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Un affascinante
percorso parallelo fra Peggy Guggenheim, appassionata e vorace
sostenitrice delle arti, e quell'immaginario surreale che percorre
l'intera storia delle avanguardie e della prima metà del secolo
scorso.
L'esposizione è un omaggio alla passione di Peggy Guggenheim, figura
centrale della contemporaneità e grande mecenate negli anni in cui
le avanguardie europee e i loro esponenti, come Picasso e Chagall,
non erano ancora compresi e conosciuti.
I pionieri dell'immaginario surreale, Marc Chagall, Giorgio de
Chirico, Pablo Picasso, mi danno il benvenuto in questo viaggio che
attraversa scenari che vanno dal Surrealismo, al Cubismo passando
per il Futurismo, la Pittura metafisica, l'Astrattismo europeo,
l'Espressionismo astratto americano.
Il tour è pensato per il visitatore che vuole essere libero di
muoversi in ogni direzione, studiando per ogni centimetro di
ciascuna tela le luci che meglio la facciano risaltare.
Guardando le opere ci si accorge che c'è quasi un dialogo segreto
tra loro attraverso un filo teso rappresentato dalla stessa
biografia di Peggy.
Ed ecco i colori caldi del “Violinista sul tetto” e “Il calesse
volante” di Chagall, “La nostalgia del poeta” di De Chirico dove
compare Apollinaire e poco più il là l’Atelier di Picasso con le sue
forme leggere ed astratte.
Sulla parete di sinistra, non sfugge il quadro di Victor Brauner.
Più avanti “Il personaggio” di Joan Mirò e lo “Studio” di Picasso
accanto a molte sculture patite e scarnificate di Alberto Giacometti.
Il viaggio continua con i protagonisti veri e propri del movimento
artistico come Ernst, Magritte, Tanguy, Miró, Giacometti, Man Ray,
Carrington, Fini, Delvaux fino agli intellettualismi di Marcel
Duchamp e alle nuove generazioni influenzate dal movimento.
Tele che raccontano la storia di un movimento radicale che mirava a
cambiare la percezione del mondo, esprimendo pensieri e sensazioni
repressi dalla coscienza perbenista, come l'inconscio, l'assurdo, i
sogni e la lussuria.
Davanti a tanta bellezza il mio pensiero va a Peggy Guggenheim,
generosa, impulsiva e passionale che rimase folgorata dal spirito
anticonformista di questi artisti tanto che decise di essere la loro
mecenate, la loro protettrice, la loro sostenitrice, la loro
fiancheggiatrice, e, in alcuni casi, la loro amante.
(Dal
Nostro Inviato)
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