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Forse pochi sanno che
Paul era un agente finanziario e un crac in borsa nel 1882 gli fa
perdere il posto di lavoro.
Ma per lui è un
ottimo pretesto per dedicarsi completamente alla pittura.
Oltre al lavoro,
perde anche la famiglia: la moglie non condivide la sua scelta di
vita e torna dalla madre in Danimarca coi figli.
Paul si
convince sempre più della opportunità di allontanarsi da una vita
che non ama e da un mondo che non condivide.
Nel 1891 la sua fuga verso Tahiti.
Nell'isola
dell'Oceano Pacifico inizia a scrivere un racconto autobiografico "Noa
Noa". Il suo soggiorno dura solo due anni; infatti una malattia agli
occhi e la mancanza di denaro lo costringono a far ritorno a Parigi
insieme alla sua compagna giavanese Anna.
Dopo uno scarso
successo di vendita dei suoi quadri riparte per Tahiti nel 1895. Due
anni dopo muore la figlia Aline e viene pubblicato il suo libro "Noa
Noa". Gauguin si ammala di sifilide e il suo fisico è
irrimediabilmente compromesso anche per l'eccessivo uso di alcool e
una grave cardiopatia.
Nel 1898 tenta
il suicidio e l'anno dopo la sua nuova compagna, Pau'ura, gli dà un
figlio: Emile.
La salute di Gauguin peggiora: entra ed esce dagli ospedali e nel
1901 si trasferisce nell'arcipelago delle isole Marchesi, vorrebbe
ritornare in patria ma il medico gli sconsiglia il viaggio: morirà
l'8 maggio del 1903.
(Dal
Nostro Inviato)
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