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PALCOSCENICO
 
 
 
 
 
Dal nostro inviato

PALCO - MOSTRE

Chiostro del Bramante

I Macchiaioli

Sentimento del vero 


Dopo mezzo secolo dalla rassegna della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma torna a celebrare i Macchiaioli, il più importante movimento dell'arte italiana dell'Ottocento.
Una ricchissima mostra che comprende un centinaio di opere tra paesaggi, marine e ritratti, concesse da istituzioni pubbliche e collezioni private.

 

 
 
 

 
 

 

 

Ma chi sono questi macchiaioli?
Leggo che furono un gruppo di artisti, per lo più di origine toscana, che si riunivano al Caffè Michelangelo di Firenze dopo la metà dell’Ottocento.
"I cugini maggiori degli Impressionisti" li definiva André Chastel.
In effetti il movimento, nato prima di quello impressionista francese, si caratterizza come una delle avanguardie europee più originali del secolo.

Il termine fu usato da un giornale dell’epoca per descrivere negativamente il movimento ed evidenziare il netto rifiuto del disegno accademico a favore della macchia e dell’effetto dei toni di colore.
Per questo non usavano il chiaroscuro, ma dipingevano per accostamenti cromatici.
Il loro lavoro ha in comune la ricerca di soggetti scelti all'aperto, nella natura e nella campagna, il rapporto tra colore e luce.

Giovanni Fattori definì il suo fare artistico una pittura antiaccademica atta a riprodurre "l'impressione del vero".
La pittura di Fattori come quella di tutti i macchiaioli era una dichiarata ricerca fondata sul realismo sia per quanto riguardava la rappresentazione sia per i soggetti trattati.

Nonostante il loro impegno politico a favore del Risorgimento erano sostanzialmente dei dandy ben vestiti ed imbellettati.
Anche se la soluzione monarchica e la scelta di un governo di destra provocò un netto rifiuto della politica che li portò ben presto ad estraniarsi e cercare rifugio nella bella natura toscana e nel mondo contadino non contaminato dalla società industriale.

La mostra “I Macchiaioli, sentimento del vero” è una panoramica completa sull’intero movimento e propone un itinerario di oltre cento opere articolato in otto sezioni.
Per meglio descrivere le tematiche del Realismo accosta le opere per tema e non per autore, permettendo quindi di scoprire le caratteristiche comuni e le diversità nello stile e nei contenuti ed evitando così sale monografiche.

La mostra rappresenta un’occasione unica per la ricca presenza di capolavori difficilmente accessibili, appartenenti spesso a collezioni private.

Ad aprire la rassegna è una panoramica sullo strumento ed emblema del movimento dei realisti toscani, e cioè l’invenzione della “macchia” con le opere di Telemaco Signorini, Serafino De Tivoli, Vito D’Ancona, Giovanni Fattori, Raffaello Sernesi, Vincenzo Cabianca.

 
 
 

 
 

 

 

 

Proseguendo è possibile ammirare le opere degli anni Sessanta e il nuovo modo di rapportarsi al paesaggio attraverso vedute di Castiglioncello e della campagna fiorentina.

La sezione intitolata l’epica del quotidiano rappresenta la sublimazione del tema del lavoro e della vita quotidiana raggruppando splendidi dipinti come "Raccolta del fieno in Maremma" di Fattori, "Cucitrici di camicie rosse" di Borrani e "Educazione al lavoro" di Lega.

Grande spazio è riservato all’opera “Ave Maria” di Fattori, per la sua testimonianza di apertura verso le influenze internazionali, e alla seconda generazione di “Macchiaioli” votati più ad un fare piacevolmente narrativo che ad una tensione etica.

Tra questi Boldini che farà fortuna in Francia per i suoi ritratti raffinati.

A partire dagli anni Ottanta i capiscuola macchiaioli, pur rimanendo fedeli ai temi del Realismo, tendono a sviluppare percorsi individuali:

Fattori esprimendo il sentimento di appartenenza alla civiltà della sua terra; Signorini privilegiando le case e i volti di Riomaggiore; Lega accentuando la spiritualità delle donne del Gabbro.

E’ attraverso questi tre grandi maestri che l’eredità dei Macchiaioli si consegna al Novecento.
 
(Dal Nostro Inviato)

Guarda la gallery

 

 

Elenco pittori:

ABBATI GIUSEPPE (Napoli 1836- Firenze 1868)
BANTI CRISTIANO (Santa Croce sull'Arno, Pisa, 1824- Montemurlo, Prato, 1904)
BOLDINI GIOVANNI (Ferrara 1842- Parigi 1931)
BORRANI ODOARDO (Pisa 1832- Firenze 1905)
CABIANCA VINCENZO (Verona 1827- Roma 1902)
CECIONI ADRIANO (Fontebuona, Firenze, 1836- Firenze 1886)
COSTA GIOVANNI (Roma 1826- Bocca d'Arno, Pisa, 1903)
D'ANCONA VITO (Pesaro 1825- Firenze 1884)
DE TIVOLI SERAFINO (Livorno 1826- Firenze 1892)
FATTORI GIOVANNI (Livorno 1825- Firenze 1908)
GIOLI FRANCESCO (San Frediano, Firenze, 1846- Firenze 1922)
LEGA SILVESTRO (Modigliana, Forlì, 1826- Firenze 1895)
MARTELLI DIEGO (Firenze 1838-96)
SERNESI RAFFAELLO (Firenze 1838- Bolzano 1866)
SIGNORINI TELEMACO (Firenze 1835-1901)
ZANDOMENEGHI FEDERICO (Venezia 1841- Parigi 1917)

 

 

 

 
 
 

 
 
 

PER SAPERNE DI PIU'

 

www.ciao.it 
www.artsblog.it 
www.italica.rai.it 
www.villadellerose.it 
www.adnkronos.com/ 

 

LA MOSTRA

 


Macchiaioli
il sentimento del vero
Chiostro del Bramante
Via della Pace - 00186 Roma
Mostra aperta dall’ 11 ottobre 2007 al 3 febbraio 2008
Orario:
Dal martedi al venerdi 10.00 - 20.00
Sabato 10.00 - 23.00
Domenica 10.00 - 21.00
Lunedì chiuso

 

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