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Miriam Bendìa

Intervista a Eliselle

"Carezze sottili su pelle di seta. E dopo, l'amore".

 
 
 
 
 
 

Nulla è per sempre o almeno così recita il titolo di una antologia a cui hai partecipato, recentemente, ma per Eliselle cosa potrebbe essere per sempre? Domanda difficile. Fondamentalmente, da storica, ritengo che nulla possa essere per sempre. I regni si susseguono e cadono, i poteri raggiungono l’apice poi di dissolvono. Da persona comune, da donna che parla attraverso esperienze e sentimenti personali, non riesco a credere che qualcosa sia “per sempre” se non c’è dietro un impegno costante, determinante per mantenere vivo quel poco che si riesce a conquistare nella propria breve vita: i ricordi piano piano vengono dimenticati se non si presta attenzione ad allenare la memoria, i sentimenti, anche quelli, vengono accantonati se non c’è la volontà di portare avanti una storia, di mantenere vivo un amore. Io credo che il “per sempre” possa essere doloroso, sicuramente faticoso, perché non si trovano spesso persone che abbiano il desiderio e la costanza di esercitarlo. Per sempre può essere tutto e niente, credo dipenda da noi.


Secondo te perché oggi le donne amano definirsi INcazzate, INcarriera, Insoddisfatte, INcorsaper o semplicemente IN?  Chissà dove sono finite le donne innamorate…
Molte donne di oggi non riescono a riconciliarsi con loro stesse. Lo dico perché anche io ero così. Collezionavo delusioni e amori sbagliati perché non mi interrogavo, io per prima, di che cosa avessi davvero bisogno, di che cosa cercassi. Mi buttavo a capofitto, davo tutta la mia anima e tutta me stessa, salvo poi accorgermi che “Lui” era quello sbagliato. Poi mi sono presa una pausa, mi sono fermata. Mi sono detta: vuoi pensare una buona volta a quello che desideri davvero? Vuoi pensare che puoi essere felice, invece di accontentarti come al solito e basta? E lì ho capito. Sono stata incazzata e insoddisfatta, ora sono tranquilla e mi godo quello che ho. Non sempre è facile, perché di problemi e di grane da risolvere ne arriva almeno una ogni giorno! Comunque questo non significa affatto aver tagliato il traguardo o raggiunto la pace dei sensi, anzi. Questo è solo un inizio. E poi dico sempre che se si sta bene con se stesse, si diventa delle rocce. Meravigliosamente forti.

 
 
 

 
 
 

Love = Ectasy. Abbiamo dunque sostituito il sesso e l'amore all'ectasy come le donne che amano troppo di Robin Norwood? Io non l’ho mai fatto, non ti so dire, dovrei parlare per statistiche il ché non è mai una buona cosa. Sesso e amore per me sono componenti basilari della vita. Droghe? Mai usate, anche se amo occuparmene, nei miei libri se ne parla spesso e Ecstasy Love è uno di questi. Ma non amo parlarne con atteggiamento bigotto, cerco di capire le ragioni nascoste per cui si utilizzano e, a volte, si sostituiscono alla vita stessa. Credo che l’equilibrio sia la cosa più difficile da raggiungere, senza di esso si può scivolare, farsi male. L’importante, se succede, è rialzarsi.


Regala tre consigli alle laureande per non finire sull'orlo di una crisi di nervi ;) Tre consigli sono pochissimi, te lo assicuro! Però, in generale: non utilizzare mai i trucchetti della minigonna e degli occhi dolci agli esami, lasciano il tempo che trovano e sono assolutamente inutili (ma non presentarsi nemmeno davanti ai professori come facevo io, con occhiaie, capelli spettinati e pantaloni da tuta: ero veramente allucinata, molti secondo me li ho spaventati); mai demoralizzarsi o rodersi il fegato se si trovano colleghi invidiosi o poco predisposti alla sana collaborazione, prima o poi la ruota girerà anche per loro; mai prendersela troppo per i tempi burocratici, e mettersi nell’ordine delle idee che aspettare aspettare e aspettare sono i tre verbi fondamentali quando si fa il pellegrinaggio per segreterie e studi dei professori. Questi possono bastare, per iniziare!  


Rivolgiti la domanda che nessun intervista ti ha mai posto ma che sia proprio quella domanda a cui senti il bisogno di dare una risposta. Una domanda che nessuno mi ha fatto mai, perché distratto dalla mia produzione diversificata, è: ma la tua autentica aspirazione letteraria, qual è? E io rispondo: scrivere un romanzo storico degno dei grandi. E aggiungo: per questo, però, c’è ancora tempo.


Miriam Bendìa

 

 

 

 

 
 
 
 
 

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