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Ovvero coloro che furono tra i protagonisti di una stagione
pittorica in cui l’idealismo risorgimentale scemò ben presto nelle
delusioni post-unitarie.
Undici le opere di Fattori, sei quelle di Francesco Gioli, tre i
dipinti del fratello Luigi e di Panerai, due di Cannicci, Cecconi,
Ferroni, altrettanti quelli di Angiolo e Adolfo Tommasi, uno i
Micheli e i Sorbi.
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