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L’allestimento della mostra si avvale della presenza di raffinate
installazioni sonore che stimolano l’immaginario del visitatore
immergendolo nell’atmosfera della Città Proibita.
Durante il percorso si potranno ammirare dipinti, armi e armature,
utensili appartenuti all'imperatore, ceramiche, abiti di corte,
servizi e sigilli imperiali, orologi, giade e monili, oggetti e
paramenti da culto.
In
particolare tra le opere esposte non passano certamente inosservati
gli imponenti dipinti, lunghi quasi venti metri, "Tributari
dell'Impero Qing" e "Parata delle otto divisioni mancesi". Molti
anche gli oggetti legati all'imperatore stesso: strumenti musicale,
il tavolo con gli arredi usati per festeggiare il suo ottantesimo
compleanno, l'imponente trono dorato, la sua armatura e il suo
studio privato, con tanto di set per la scrittura con pennelli e
pietre per sciogliere l'inchiostro. Affascinante e ricca la parte
riguardante il mondo femminile della corte imperiale che comprende
il ritratto della celebre concubina imperiale Huixian, abiti, scarpe
e gioielli.
Tra
le opere mai uscite prima dalla Cina, ed esposte nella mostra quelle
di Giuseppe Castiglione, artista italiano e gesuita ammesso alla
corte dell'imperatore e successivamente nominato mandarino di terzo
grado. Di Castiglione saranno esposti i dipinti "L'imperatore
Qianlong che spara a un cervo", il "Ritratto del principe Guao" e il
grande "Ritratto equestre dell'imperatore Qianlong in armatura da
cerimonia". Infatti il pittore gesuita fu il primo a raffigurare
l'imperatore soddisfacendo così le ambizioni del giovane Qianlong
che si riteneva imperatore universale di tutte le genti.
La
stirpe dell'imperatore Qianlong, dall'originaria Manciuria aveva
conquistato la Cina nel 1644 assumendo il nome dinastico di Qing,
ovvero "purezza". La dinastia si insediò nella Città Proibita, ed
estese i confini della Cina fino a farla diventare il secondo più
vasto impero territoriale della storia, nonché il più popoloso.
Il
significato di questa suggestiva esposizione è trasferire nella
Città Eterna i capolavori della Città Proibita facendo convivere due
mondi e due espressioni culturali molto diversi tra loro con la
possibilità di farli interagire, nella consapevolezza dell'identità
profonda di ognuno di essi, ma anche nella massima apertura verso
gli altri.
(Dal
Nostro Inviato)
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