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PALCOSCENICO
 
 
 
 
 
Dal nostro inviato

PALCO - MOSTRE

 
Paul Gauguin

Da Tahiti a Roma

Paul Gauguin nel cuore della romanità a due passi dal foro romano attraverso 150 splendide opere che documentano l’intero percorso umano ed artistico del pittore francese.
 
 
 

 
 

ROMA 2007
Salgo timidamente le scale del Complesso del Vittoriano ed immediatamente m’immergo dentro la magia di queste opere dove è evidente la ricerca di una sorta di paradiso, un luogo remoto tra realtà e fantasia, presente e passato, dove regna la pace perfetta.

Una vera e propria liberazione di chi imprigionato nelle convenzioni del mondo occidentale si ritrova a vivere l’utopia di una cultura superstite e primitiva tra i pacifici abitanti di Tahiti.

Paul scriveva alla moglie da Tahiti nel marzo 1892:

“Tu mi dici che ho torto a voler restare lontano dal centro dell’arte. No, ho ragione: da un pezzo so che cosa faccio e perché lo faccio. Il mio centro artistico è nel mio cervello e non altrove, e io sono grande perché non mi lascio frastornare dagli altri e perché faccio quello che è in me.”

Giro per le stanze, ci sono oli, disegni, sculture e ceramiche con forti richiami alla tradizione e un rinnovato linguaggio pittorico.

 
 
 

 
 

E’ evidente il legame con la classicità e la grandezza di Roma vista dall’artista come un tributo ad un’era perduta per sempre ma non per questo non raggiungibile.

Il parallelo con le atmosfere della Polinesia mi lasciano esterrefatto.

E’ un volo pindarico che calza, ed io ora sto volando tra questi capolavori provenienti da importanti musei pubblici e prestigiose collezioni private di tutto il mondo, tra cui, spiccano l'Ermitage di San Pietroburgo, la National Gallery of Art di Washington e la Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen ecc.

 
 
 

  

 
 

 

Forse pochi sanno che Paul era un agente finanziario e un crac in borsa nel 1882 gli fa perdere il posto di lavoro.

Ma per lui è un ottimo pretesto per dedicarsi completamente alla pittura.

Oltre al lavoro, perde anche la famiglia: la moglie non condivide la sua scelta di vita e torna dalla madre in Danimarca coi figli.

 Paul si convince sempre più della opportunità di allontanarsi da una vita che non ama e da un mondo che non condivide.
Nel 1891 la sua fuga verso Tahiti.

Nell'isola dell'Oceano Pacifico inizia a scrivere un racconto autobiografico "Noa Noa". Il suo soggiorno dura solo due anni; infatti una malattia agli occhi e la mancanza di denaro lo costringono a far ritorno a Parigi insieme alla sua compagna giavanese Anna.

Dopo uno scarso successo di vendita dei suoi quadri riparte per Tahiti nel 1895. Due anni dopo muore la figlia Aline e viene pubblicato il suo libro "Noa Noa". Gauguin si ammala di sifilide e il suo fisico è irrimediabilmente compromesso anche per l'eccessivo uso di alcool e una grave cardiopatia.

 Nel 1898 tenta il suicidio e l'anno dopo la sua nuova compagna, Pau'ura, gli dà un figlio: Emile.


La salute di Gauguin peggiora: entra ed esce dagli ospedali e nel 1901 si trasferisce nell'arcipelago delle isole Marchesi, vorrebbe ritornare in patria ma il medico gli sconsiglia il viaggio: morirà l'8 maggio del 1903. 
(Dal Nostro Inviato)

 
 
 

    

 
 
VIDEO
 
 
Paul Gauguin

 
 
 

Le opere qui esposte rappresentano una selezione della produzione dell'artista e non sono attinenti al catalogo della mostra. LA REDAZIONE

 
 
 
 

PER SAPERNE DI PIU'

 

www.jugo.it
www.adnkronos.com/
http://it.wikipedia.org

 

LA MOSTRA

 
COMPLESSO DEL VITTORIANO - ROMA
Via Di San Pietro In Carcere (00186)
museovittoriano@tiscali.it
 
Roma - dal 5 ottobre 2007 al 3 febbraio 2008
Paul Gauguin - Artista di mito e sogno
orario: dal lunedì al giovedì 9.30 –19.30; venerdì e sabato 9.30 – 23.30; domenica 9.30 – 20.30
biglietti: € 10,00 intero; € 7,50 ridotto
Dal nostro inviato