dello Spettacolo di Irma Cardano e Virginia
Vincenti. Spazio anche al teatro con gli estrosi allievi de La Scuola
di teatro La Bazzarra. A tutti i partecipanti è stato regalato un
calice dipinto a mano con il logo del festival.
Un’occasione d’incontro tra saperi, sapori, musica, arte e cultura.
A cura di
Sabrina Falzone
sabrina.falzone@whipart.it
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