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Dal nostro inviato Roberto Barzi

VERNISSAGE

 
 
 
 
 
 
 
Seduced:
Art and Sex  from Antiquity to Now

Seduzione ed erotismo: l’arte non sembra poterne fare a meno. L’Europa si salda, nell’esposizione dei capolavori un tempo esclusi o celati clandestinamente nei magazzini dei musei.

 
 
 
 

 
 

 

Alla “Barbican Art Gallery” di Londra è allestita  Seduced: Art and Sex  from Antiquity to Now, una mostra che raccoglie ben duemila anni di storia della seduzione, da Occidente ad Oriente.

 

A confronto oltre settanta artisti. Si va dai manoscritti indiani alle stampe erotiche giapponesi, dai dipinti barocchi e rinascimentali fino alle più stravaganti sperimentazioni contemporanee.

 

 
 

 

 
 

 

Tutto questo e altro in un’esposizione d’arte visiva interamente dedicata al sesso. Come per un affresco pervenuto da un lupanare pompeiano, degli eleganti, quanto minuziosi, disegni di Aubrey Beardsley che mostrano dei falli eretti, Cicciolina con una coroncina di fiori in testa ritratta dall’ex marito Jeff Koons. 

 

La mostra inizia appunto da alcuni affreschi scoperti a Pompei che mostrano coppie impegnate a fare sesso: le immagini erano state considerate così immorali che nel 1819 i reperti erano stati isolati nel cosiddetto “Gabinetto degli oggetti osceni” a Napoli, un luogo dove opere di natura così manifesta venivano tenute lontane dagli occhi della gente.

 

 
 

 
 

 

 Anche al “British Museum” di Londra, un identico magazzino conteneva le opere provenienti da diverse parti del globo e di epoche differenti, che si riteneva avrebbero potuto fuorviare la rettitudine della gente, soprattutto dei meno colti, dei giovani e delle donne: ora molte di queste sono ora esposte in pubblico per la prima volta.

 

Un’altra sezione della mostra si concentra in particolare sul lato erotico e sovente offuscato della produzione artistica di artisti come Rodin e Turner. Dal “Metropolitan Museum of Art” di New York proviene invece un Picasso che il museo non ha mai avuto il coraggio di esporre: un autoritratto dell’artista colto “in flagrante”. Nemmeno la letteratura è stata omessa: nell’ambito della mostra sono state, infatti, organizzate anche letture del Kama Sutra, delle opere del Marquis de Sade e di Lolita.

 

 
 

 
 

 

 

  “Ogni società che ha sviluppato una sofisticata immaginazione visuale ha rappresentato il sesso in modo più o meno naturalistico” - ha affermato  Kate Bush, direttrice del “Barbican

- “Religione e autorità hanno sempre cercato di limitare l'esposizione. Ma noi vogliamo ricordare che il verbo latino seducere contiene il significato di "avvicinarsi a se stessi."”

 

I visitatori italiani sembrano ben più assuefatti all’eros e alla seduzione. I maestri dell’arte classica e moderna, i grandi capiscuola, hanno sempre introdotto ed enfatizzato l’ingrediente amoroso, sia nel sacro sia nel profano.

 

 
 

 

 
 

 

Nonostante la cultura cattolica - e la condivisibile impellenza antipornografica, nei musei e gallerie del Paese - l’amore, il nudo e l’accenno all’erotismo sono costantemente circolati senza impedimenti alcuni.

 

Che dire delle incisioni del ‘500 di Giulio Romano e delle opere di Agostino Carracci e François Boucher. Queste lampanti immagini sessuali erano una vera e propria rivoluzione silenziosa, anticlericale, uno svincolo dai costumi coercitivi e puritani che hanno guidato l’essere umano nel corso dei secoli.

 

 
 

 
 

 

Vi sono pittori dalla sensualità svigorita e torbida, come Gustav Klimt o Egon Schiele, ci sono esteti deliziosi come il già nominato il disegnatore Aubrey Beardsley, vi sono perfino gli "insospettabili" come William Turner (1775-1851), il grande paesaggista inglese.

 

Poi c’è anche il più giovane Thomas Ruff (1958), che riadatta del materiale pornografico trovato su internet oscurandolo e sfumandolo in immagini a bassa risoluzione, tanto che osservando le sue opere a volte viene il dubbio che sia solo della pornografia venuta male.

 

 
 

 
 

 

Il tutto accompagnato da un video di Andy Warhol Blowjob (1963) e da Requiem (2002) di K. R. Buxey: il primo inquadra per quarantun minuti il volto di un uomo durante un rapporto orale, nel secondo lo stesso artista si ritrae per trentanove minuti mentre appaga i sensi per via di un analogo servizio sessuale.

 

Ovviamente la mostra sarà messa alla gogna dagli addetti ai lavori per il suo essere così immorale ma al tempo stesso preziosa, poiché ripercorre il cammino dell’uomo, dalla classicità ad oggi, in un percorso forse sfacciato, spensierato, sessuale, ma reale.

 

 
 

 
 

 

C’è da domandarsi invece se non si siano più provocatori alcuni “spot” pubblicitari, o programmi televisivi. L’arte no, le opere sono state pensate ed elaborate in campi ben lontani dalla pornografia e dal business spregiudicato.  

 

  Se Tracey Emin s’interroga al neon: Is Anal Sex legal? Is legal sex anal? dove sta la demarcazione tra arte o pornografia? Nessuna volgarità o licenza, , anzi la sua direttrice Kate Bush replica: “La mostra è una celebrazione di opere che collegano tutto il genere umano attraverso duemila anni di storia e cultura.”

 

 
 

 
 

 

E dopo tutto quest’erotismo, quest’amore esibito, la riflessione suggerita dal corpo apre sia la mente sia l’anima. Delle esposizioni così “scoperte e nude” rivelano in fondo delle prospettive più psicologiche che scioccanti e pruriginose. Il desiderio di seduzione non si logora, né si esaurisce, si coltiva e trova riscontri visivi nelle sale di questa galleria estendendosi in mille ipotesi e riflessioni, tutte da appagare i sensi.

 

 
 

 
 
 
 

PER SAPERNE DI PIU'

 

 

Seduced: Art and Sex  from Antiquity to Now
“Barbican Centre”
Silk Street
Londra
Dal 12-10-2007 al 27-1-2008
Orario: dalle ore 11.00 alle ore 20.00

 

Roberto Barzi su LiberaEva