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Leggo da
cultframe.com che “la sua arte è ricca di sfumature: la
plasticità dell’amplesso, il volto delle donne, le strade e la vita
quotidiana a Tokyo, la bellezza cromatica dei fiori, i cieli
giapponesi. In tutte queste variazioni di contenuti e forme, Araki
trova il modo di confrontarsi con le tematiche a lui più care:
l’amore, il sesso, la femminilità, ma anche il dolore della perdita
e la morte”.
L’esposizione dedicata al grande artista giapponese s’intitola Araki
Gold e traccia attraverso una ricca scelta di opere uniche, anche
inedite, la storia ormai quarantennale dell’artista.
Tra
i lavori esposti anche nudi bondage che di lui hanno fatto spesso
parlare come di un fotografo scandaloso al limite del pornografico,
ma soprattutto i delicatissimi ritratti della ricca e nobile
borghesia giapponese, quelli di personaggi celebri del mondo
dell'arte, dello spettacolo e quelli di famiglie comuni. Completano
infine l'esposizione 50 fotografie a colori dalla serie Color Rays,
gli immancabili Flowers e ben 5000 Polaroid..
Le
pose delle sue modelle, spesso raffigurate durante il piacere
sessuale, non sono mai violente né corrotte, esprimono semplicemente
l’essenza di una forza vitale e in altre un’immagine delicatamente
sensuale come le gambe accavallate velate da una calza trasparente,
oppure uno sguardo languido e passionale colmo di emozione che fanno
di Araki un poeta dell’erotismo.
Leggo da una brochure che è nato a Tokyo nel 1940 ed è noto per i
suoi reportage sull’industria del sesso in Giappone e per aver
immortalato con i suoi scatti Kabukicho, il quartiere a luci rosse
di Tokio, poi raccolte in Lucky Hole.
Nella sua biografia non può mancare l’accenno ai suoi esordi di
pittore e l’ampia parte dedicata a sua moglie Yoko ripresa in una
serie di foto scattate durante il loro viaggio di nozze e
soprattutto nei suoi ultimi giorni di vita (Yoko morì nel 1990 di
cancro alle ovaie).
È
stato più volte arrestato in Giappone, anche se non è mai finito in
carcere, con l'accusa di oscenità; anche il direttore di un museo
subì l'arresto per aver esposto delle sue foto.
Araki Gold rappresenta quindi un evento di primo ordine che consente
di approfondire la conoscenza di uno dei più controversi e più
rappresentativi artisti della contemporaneità. Nell’ampia sintesi
dei suoi lavori esteticamente sofisticati è degno di nota l'album
Tokyo Diary, racconto quotidiano degli ultimi cinque anni della sua
attività attraverso selezionate immagini scelte fra le centinaia
scattate ogni giorno. Poi ancora le cinque serie di Some Stories che
narrano di vicende amorose nei villaggi del Giappone tradizionale e
quelle altrettanto intense che invece si perdono fra le strade e le
piccole abitazioni di Tokyo, nonché la serie . di Street Photographs
che esplorano i cambiamenti nella società giapponese in pieno boom
economico.
(Dal
Nostro Inviato) |