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Dalla politica
culturale della dittatura agli ardori dell’epica resistenziale,
dalla fede nell’ideologia comunista all’apologia dei consumi,
preludio, man mano che si avvicinava la fine del secolo scorso,
della crescente decadenza morale del nostro Paese. (Dal
Nostro Inviato)
CENNI BIOGRAFICI
Il pittore siciliano,
fra i più rappresentativi del Novecento europeo, nacque nel 1912
nella cittadina siciliana di Bagheria.
Il giovane Guttuso abita in una casa vicino alle ville Valguarnera e
Palagonia, di cui ritrarrà particolari in quadri successivi e
s'ispira agli scogli dell'Aspra e tra le gite al mare e i primi
amori vive tutta la crisi siciliana del dopoguerra in cui comincia a
delinearsi lo scempio architettonico e sociale.
Si trasferisce a Palermo per gli studi liceali e poi all'Università,
mentre la sua formazione si modella sulle correnti figurative
europee, da Courbet a Van Gogh a Picasso e lo porta a Milano e a
viaggiare per l'Europa.
Nel suo
espressionismo si fanno via via sempre più forte i motivi
siciliani come i rigogliosi limoneti, l'ulivo saraceno, il Palinuro.
Rifiutato ogni canone accademico, con le figure libere nello spazio
o la ricerca del puro senso del colore, Guttuso s'inserisce nel
movimento artistico “Corrente”, che con atteggiamenti scapigliati
s'oppone alla cultura ufficiale e denota una forte opposizione
antifascista nelle scelte tematiche negli anni della guerra di
Spagna e che preparano la seconda guerra mondiale.
L'artista non cesserà mai di lavorare in anni difficili come quelli
della guerra ed alterna, specie nelle nature morte, gli oggetti
delle case umili della sua terra, a squarci di paesaggio del Golfo
di Palermo a una collezione di disegni intitolata “Massacri”, che
circolarono clandestinamente poiché ritraggono le repressioni
naziste, come quello dedicato alle Fosse Ardeatine.
La figura femminile diventa dominante nella pittura come lo fu nella
vita privata e fra i dipinti più grandi per mistura ricordiamo
“Donne stanze paesaggi oggetti” del '67, oggi esposto alla galleria
comunale di Bagheria, a Villa Cattolica, com'è importante la serie
di dipinti in cui ritrae Marta Marzotto, musa ispiratrice e modella
prediletta per lunghi anni.
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